Jack: “A Spezia per crescere: devo migliorare molto sulla fase difensiva”

Il centrale italo-brasiliano racconta crescita, ambizioni e adattamento tra Como e Spezia: "A Como non avrei avuto tutto questo spazio. Mi piacciono le idee di Donadoni"

Arrivato allo Spezia negli ultimi giorni di mercato, in prestito secco dal Como, Fellipe Jack si è ritrovato nelle ultime giornate, dopo un lungo periodo di apprendistato, un titolare quasi inamovibile della retroguardia aquilotta. Complice l’infortunio di Petko Hristov, il giovane difensore mancino è stato schierato titolare nelle ultime quattro gare, offrendo prestazioni in costante crescita e facendo intravedere un potenziale ancora da esplorare. La precisione del suo sinistro, la capacità di leggere il gioco e una buona qualità nel palleggio sono state le caratteristiche più evidenti, anche se lo stesso calciatore riconosce apertamente la necessità di migliorare nella fase puramente difensiva.

Nell’intervista concessa a Il Secolo XIX rispondendo alle domande del collega Armando Napoletano, Jack ha spiegato come il trasferimento in Serie B non sia stato vissuto come un passo indietro. Al contrario, il giovane difensore ha ribadito che la scelta di scendere di categoria è stata motivata dalla volontà di accumulare minuti e crescere attraverso la continuità, elemento che al Como non avrebbe potuto garantire. La sua priorità resta infatti lo sviluppo personale: «So bene di dover lavorare su ogni fondamentale», ha raccontato, sottolineando l’importanza del minutaggio per chi, come lui, è nel pieno di un percorso formativo. «Al Como non avrei avuto tutto questo spazio: allo Spezia ho già giocato diverse partite e ce la metterò tutta per giocarne il più possibile.»

Uno dei punti di forza riconosciuti è proprio il piede mancino: «Sono sinistro naturale, ad oggi è quella la mia dote principale, perché palla al piede riesco a trovare buone soluzioni anche se mi pressano, riesco a uscire dalla marcatura e anche nelle verticalizzazioni riesco spesso a trovare il compagno piu smarcato o più lontano». Questa sensibilità tecnica gli permette di uscire con ordine dalla marcatura e di impostare l’azione con lucidità, una dote particolarmente apprezzata nello schema del neo tecnico aquilotto Roberto Donadoni.

Quello che nelle ultime uscite è balzato in maniera evidente agli occhi è il dover migliorare la fase difensiva con alcune amnesie contro Avellino, Padova e Bari che sarebbero potute costare care: «Penso di dover migliorare difensivamente, se voglio diventare un calciatore di un buon livello devo lavorare tanto su questo, anche per acquisire maggiore consapevolezza nella fase di impostazione».

La sua storia calcistica affonda le radici in Brasile, dove ha mosso i primi passi nel futsal prima di essere notato dal Palmeiras, club con cui ha affrontato tutto il percorso giovanile. Da lì il trasferimento in Italia, con l’approdo al Como fino al passaggio allo Spezia all’inizio di questa stagione. Il legame con il paese d’origine resta forte, come ha ammesso lui stesso, ricordando quanto siano stati complicati i primi mesi lontano dalla famiglia e dalle sorelle. Con il tempo, però, l’adattamento è arrivato e oggi Jack afferma di sentirsi pienamente a suo agio nel nuovo ambiente: «Vado d’accordo con tutti e in particolare con Aurelio, Esposito e Kouda».

Sul piano personale, il giovane difensore ha raccontato anche di essersi trasformato fisicamente durante la permanenza in Italia: dagli iniziali 70 kg è arrivato a 81, un incremento che attribuisce tanto agli allenamenti quanto alla nuova routine quotidiana. Per un calciatore alto 1,90 metri, la crescita muscolare rappresenta un passo importante per reggere l’impatto con il calcio professionistico europeo, soprattutto nei duelli con avversari più esperti. Ma se Jack deve indicare il suo idolo di sempre e giocatore da cui prende ispirazione il giovane difensore mancino non ha dubbi: Thiago Silva, esempio di eleganza tecnica e disciplina difensiva.”

Parlando del lavoro quotidiano, Jack ha espresso apprezzamento per il metodo di Roberto Donadoni, elogiando le idee di gioco e l’organizzazione tattica proposta negli allenamenti: «Mi sono piaciute molto le sue idee di gioco e come imposta la squadra in allenamento, ora dobbiamo cercare di tradurre il lavoro fatto a Follo in partita». Sulla mancata partecipazione al Mondiale U20 Jack è sincero: «Una grande vetrina, ma c’era bisogno di me qui e sono rimasto molto volentieri.»

In chiusura uno sguardo al futuro: «Sogno una grande carriera in Europa e poi, come molti brasiliani, chiude tutto in Brasile»

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4 mesi fa

migliorare e anche tanto,,hai quasi fatto un mezzo rigore

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