La situazione dello Spezia ha superato la soglia della preoccupazione: non sono più sufficienti le idee o la buona volontà, servono risultati concreti. Inizia così l’odierno approfondimenti in edicola oggi sulle pagine dei colleghi de Il Secolo XIX in merito alla crisi in cui è precipitato il Club Aquilotto attualmente ultimo in classifica con appena 3 punti conquistati in 7 giornate di campionato. Lo certificano i dati e lo conferma l’andamento della stagione, finora deludente. Il Club di via Melara, che il prossimo 10 ottobre compirà 119 anni, sta vivendo uno dei momenti più complicati della sua storia recente, posizionandosi in una zona di classifica mai toccata prima in oltre un secolo di calcio.
Al centro delle critiche c’è Luca D’Angelo, tecnico abruzzese chiamato a risollevare le sorti della squadra già dal novembre 2023. I numeri del suo incarico raccontano di 77 panchine totali, con un bilancio complessivo di 28 vittorie, 29 pareggi e 20 sconfitte. Tuttavia, il problema non è legato solo al quadro generale, quanto piuttosto alla sua parabola recente: nel 2025 ha ottenuto solo nove successi in 31 incontri, un dato che include anche una vittoria ai rigori in Coppa Italia contro la Sampdoria.
Il vero cambio di passo deve arrivare ora, perché le statistiche sono impietose: D’Angelo non vince nei tempi regolamentari da nove partite, precisamente dalla semifinale playoff contro il Catanzaro del 25 maggio. E se nel 2024 aveva costruito un percorso importante, culminato con la salvezza contro il Venezia e un girone d’andata brillante, l’anno in corso ha visto un crollo verticale. La squadra, che per 35 giornate su 38 era rimasta in zona playoff, ha perso slancio, lucidità e – soprattutto – risultati.
Durante la gestione D’Angelo, le modifiche tattiche non sono mancate. Dopo un primo periodo con il 4-3-3, il tecnico ha optato per un modulo più compatto, fino ad arrivare all’attuale 3-5-2. Un assetto che ha dato frutti nella fase finale del 2024, ma che oggi sembra non adattarsi alle caratteristiche dei giocatori disponibili. Il risultato è un undici che fatica a esprimersi con continuità, soprattutto quando si tratta di dare seguito alle buone prestazioni. Ne sono esempio le vittorie casalinghe su Pisa e Sassuolo, entrambe promosse in Serie A, arrivate in momenti chiave ma seguite da cali immediati, annullando ogni slancio.
Il calo del rendimento è legato anche a fattori esterni, come gli infortuni e una rosa non sempre al completo, ma resta il fatto che lo Spezia ha smarrito l’identità che nel 2024 lo aveva reso una delle formazioni più temibili della categoria. La differenza tra il D’Angelo del 2024 e quello del 2025 è ormai troppo evidente per essere ignorata. Il tecnico ha costruito una credibilità forte, ma ora rischia di perderla sotto il peso dei risultati che non arrivano.
In un campionato che non fa sconti, non basta aver fatto bene in passato. Serve una svolta concreta, e subito. La società, i tifosi e una storia lunga 119 anni meritano ben altro che un campionato anonimo, vissuto sul filo della frustrazione.



Bisogna cambiare allenatore… basta
Anche a Pisa dopo la finale persa fu esonerato e i nerroazzuri si ripresero
Urge al più presto un cambio tecnico tipo Vanoli inoltre dare il ben servito a Melisano anch’esso responsabile con un ds più sgamato
A Pisa dopo la finale persa il ciclo era finito, nel campionato successivo c’era Maran e la squadra dopo 6 giornate era ultima, poi richiamarono D’angelo e la squadra abbastanza velocemente si portò in zona tranquilla (10 partite 5 vittorie e 5 pareggi). Questo per dire che anche il Pisa accusò la finale persa, le scorie sono rimasero addosso per molto tempo. Lo Spezia ha una bella squadra, certo ha perso tre pilastri importanti (Reca, Elia e Pio) ma può tirarsi fuori da questa situazione. Ve lo auguro
L’anno scorso la rosa non era abbastanza “profonda” per poter dare continuità a quei livelli di punti. Oggi è profonda ma è palese che le assenze di Pio e ed Elia unitamente alla colpevole ignavia tecnico/tattica del Mister hanno ridotto sensibilmente la qualità e l’efficacia della squadra. Solo D’Angelo ha le risorse per tirarci fuori da questa situazione ma deve dare fondo a tutto quello che ha…la comfort zone del cambio ruolo per ruolo e del 5-3-2 deve essere abbandonata in certi momenti di certe gare, i giocatori devono avere la tranquillità data dal saper cosa fare quando hanno la… Leggi il resto »
E’ giustissima la sua disamina sulla squadra in questo momento anche se penso che con gli attuali uomini visti a Parma e Venezia , nulli nella fase d’attacco , anche santo D’Angelo , che ritengo un buon allenatore , non potrà fare miracoli .
Con il Cesena avremo la situazione finale che non muterà anche se cambieranno eventualmente l’allenatore .
Spero di essere su una strada sbagliata .