ESCLUSIVA CS – Simeoni: “Spezia che dispiacere. Avversario al Picco? Da spezzino ed ex raccattapalle dico: incredibile!”

Spezzino ed ex Spezia Simeoni conosce bene la Serie C: "Acquisti? In C mix di giocatori con voglia di emergere e fame, oltre a un po' d'esperienza. Io consiglierei..."

Lo sapete chi è il capitano della squadra rivelazione della Serie C nonché della squadra della terza serie italiana con il minor numero di abitanti per la propria città? Se non lo sapete vi diamo un indizio: è spezzino, gioca a centrocampo e in passato ha indossato a livello giovanile anche la maglia dello Spezia.

Stiamo parlando di Luca Simeoni, centrocampista spezzino 35enne, uno che la Serie C dove sono appena precipitate le Aquile la conosce molto bene. La sua stagione con la formazione di Piancastagnaio è appena terminata con tanto di beffa, anche se per una squadra partita per salvarsi arrivare agli Ottavi di Finale dei Playoff per la promozione in Serie B non è davvero cosa da poco.

E allora perché parliamo di beffa? L’eliminazione della Pianese è arrivata solo al 98° di una gara dominata in casa del quotato Lecco con i lombardi che hanno ottenuto il passaggio del turno pareggiando oltre il recupero assegnato e, per giunta, su calcio di rigore. Due presenze in Serie A con il Livorno, seguono esperienze in Serie C con Pergocrema, Alessandria e Virtus Entella fino all’approdo alla Pianese dove mette a referto oltre 300 presenze in nove anni di carriera.

IL MONDO PIANESE

Luca benvenuto sulle pagine di CalcioSpezia. Iniziamo con un racconto della stagione della tua Pianese.

La stagione è iniziata con tanti cambiamenti rispetto allo scorso anno: diversi giocatori e tutto lo staff sono cambiati. Grazie al lavoro di mister Birindelli e del suo staff e alla serietà della Società che, visti i ‘casini‘(si dice proprio così, Ndr) in giro al giorno d’oggi ,  non ci fanno mancare niente, quest’anno siamo arrivati sesti contro l’ottavo posto della scorsa stagione, ma migliorando il cammino nei Playoff. Il finale è stato un vero rammarico per come siamo usciti contro il Lecco dopo una gara di ritorno veramente dominata e raggiunti solo su rigore oltre il tempo di recupero.

Come può il più piccolo club di Serie C, a livello di popolazione cittadina, partire per salvarsi e arrivare due volte a giocarsi la promozione in Serie B attraverso i play off?

E’ possibile grazie alla serietà della famiglia Sani proprietaria di un’azienda serissima ed economicamente forte come la Stosa Cucine, vera e propria istituzione nel loro ambito di lavoro, conosciuta e apprezzata anche a livello internazionale. Oltre a questo non va dimenticata la veramente ottima programmazione sportiva, che fa sempre la differenza, e la qualità delle strutture del club che continua a crescere anno dopo anno.

LO SPEZIA

Lo Spezia è retrocesso Serie C al termine di una stagione drammatica. Cosa ne pensi dell’annata del Club di via Melara?

Ho seguito lo Spezia perché è la squadra della mia città e vedere le Aquile in Serie C dopo quattordici anni è un grande dispiacere, soprattutto dopo la mancata promozione in massima serie della scorsa stagione. Spero che lo Spezia, soprattutto per la sua incredibile tifoseria, possa subito ritornare nei palcoscenici che merita che, inutile negarlo, sono molto più alti della Serie C.

Cosa deve aspettarsi lo Spezia che manca da 14 anni dalla terza serie italiana?

La Serie C è un campionato difficile, con giocatori affamati che hanno voglia di sfondare. Prima di tutto la società e la squadra dovrà calarsi nella categoria. Partite sporche su campi sempre più difficili. Un campionato sicuramente diverso dalla Serie B, prima ti cali soprattutto come mentalità in un campionato del genere e prima ne uscirai fuori.

Tu hai disputato il Girone B, che tra l’altro dicano di essere il più complesso dei tre, che ne pensi di questo girone?

E’ un girone sicuramente molto impegnativo, anche se secondo me il Girone C quest’anno era maggiormente difficoltoso. Considerando però le retrocessioni anche di Reggiana e Pescara il prossimo anno il Girone B sarà ‘di fuoco’. Campi difficili, squadre che giocano con il coltello tra i denti senza alcun tipo di timore reverenziale e che danno sempre filo da torcere anche alle formazioni più blasonate e attrezzate.”

Photo Credits: Ufficio Stampa US Pianese

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Si parla di un possibile cambio di tutte le componenti dello Spezia: dal direttore sportivo, allo staff, fino a una rosa che verrà completamente ricostruita. Hai qualche consiglio per gli acquisti in questa categoria?

“Posso dire che il consiglio che dò, nonostante abbiano sicuramente direttori più competenti di me, è che ci vuole gente che ha fame e conosce bene la categoria. Non contano i nomi, conta gente che ha voglia di emergere. E’ un campionato davvero diverso dalla Serie B.”

Nella scorsa stagione hai condiviso lo spogliatoio bianconero con un altro spezzino DOC come Lorenzo Da Pozzo, Già la scorsa estate se ne era parlato in ottica Spezia. Che impressione ti ha fatto nell’annata passata insieme?

Lorenzo è un giocatore fortissimo ed è ragazzo molto più maturo rispetto all’età che ha (21 anni, Ndr). Dopo la grande stagione con noi è rimasto in Serie C, ma si è trasferito al Ravenna e ora si sta giocando la promozione in Serie B al Playoff. Un consiglio? Credo che allo Spezia la prossima stagione farebbe molto comodo. La Serie C sta iniziando a stargli stretta e ha davvero ancora ampi margini di miglioramento.

LE SECONDE SQUADRE

Capitolo seconde squadre: avete giocato contro la Juventus Next Gen nel vostro girone e poi li avete anche eliminati nei Playoff, partita in cui tu hai colto una clamorosa traversa. Che ne pensi delle seconde squadre professionistiche in Serie C?

“Penso…per chi ci gioca contro, come noi, è una grossa opportunità soprattuto per i ragazzi più giovani. Possono farsi vedere da vicino da società molto importanti. Queste squadre sono formate da giovani fortissimi che hanno l’opportunità di crescere disputando un campionato di Serie C che come difficoltà non è davvero paragonabile a una Primavera.

Photo Credits: Ufficio Stampa US Pianese

LA CARRIERA DI SIMEONI

Con lo Spezia hai fatto un percorso nel Settore Giovanile fino alla Primavera (15 presenze con 3 reti, Ndr), cosa poi non è andato per arrivare in Prima Squadra e a 35 anni cosa ti aspetti dalla tua carriera?

Dopo il fallimento dello Spezia nel post Ruggeri abbiamo deciso, da entrambe le parti, di prendere strade diverse che poi, purtroppo, non si sono più reicontrate. A 35 anni cerco di dare il massimo per allungare sempre di più la mia carriera.

Ormai a Piancastagnaio sei un’istituzione con le tue 329 presenze con 19 gol e 21 assist. Ti rivedremo la prossima annata con la fascia da capitano al braccio a contendere un pallone a centrocampo al “Picco” contro il “tuo” Spezia?

Devo ancora parlare con la società per vedere i programmi futuri del club, vista anche la mia età. Abbiamo appena finito la stagione e quindi dobbiamo ancora parlarci. Sarebbe incredibile per me, spezzino di nascita, e con una carriera alle spalle che non mi ha più fatto incrociare lo Spezia ritrovarmi da avversario allo stadio ‘Picco’ dove da bambino tifavo le Aquile e facevo perfino il raccattapalle!

Una domanda sulla tua esperienza in Australia, dove hai vinto un campionato e conquistato l’anno successivo la salvezza. Che calcio hai trovato in mezzo ai canguri? E perché, secondo te, l’Italia fallisce invece la partecipazione a un Mondiale da tre edizioni consecutive della rassegna iridata?

In Australia è stata una bellissima esperienza dove ho trovato un calcio molto fisico che cresce di anno in anno e in cui stanno investendo molto per crescere e migliorare sempre di più. L’Italia? Si dice sempre, ma secondo me il problema di fondo parte dai Settori Giovanili e continua fino alle Prime Squadre.

Capitolo stranieri nel calcio italiano: in Serie A ci sono squadre che scendono in campo con la formazione titolare senza un giocatore convocabile dalla nazionale italiana. In Serie C com’è la situazione?

In Serie C ci sono molti più italiani, anche se gli stranieri sono un pochino aumentati. E’ un bel bacino dove andare a visionare ragazzi giovani, forti e italiani per poi provare a dargli un’opportunità.

Photo Credits: Ufficio Stampa US Pianese

Si ringrazia la Società US Pianese, il Team Manager Fanetti e l’ufficio stampa del Club di Piancastagnaio per la rapidissima concessione dell’intervista del proprio capitano e la fattiva collaborazione nel realizzarla.

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