Il doppio ex Mattia Biso: “Spero nella promozione delle Aquile, merito a D’Angelo e ai ragazzi del vivaio”

Doppio ex da calciatore e tecnico, oggi consulente al fianco di Riccardo Pecini. L’ex centrocampista ricorda le sue esperienze e guarda con fiducia al futuro degli Aquilotti

Mattia Biso è un nome che unisce due realtà oggi protagoniste nel panorama calcistico nazionale che nel all’ora di pranzo si affronteranno allo stadio “Benito Stirpe” nel match che apre la 35° giornata del campionato di Serie B: Spezia e Frosinone. Da giocatore prima, da tecnico e dirigente poi, Biso ha lasciato un segno in entrambe le piazze. Intervistato da Il Secolo XIX alla vigilia del confronto diretto, ha parlato della sua carriera, del suo presente nel mondo dello scouting e dell’affetto mai venuto meno per le due squadre.

Una carriera che lega Spezia e Frosinone

Originario di San Terenzo (proprio come l’attuale aquilotto Francesco Cassata, Ndr), Biso ha vestito la maglia aquilotta sotto la guida di Antonio Soda, prima del fallimento societario. In seguito, ha trovato stabilità al Frosinone, dove ha collezionato 72 presenze in tre stagioni con la famiglia Stirpe. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è rimasto nell’ambiente calcistico prima nel settore tecnico della squadra ciociara, poi come collaboratore di Fabio Grosso, e infine come allenatore delle giovanili e in seguito braccio destro di Riccardo Pecini nell’era Platek allo Spezia.

Oggi nel mondo dello scouting, ma lo Spezia resta nel cuore

Oggi Biso lavora in una società di scouting e consulenze guidata dall’ex Direttore Tecnico dello Spezia Riccardo Pecini, ma il legame con il Club di via Melara è tutt’altro che spezzato: «Seguo sempre gli Aquilotti, e poi mio figlio gioca nel vivaio», ha raccontato. A chi gli chiede se lo Spezia possa salire quest’anno, risponde senza esitazioni: «Lo spero, sarebbe la ciliegina su un campionato super».

Il merito? Per Biso è da attribuire soprattutto a Luca D’Angelo, ma anche a tanti giocatori cresciuti nel settore giovanile, come Vignali, Bertola, Candelari (scoperto proprio da lui e da Pecini in un provino al Ferdeghini e subito messo sotto contratto, Ndr), Benvenuto e Giorgeschi, quest’ultimo portato dalla Sampdoria proprio da Pecini. «È una soddisfazione vedere così tanti giovani del vivaio in prima squadra», ha detto con orgoglio.

I nomi nel cuore: da Salva Ferrer ai fratelli Esposito

Tra i calciatori a cui è rimasto più legato, Biso cita Salva Ferrer: «Spero di rivederlo presto in campo, è un calciatore forte e un ragazzo splendido». Non manca un commento su Pio Esposito, giovane punta d’oro: «Diventerà il nuovo centravanti della Nazionale, e nemmeno tra tanti anni». Anche il fratello Salvatore lo ha colpito per l’evoluzione tecnica e il ruolo da leader in campo: «Ha preso per mano la squadra e sta dimostrando calcio da Serie A».

Angelozzi, Bianco e il futuro del Frosinone

Biso resta in contatto anche con Guido Angelozzi, ds del Frosinone: «Ci sentiamo quasi ogni giorno», ha rivelato. L’ex centrocampista conosce bene anche il tecnico Paolo Bianco, con cui ha condiviso il campo ai tempi di Catania, e crede molto nel lavoro dell’attuale allenatore: «È molto bravo nella strategia, credo possa arrivare ai livelli di tecnici come Italiano o Grosso».

Parlando del club ciociaro e della famiglia Stirpe, Biso ricorda gli inizi al vecchio Matusa: «Benito Stirpe parlava già di Serie A e di un nuovo stadio. Noi pensavamo fosse un sogno, invece è diventato realtà in una città da 40.000 abitanti».

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10 mesi fa

Grande Matti.

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