Ma quanto è cresciuto Pio Esposito da quando molti tifosi aquilotti lo definivano “Pulcino Pio” nel suo primo anno in maglia bianca? La prima stagione tra i professionisti, dopo il settore giovanile con l’Inter, fu di adattamento. Inizialmente con Alvini in panchina e poi con mister Luca D’Angelo il centravanti classe 2005 siglò 3 reti in 39 presenze.
Eppure D’Angelo intravide per primo qualcosa di veramente importante in lui e fece di tutto in prima persona perché il ragazzo venisse confermato la stagione successiva. E sotto la guida dell’Omone di Pescara, oltre a un grande lavoro sul proprio fisico in palestra, il più piccolo dei fratelli Esposito è “esploso” definitivamente: 40 partite, 19 gol (di cui solo uno su rigore, Ndr), 3 assist e ben 10 pali colpiti. Un giocatore devastante per il campionato cadetto e che in caso di promozione in Serie A sarebbe rimasto un altro anno in prestito in riva al Golfo, magari formando una coppia super con il ritorno di Nzola (che era già mezzo apparecchiato, Ndr) o l’arrivo anche del terzo dei fratelli Esposito, Sebastiano oggi al Cagliari.
Esercizio di fantasia e più classica delle “Sliding Doors” del calcio. Sappiamo che le cose sono andate diversamente nella finale Playoff di ritorno del “Picco” contro la Cremonese, ma dal Golfo dei Poeti continuiamo a seguire con piacere le gesta del centravanti esploso in maglia bianca, ma che ora sta bruciando tutte le tappe.
Con l’Inter ha finora disputato 15 partite tra Mondiale per Club, Serie A e Champions League siglando 3 gol e servendo 3 assist, ma con un minutaggio ovviamente ridotto avendo davanti i titolari Martinez e Thuram, oltre alla concorrenza di Bonny.
Il neo C.t. dell’Italia Gennaro Gattuso lo ha poi promosso in pianta stabile con l’Italia maggiore nonostante il ragazzo di Castellamare sia ancora in età per vestire la casacca dell’Under21. Ieri sera contro la Moldavia è arrivato il suo secondo sigillo in quattro partite subentrando dalla panchina e chiudendo ogni discorso con un colpo di testa vincente su centro di Politano.
Quattro presenze e due gol in Azzurro. Niente male per chi veniva chiamato “Pulcino Pio“… Un giocatore completo, che non ha mai nascosto neanche quest’anno di lontananza e di palcoscenici ovviamente molto differenti, il suo legame profondo con la piazza spezzina e la tifoseria aquilotta mostrando sempre grande gratitudine verso la maglia bianca. E alla fine sì, ci sembra normale continuare a fare il tifo per lui anche a distanza, alla fine Pio ci è entrato nel cuore e lì rimarrà sempre come “un figlio di Spezia“.



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Magari forse rimasto qui 😥💖
Noi spezzini gli vogliamo bene , e lui ha dichiarato che ne vuole a noi. Un ragazzo semplice e buono
Grande Pio 👏👏👏👏👏👏👏
Per sempre aquilotto🦅🦅🦅 … per sempre il nostro ragazzino che mostra i muscoli !! ❤️❤️❤️
Ricordiamoci di ringraziare Luca D’Angelo
Sei e sempre sarai un 🦅
Nel frattempo siamo diciannovesimi e abbiamo esonerato l’allenatore…
Anche se sono Milanista non perdo una partita dell Inter da quando entra PIO. Se entra all inizio dall inizio oppure da quando entra. Grande 💪 ragazzo cerca di non perderti
Sempre nei nostri ❤❤🦅💪🏻