In casa Spezia ha preso la parola Massimiliano Maddaloni, entrato nel club ligure la scorsa estate per ricoprire il ruolo di Responsabile Tecnico del settore giovanile.
BILANCIO INIZIALE
Il dirigente aquilotto ha fornito un resoconto dei primi mesi nel sodalizio di Via Melara: “Mi sto trovando bene anche se per me questo ĆØ un ruolo nuovo. Ho fatto per molti anni l’allenatore, ora ricopro una mansione ben differente ma mi sto trovando molto bene. Sono venuto qui allo Spezia con un progetto in cui si parla di un piano carriera per ogni singolo giocatore aquilotto. Ciò significa che ogni ragazzo sarĆ scannerizzato e sarĆ supportato sotto ogni aspetto per poter arrivare in prima squadra. L’aspetto formativo non finirĆ in Primavera ma in Prima Squadra”.
IL CAMMINO DELLE LEVE NAZIONALI
Parlando delle compagini impegnate nei campionati nazionali, Maddaloni ha parlato di un netto cambio di pensiero: “Sinceramente abbiamo cambiato il mood del pensiero. Abbiamo cercato di far capire che la vittoria deve arrivare tramite la prestazione. Stiamo molto più attenti alla prestazione ed alla crescita del singolo che al risultato. All’inizio ĆØ stato difficile far capire ciò ma ora ci stiamo riuscendo. In questo momento oltre alle prestazioni stanno arrivando anche i risultati, in alcune categorie siamo nei primi posti e ce la stiamo giocando con club importanti”.
ATTIVITA’ DI BASE
Non ĆØ mancato, poi, un commento sull’importanza dell’attivitĆ di base: “Ho cercato di studiare il contesto, ed ho appurato che i calciatori che sono arrivati in prima squadra sono passati dall’attivitĆ di base. Questo significa che l’attivitĆ di base ha un valore importante. Apprezziamo molto il fatto che tantissimi bambini dello spezzino sognino di giocare nella nostra prima squadra. Stiamo cercando di aumentare le collaborazioni con le societĆ del luogo”.
FIGURE DI SPICCO
Il dirigente ha esaltato le figure di Beppe Vecchio e Claudio Terzi, ex bandiere aquilotte sul campo ed ora rispettivamente Responsabile del Settore Giovanile e tecnico della Primavera: “Sono personaggi da cui non si può prescindere. Quotidianamente trasmettono il loro attaccamento in ogni modo, aspetto fondamentale per il processo formativo del ragazzo”.
AL PASSO CON I TEMPI
E’ arrivata anche un’esternazione sui cambiamenti del calcio: “Spesso sento dire che i ragazzi di oggi non hanno voglia di fare sacrifici. A mio avviso, invece, siamo noi che dobbiamo avvicinarci a loro e capire questo cambiamento. E’ sbagliato pensare che ieri era meglio di oggi, ĆØ cambiato il contesto sociale. E’ fondamentale stare al spasso con i tempi, e su questo in Italia siamo indietro. Lo dimostra il fatto che facciamo fatica ad andare ai Mondiali. Nazioni che prima erano più indietro ora ci hanno superati perchĆ© hanno capito prima certi cambiamenti”.
‘FERDEGHINI’ GEMMA PREZIOSA
Maddaloni ha inoltre spiegato l’importanza del centro sportivo ‘Ferdeghini’, quartier generale della ‘cantera’ aquilotta: “Il ‘Ferdeghini’ ĆØ un valore aggiunto perchĆ© ci permette di tenere sotto controllo tutte le annate. Quest’anno abbiamo cambiato metodologia, puntando sulla scomposizione del gesto tecnico. Il ragazzo riceve informazioni tramite lezioni in aula e poi ci si sposta su campo. I ragazzi sono soddisfatti”.
IL RAPPORTO CON I GRANDI
Sul rapporto con la prima squadra, il dirigente ha parlato cosƬ: “Con la prima squadra c’ĆØ una sinergia fondamentale composta da scouting, formazione e integrazione. Il ragazzo dev’essere scelto sul territorio, formato in modo unico e poi dev’esserci integrazione con la Prima Squadra. Si ĆØ parlato anche di creare una figura che aiuti il giovane a integrarsi meglio in prima squadra”.
I COMPLIMENTI ALLA SOCIETA’
Infine, Maddaloni ha raccontato di aver trovato un ottimo prodotto al suo approdo in bianco: “Quando sono arrivato ho fatto i complimenti a tutti perchĆ© ho trovato un settore giĆ ottimo. La scorsa estate undici prodotti del settore sono passati dal ritiro della Prima Squadra. Dobbiamo migliorare un settore giĆ ottimo”.


