Il Tribunale della Spezia ha assolto con formula piena tutti gli imputati nel processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina legato all’arrivo di giovani calciatori nigeriani tra il 2013 e il 2017. La sentenza, letta questa mattina, ha stabilito che “il fatto non sussiste”, chiudendo un procedimento durato tre anni e iniziato nel settembre del 2022.
Tra gli assolti figura Luigi Micheli, ex amministratore delegato dello Spezia Calcio, presente in aula al momento della lettura del verdetto. Micheli era difeso dagli avvocati Giacomo Fenoglio e Federico Fossanova dello Studio Fenoglio e Associati di Torino, insieme agli avvocati Andrea Corradino e Silvia Rossi della Spezia.
Caduta l’ipotesi della Procura
Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, sarebbe esistito un meccanismo volto a favorire la permanenza illegale sul territorio italiano di giovani atleti minorenni provenienti dalla Nigeria, giunti per partecipare a tornei giovanili. Lo scopo – secondo l’accusa – sarebbe stato quello di tesserarli come professionisti al compimento della maggiore età.
Una ricostruzione che, tuttavia, non ha trovato riscontro nelle indagini dibattimentali, secondo quanto stabilito dal collegio giudicante del Tribunale della Spezia. Le prove acquisite non sono state ritenute sufficienti per confermare l’esistenza di un sistema illecito o la violazione della normativa sull’immigrazione.
Il risvolto sportivo della vicenda
Sul piano sportivo, la vicenda aveva già avuto ripercussioni. Nel 2021 lo Spezia Calcio era stato sanzionato dalla giustizia sportiva italiana con una multa e, a livello internazionale, aveva subito il blocco del calciomercato da parte della FIFA, provvedimento motivato proprio dalla presunta irregolarità nei tesseramenti di calciatori minorenni.
Tuttavia, la società ligure aveva poi ottenuto la sospensione del blocco grazie a un ricorso vinto davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna, che aveva ritenuto fondate le argomentazioni del club a difesa della propria condotta.
Una lunga battaglia legale
La sentenza di oggi rappresenta la conclusione di un iter giudiziario complesso e delicato, che ha coinvolto il mondo del calcio giovanile, le normative sull’immigrazione e i limiti del regolamento sportivo internazionale. Dopo tre anni di udienze e testimonianze, il Tribunale ha chiarito che non sussisteva alcuna attività finalizzata a eludere le regole sull’ingresso e la permanenza dei minori stranieri in Italia.
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