Antonio Soda entrerà sabato prossimo nella “Hall of Fame” dello Spezia Calcio, un onore che lo inserisce accanto a Sergio Carpanesi secondo tecnico aquilotto a ricevere questo riconoscimento. Questo prestigioso posto nella storia del Club di via Melara è stato conferito al mister che, nel 2006, portò la squadra in Serie B dopo ben 55 anni di attesa.
L’emozione per il riconoscimento è palpabile, come ha dichiarato lo stesso Soda in un’intervista telefonica con il collega Max Guerra de Il Secolo XIX: “Sono felice e commosso di ricevere questo premio. Mi dispiace solo che arrivi in un momento così difficile per la squadra, ma spero di poter portare un po’ di fortuna in questa situazione. In ogni caso, soffro come tutti i tifosi dello Spezia, anche se non capisco completamente lo scetticismo che percepisco. Finché la matematica non ci condanna, non è giusto arrendersi.”
Un parallelismo con il passato: la sfida contro il Treviso
Soda ha poi ricordato un periodo difficile simile a quello attuale, risalente al 2007, quando lo Spezia stava attraversando una crisi dopo la sconfitta interna contro il Treviso. In quell’occasione, la squadra riuscì a ribaltare la situazione con una straordinaria vittoria contro la Juventus allo stadio Olimpico di Torino, grazie al gol “con una gamba sola” di Nicola Padoin, che, nonostante fosse infortunato, segnò per regalare la vittoria per 2-3 alle Aquile. “Quella vittoria è stata simbolica”, ha detto Soda, “e credo che in questo momento difficile, come nel 2007, bisogna tenere alta la testa e non mollare mai.”
La partita contro il Sudtirol: un match decisivo
Guardando al futuro, il tecnico originario di Cutro ha parlato della prossima partita contro il Sudtirol, un incontro cruciale per lo Spezia. “Lo Spezia deve dare il massimo per onorare la città e i tifosi. Nonostante il Sudtirol sia una squadra solida, lo Spezia deve fare di più rispetto a quanto visto finora“, ha commentato Soda. “Spero che, grazie alla settimana di ritiro, il gruppo trovi la motivazione giusta per risollevarsi. Ma, come sempre, ciò che conta è quello che succede sul campo. Quest’anno è stato segnato dalla sfortuna, ma ora serve concentrazione e determinazione. La vittoria di sabato è fondamentale per mantenere vive le speranze“.
L’ingresso di Ferrer e l’affetto del pubblico
Nel frattempo, il Club di via Melara domenica scorsa ha accolto un nuovo nome nella galleria delle proprie leggende: Salva Ferrer, che è entrato ufficialmente nella Hall of Fame domenica, ricevendo il caloroso abbraccio del pubblico del Picco.
Nonostante una prestazione negativa della squadrain campo con la sconfitta con il Mantova, Ferrer ha vissuto un momento speciale, simbolo del legame tra i giocatori e i tifosi spezzini.
Ferrer si aggiunge così alla lunga lista di calciatori che hanno scritto la storia del club, tra cui Francesco Fiori, Nicola Padoin, Claudio Terzi, Osvaldo Motto e Massimiliano Guidetti sono solo alcuni dei tanti che hanno vissuto e lasciato un’impronta nella storia della squadra.
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Bene !
A quando italiano?
Lui con volpi ha veramente fatto la storia !!!
Per scaramanzia non lo farei prima della partita
Dopo donadoni avrei chiamato lui
Potrebbe essere un idea per l’anno prossimo se purtroppo siamo in ….c
Il migliore 🦅❤️