L’esordio di Mattia Benvenuto in Serie B con la maglia dello Spezia rappresenta un momento simbolico, denso di significato non solo sportivo, ma anche familiare e storico. Il debutto è avvenuto domenica scorsa a Mantova, durante un match complesso per le Aquile, rimaste in dieci uomini dopo l’espulsione di Bertola. In quel frangente Luca D’Angelo ha deciso di richiamare Lapadula in panchina e dare spazio al giovane, gettandolo nella mischia con coraggio.
Sulle spalle di Mattia la maglia numero 44, scelta non a caso. Il numero omaggia il celebre Scudetto conquistato nel 1944 dallo Spezia contro il Grande Torino, simbolo di un legame profondo con la storia del club. Un dettaglio che racconta la consapevolezza del ragazzo, cresciuto nelle giovanili spezzine e rimasto legato a doppio filo con il territorio e la squadra.
La fiducia del club e l’occasione colta
Come ricordano i colleghi de Il Secolo XIX nonostante diverse proposte di prestito in Serie C nella scorsa estate, la Società ha scelto di tenerlo, rispondendo negativamente alle offerte ricevute dai suoi agenti Gianluca Coti e Daniele Martinelli. Una scelta condivisa da D’Angelo e dal dirigente Stefano Melissano, convinti del potenziale del giovane difensore.
Durante gli allenamenti, Mattia ha dimostrato maturità e costanza, guadagnandosi la fiducia del tecnico. E l’esordio è arrivato nel momento più difficile della partita, con i virgiliani lanciati alla rimonta e forti della superiorità numerica, dopo una contestata decisione arbitrale di Ghersini di Genova. Nonostante le difficoltà, Benvenuto ha tenuto il campo con personalità, convincendo per solidità e lucidità.
Un’eredità di famiglia: il calcio nel sangue
Mattia Benvenuto porta avanti una tradizione familiare interrotta troppo presto dal padre Giacomo, ex giocatore spezzino nella stagione 2001-02 sotto la guida di Andrea Mandorlini. Allora, Giacomo disputò una sola gara ufficiale, in Coppa Italia contro il Treviso, entrando all’89′ al posto di Di Muri. Era cresciuto nel Parma, poi transitato per il Genoa, prima di approdare allo Spezia.
Oggi il figlio ha già superato quel traguardo, mostrando caratteristiche tecniche e fisiche superiori: il giovane appare più strutturato, mettendo in evidenza buona visione di gioco e capacità difensive. Non a caso, è stato tenuto costantemente sotto osservazione dallo staff tecnico.
Il presente e il futuro del club
“È un ragazzo con la testa sulle spalle, umile e profondamente legato a questi colori”, ha dichiarato il grande ex aquilotto e agente del ragazzo Gianluca Coti ai colleghi de Il Secolo XIX esprimendo l’emozione vissuta al momento del debutto. Una sensazione condivisa da tutto l’ambiente e dalla famiglia del giocatore.
Tra i primi a commuoversi c’è stato anche il nonno, l’avvocato Roberto Benvenuto, da sempre tifoso delle Aquile: “Eravamo tutti emozionati, un battesimo di fuoco, ma che orgoglio” ha commentato sempre ai microfoni dei colleghi al termine della gara.
Mattia Benvenuto rappresenta quindi molto più di una promessa: è il volto di una squadra che guarda avanti puntando sul proprio vivaio, valorizzando giovani del territorio capaci di incarnare spirito, identità e appartenenza. Se il ragazzo si farà definitivamente solo il tempo potrà dirlo, però al momento le premesse sembrano esserci…
Photo Credits: Spezia Calcio



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