L’Editoriale – Il Palace spende 50 milioni per Strand-Larsen e dà ancora una volta ragione a Pecini

Era l'attaccante che Pecini aveva praticamente preso dal Groningen per 5 milioni di euro, ma i Platek non diedero il via libera. I conti di tutte le sue operazione da D.t. delle Aquile: e c'è ancora gli imputa colpe...

Nella miriade di trasferimenti della sessione invernale di calciomercato a livello mondiale ce ne è uno che a molti sarà passato inosservato, ma da cui vogliamo partire per un ragionamento più ampio: stiamo parlando del trasferimento del centravanti norvegese Jorge Strand Larsen passato dal Wolverhampton al Crystal Palace, che lo ha individuato come sostituto perfetto di Mateta che doveva accasarsi al Milan, dietro il pagamento della cifra record di 49 milioni e 700.000 €.

Perché vi parliamo di questo giocatore? Perché Strand Larsen era stato uno dei profili indicati da Riccardo Pecini, allora direttore tecnico del Club di via Melara, per rinforzare l’attacco dello Spezia nella seconda stagione di Serie A quando alla guida della squadra sedeva mister Thiago Motta. Ai tempi il norvegese vestiva la maglia degli olandesi del Groningen ed era valutato circa 5 milioni di euro: cifra che i Platek non concessero a Pecini.

Da lì in poi un’impennata nella carriera del ragazzone che in passato era transistato anche nella Primavera del Milan: dopo un’altra stagione a ottimi livelli con i biancoverdi in Olanda ecco il passaggio al Celta Vigo in Spagna per 16 milioni di euro. L’estate successiva l’approdo in Premier League per 27 milioni di euro al Wolverhampton e ora, dopo essere diventato nazionale della Norvegia e aver recentemente segnato anche nel poker scandinavo all’Italia, ecco il trasferimendo ai londinesi del Palace per una cifra che sfiora i 50 milioni di euro. Pecini ancora una volta ci aveva visto giusto e quei 5 milioni che sarebbero bastati per ingaggiarlo nell’estate del 2021 sono diventati venti volte tanto.

MA C’E’ ANCORA CHI CRITICA IL ‘PEC’

Non vogliamo tirare in ballo la carriera di Pecini della quale ormai dovreste sapere a menadito ogni cosa visto quante volte l’abbiamo ripercorsa su queste pagine (le scoperte di Modric, Mbappe, Icardi, Berbatov e Skriniar tanto per citarne alcune, Ndr), ma prendiamo in esame giusto quei poco più di 15 mesi in cui è stato Direttore Tecnico del Club di via Melara operando in due sessioni estive e con un blocco invernale. Il suo acquisto “più famoso” di quel periodo è sicuramente Jakub Kiwior scoperto da sconosciuto allo Zilina pagato 2.4 milioni (ai tempi giù critiche dai tifosi per questa spesa considerata troppo alta, Ndr) e rivenduto un anno e mezzo dopo a 25 milioni più la percentuale sulla futura rivendita che il Club di via Melara incassa ora dall’Arsenal che lo ha ceduto al Porto.

Vi abbiamo parlato di Emil Holm che finora ha generato una plusvalenza per lo Spezia di 8 milioni e 230.000 euro ed altri se ne aggiungeranno se la Juventus lo riscatterà a 15 milioni dal Bologna al termine della stagione (circa 1.5 milioni, Ndr). Passiamo a David Strelec, un giocatore a cui in maglia bianca non si è dato tempo, ma che in seguito è poi esploso segnando anche all’ultimo campionato europeo contro la sua Slovenia. Acquistato per 2.3 milioni, ha fruttato 300.000 € di prestito alla Reggina e successivamente 1.5 milione di euro dallo Slovan Bratislava (bonus compresi, Ndr) e altri 750.000 € di futura rivendita visto che lo Slovan lo ha ceduto al Middlesborough per 7.5 milioni di euro. Totale 2 milioni e 550.000 € con saldo positivo di 150.000 €, ma se gli si fosse dato tempo di adattarsi avrebbe fruttato molto di più sia in termini tecnici che economici.

Sempre in quella sessione arrivò a parametro zero l’attuale Capitano delle Aquile Petko Hristov oggi valutato almeno 3 milioni di euro. Poi tra prestito e riscatto spese poco più di 2 milioni per Bourabia che fu fondamentale nella salvezza con Thiago Motta, ma il mancato rinnovo con Macìa portò poi a parametro zero al Frosinone. Kevin Agudelo riscattato dal Genoa a 2.5 milioni di euro e rivenduto all’Al-Nasr per la stessa cifra. Passiamo Suf Pogdoreanu acquistato dalla Roma per 400.000 € e rivenduto al Maccabi Haifa per 500.000 €.

C’è poi Martin Erlic che Pecini si ritrovò in rosa dalla stagione precedente ceduto per 3 milioni di euro al Sassuolo con una spesa di 500.000 € per tenerlo ancora in prestito una stagione generando quindi un attivo di 2.5 milioni a bilancio. Manaj in prestito secco dal Barcellona per 500.000 €, ma decisivo per la salvezza con Thiago Motta visto che i Platek di più non gli misero a disposizione per un centravanti.

Passiamo poi a Ellertsson acquistato per 1 milione di euro dalla Spal a cui venne lasciato in prestito per 300.000 €, poi ceduto da Macìa al Venezia per 1 milione di euro nell’affare Wisniewski. Venezia che poi lo ha ceduto al Genoa per 3.5 milioni di euro con altri 350.000 € incassati dallo Spezia quindi saldo positivo di 650.000 per un giocatore oggi valutato 4 milioni. Altra operazione lungimirante di Pecini.

Reca costato tra prestito e riscatto 4.9 milioni di euro: giocatore che si è dimostrato fondamentale tanto in Serie A quanto in Serie B e limitato solo dagli infortuni. Il mancato rinnovo da parte di Macìa lo ha fatto perdere a parametro zero. Emil Kornvig, altro elemento che non si è aspettato in maglia bianca, pagato da 1.13 milioni rivenduto da Macìa a 450.000 €, ma che è appena passato dal Brann al Widzew Lodz per 3.5 milioni dopo due campionati con quasi 20 gol da centrocampista in Norvegia.

Ancora l’acquisto a 3.9 milioni di euro di Kelvin Amian, decisivo per la seconda salvezza in Serie A, e poi rivenduto da Macìa per 3 milioni di euro dopo la retrocessione in Serie B al Nantes.

Criticato anche l’acquisto di Antiste, che oggettivamente non ha reso come ci si aspettava, ma che a bilancio ha portato un leggero asset positivo: acquistato dal Tolosa per 4.6 milioni di euro è stato ceduto al Sassuolo per 5.68 con bonus di 1 milione di euro: saldo positivo di 2 milione e 80.000 €

UNA SESSIONE DI MERCATO MOLTO PARTICOLARE

Vogliamo aggiungere che la prima sessione di mercato di Pecini fu una sessione molto particolare visto che le successive tre sessioni sarebbero state bloccate per via dell’affare nigeriani risalente all’epoca Volpi e dopo il giudizio definitivo della FIFA. Bisognava comprare molto per mettersi al riparo dai blocchi futuri.

Ecco quindi l’arrivo a parametro zero di Bozhanaj, rivenduto alla Carrarese per 40.000 €, quello a parametro zero di Zovko poi lasciato libero a zero dopo tre stagioni così come Stjiepovic arrivato a zero e ripartito a zero, in questi rigiri particolari rientra anche Leo Sanca spostato dal Casa Pia dei Platek allo Spezia, sempre dei Platek, per 510.000 € per poi essere liberato a parametro zero da Macìa.

Un paio di abbagli in tutte queste operazioni ci sono stati: Aimar Sher non ha reso come sperato ed è costato 1 milione e 450.000 solo in parte recuperati dal prestito al Groningen ed Aurelien Nguiamba, preso a parametro zero in un momento in cui si erano infortunati quasi tutti i centrocampisti, e lasciato libero sempre a parametro zero. Un giocatore che era però stato voluto fortemente da Thiago Motta. O ancora Mraz rientrato nell’operazione Nikolaou, fortemente voluto sempre da Thiago Motta, in cambio di Ismaijli: valutazione di Mraz gonfiata, ma operazione che si è chiusa senza passaggio di denaro. In pratica uno scambio alla pari.

Un’altra scommessa non del tutto mantenuta è stata Julius Beck acquistato per 300.000 euro: è stato rivenduto gratuitamente all’Esbjerg con percentuale su futura rivendita incassata al momento della cessione del club danese allo Sturm Graz per 700.000 euro con circa 200.000 € nelle casse dello Spezia, ma che ora sta facendo molto bene in Austria. Infine Laurens Serpe che è arrivato a parametro zero dal Genoa e pesa ancora a bilancio fino al 30 giugno 2026 quando scadrà il contratto.

LE CESSIONI

Criticate le cessioni di Provedel e Maggiore, ma in quel caso furono i Platek a spingere perché si concretizzassero per incassare subito, mentre Pecini valutava (giustamente) molto di più i due giocatori in quel preciso momento. Per sostituire Provedel ecco Dragowski per cui furono investiti 2.45 milioni di euro dalla Fiorentina: Macìa lo ha rivenduto al Panathinaikos per 1.5 milioni di euro.

Un altro affare chiuso da Pecini la seconda estate al timone dello Spezia sarebbe stato il ritorno di Roberto Piccoli in prestito gratuito dall’Atalanta con diritto di riscatto a 5 milioni. Altra operazione a cui i Platek non concessero il “semaforo verde. Quest’estate Piccoli è stato ceduto dal Cagliari alla Fiorentina per 25 milioni più bonus.

I CONTI DELLA SERVA

Quindi, oltre aver elevato la squadra sotto il profilo tecnico con operazioni di cui ancora oggi si sentono i benefici, Pecini nei suoi 15 mesi in sella alla direzione tecnica del Club di via Melara ha generato un asset positivo di circa 34 milioni e 230.000 €.

Ora davvero vi sentite di criticare ancora l’operato di Riccardo Pecini allo Spezia?

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1 mese fa

Pecini……fatelo ritornare subito

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1 mese fa

Chi critica Pecini capisce ben poco di calcio…inutile aggiungere altre parole…

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1 mese fa

I fatti dimostrano tutto. Tanto capace Pecini quanto incapace Macia

Leonardo
Leonardo
1 mese fa

Se è questo fenomeno perchè non lavora con squadre che hanno la possibilità di spendere, lo Spezia se non sbaglio per un giocatore la spesa più alta l’ha fatta se nn sbagio proprio per Antiste 4.5 ml. quando eravamo in A. Poi se la Fiorantina a speso 25 milioni più bonus per Piccoli si merita il posto che occupa 2.5 è il suo prezzo non vale la A ma veniva da noi in prestito ci faceva comodo. Guido Angelozzi ci ha portato in A con i soldi della vendida al Sassuolo di Mulattieri che era nella Priavera dello Spezia con… Leggi il resto »

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1 mese fa

scusate, ma non è entrato poco tempo fa’ nel team Spezia?

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1 mese fa

Ma non è nello Spezia?

Faber
Faber
1 mese fa

Articolo che da a Pecini quel che è di Pecini.
È stata una grossa perdita per lo Spezia e credo che una collaborazione con la sua agenzia di scouting non potrà mai, purtroppo, essere proficua quanto una sua presenza a Spezia come dirigente.

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1 mese fa

I Platek vergognosi.

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1 mese fa

Platek incompetenti

peo_59
peo_59
1 mese fa

Ma se è questo fenomeno perchè non lavora per un top club ?Io ricordo che voleva esonerare Motta….una precisazione Holm era già della squadra svedese dei Platek non l’ha scoperto lui.

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