Emozioni, applausi e commozione hanno caratterizzato la serata di sabato durante lo Speziafest, evento organizzato dai tifosi dello Spezia, in cui è stata rievocata la storica promozione in Serie B del 2006. La presenza di tanti dei protagonisti di quella stagione ha trasformato l’incontro in un momento di forte coinvolgimento emotivo per il pubblico presente.
Applausi e omaggio ai protagonisti della promozione
La platea ha accolto con una lunga ovazione mister Antonio Soda e diversi ex giocatori tra cui Massimiliano Guidetti, Davide Addona, Nicola Padoin, Mirko Bruccini, Marco Gorzegno, Simone Groppi e Ivano Rotoli, tutti tornati a condividere il ricordo di un’impresa rimasta nella storia del club.
Gorzegno: “Un gruppo unito che fece la differenza”
Tra le testimonianze più sentite quella di Marco Gorzegno, che quasi commuovendosi ai microfoni del collega Fabio Bernardini per le pagine de La Nazione ha sottolineato il valore umano di quell’esperienza.
“Ritrovarsi dopo tanti anni è qualcosa di speciale. Quella squadra vinse grazie all’unione, allo spirito di gruppo e al legame profondo con la tifoseria spezzina. Anche nei momenti difficili la nostra forza fu restare compatti, e sono convinto che questa squadra possa ancora risalire perché la storia dello Spezia lo dimostra”, ha rielaborato.
Soda: “Una vittoria costruita su identità e maturità”
Il tecnico di quella storica promozione, recentemente entrato nella “Hall of Fame” del Club del via Melara, ha ricordato il percorso culminato nel ritorno in Serie B dopo 55 anni.
“Il primo maggio 2006 resta una data indimenticabile. Fu un successo costruito su una squadra solida e consapevole, capace di andare oltre i pronostici. Nonostante il momento complicato della retrocessione, credo che con programmazione e lavoro lo Spezia possa tornare presto in categorie importanti”, ha spiegato.
Addona: “Il gruppo vale più dei nomi”
Molto partecipata anche la testimonianza di Davide Addona, sempre ai microfoni del collega Fabio Bernardini, che ha rimarcato il valore collettivo di quell’esperienza.
“Sono emozioni che restano nel tempo. Dopo vent’anni è bello vedere che quel ricordo è ancora vivo. La nostra forza non era il curriculum, ma l’unione dello spogliatoio e la mentalità condivisa. È questo che lo Spezia deve ritrovare per tornare competitivo”, ha riformulato.
Bruccini: “Un’esperienza che mi ha formato”
Infine, le parole di Mirko Bruccini, che ha ricordato anche la sua crescita personale all’interno di quel gruppo.
“Per me è un ricordo speciale. Anche con poco spazio in campo, allenarmi con professionisti di alto livello mi ha fatto crescere molto. Da spezzino, quella promozione ha un valore ancora più grande e rappresenta un’emozione che porto sempre con me”, ha raccontato.
Seguici su
Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Bellissima serata