Lo Spezia si lecca le ferite dopo la peggior prestazione stagionale, e probabilmente dell’intera gestione D’Angelo, incassata al “Picco” contro una Juve Stabia capace di imporsi con autorità e organizzazione. Il 3-1 finale ha lasciato il segno tra i tifosi e dentro lo spogliatoio, ma allo stesso tempo ha acceso la voglia di riscatto: la squadra è già tornata al lavoro per preparare la sfida di Coppa Italia in programma mercoledì al Tardini contro il Parma.
La gara contro le “Vespe” è stata segnata da una partenza disastrosa, con due reti subite nei primi 30′ minuti, a cui ha fatto seguito un timido tentativo di rimonta nella ripresa, concretizzatosi nel gol di Soleri. L’attaccante ha avuto anche altre due occasioni nitide, ma ha sprecato malamente. A chiudere ogni speranza ci ha pensato Candellone, con una rete che ha spento definitivamente l’entusiasmo spezzino appena due giri di lancette dopo la rete del “Sole“.
Il pubblico del “Picco“, al triplice fischio, ha reagito con fischi iniziali, seguiti però da cori di sostegno, quando i giocatori si sono avvicinati sotto la Curva Ferrovia quasi a chiedere scusa consci di aver offerto una prestazione non all’altezza. Un gesto che ha testimoniato l’attaccamento della squadra alla maglia e la volontà di non mollare in un momento già delicato della stagione.
Nonostante siano passate solo quattro giornate di campionato, alcuni segnali preoccupanti hanno alimentato i primi malumori, con parte della tifoseria che ha messo in discussione anche la figura di Luca D’Angelo. Eppure, il tecnico pescarese è stato l’uomo di quell’incredibile salvezza all’ultima giornata e poi quello che ha fatto sognare un popolo sfiorando una clamorosa promozione in Serie A immediatamente l’anno successivo senza dimenticare che resta tra gli allenatori con la miglior media punti nella storia recente del Club di via Melara.
Va inoltre ricordato il contesto complesso in cui il club si è trovato a operare nell’ultima estate: solo l’intervento decisivo di Tom Roberts ha evitato il fallimento, garantendo la continuità finanziaria attraverso un aumento di capitale che ha salvato la società dal baratro.
Certo è facile fare paragoni con l’annata disgraziata iniziata sotto la guida di Alvini, che tra l’altro si sta rilanciando alla grande sulla panchina del Frosinone. Una differenza balza però subito agli occhi: rispetto a quel periodo quando il rapporto tra Macìa, il tecnico e i giocatori era parecchio “sfilacciato“, tanto che lo stesso tecnico di Fucecchio era stato assurto a capro espiatorio, la componente “Gruppo“ è molto più solida ora. Gazzoli, Melissano, D’Angelo e i ragazzi a sua disposizione sono un Gruppo di lavoro coeso che lavora per uscire al più presto da questa situazione.
Le difficoltà attuali sono figlie anche della delusione e delle “scorie” per la mancata promozione, che ha lasciato strascichi psicologici simili a quelli visti nella stagione post-retrocessione dalla Serie A. Tuttavia, la nuova linea tracciata dalla dirigenza guarda al lungo termine: l’obiettivo realistico è una permanenza tranquilla in Serie B, con un progetto sostenibile e a medio termine che punta al ritorno in massima serie nel giro di cinque anni.
Il passato parla a favore di D’Angelo: già in altre piazze l’allenatore ha affrontato momenti difficili riuscendo a risalire grazie al lavoro quotidiano. La speranza di tutti i tifosi è che la storia si ripeta anche sulla panchina delle Aquile.



Concordo ma i giocatori devono rendersi conto che le ferie sono finite,in caso volessero continuare le ferie rinunciassero allo stipendio. Non incolpò l’ allenatore ma i giocatori e forse la preparazione atletica visto il precampionato con prestazioni insufficenti
Certo che si fa presto a passare dalle stelle alle stalle… Complimenti !!!
Il Mister aveva detto, nei giorni del ritiro, che avrebbe provato qualcosa di nuovo. In realtà si sta arroccando sulle sue certezze…ritornando al novembre 2023…calcio basico …abdicando a quella qualità raggiunta lo scorso anno ammettendo che senza Pio non la hai più. Rispetto a quel novembre, però, non hai nemmeno più la qualità di un Verde che seppure con poca continuità era stato determinante. Quindi? Quindi non hai nelle corde del Mister quelle meravigliose uscite palla al piede come in occasione della prima marcatura della Juve Stabia…ed un gruppo che pare non essere connesso con un nuovo corso che li… Leggi il resto »
,,la reazione cè l’hai se cambi il modo di giocare,,un 442,,rifoltendo il centrocampo che è inesistente e ,dove da che è mondo è la zona dove costrusci,le azioni, ,,lascia perdere guardiaola dangelo se costrusce coi difensori,che non sei in grado