Gori: “Voglio rimanere al top e riuscire a dare una mano a questa squadra che è forte”

Il portiere aquilotto si racconta in intervista: "Giocare al "Picco" con questa tifoseria mette davvero i brividi! Con D'Angelo rapporto..."

Intervista dei colleghi de Il Secolo XIX al portiere dello Spezia Stefano Gori che, arrivato l’ultimo giorno di mercato complice il grave infortunio a Sarr, si è ritrovato titolare a difesa della porta delle Aquile.

LA SCORSA STAGIONE – “Pur non giocando mai la scorsa stagione a Monza respirando l’aria di Serie A mi ha fatto crescere molto aiutandomi ad affrontare le serie inferiori con maggiore consapevolezza nei miei mezzi. E’ chiaro che fare un anno senza partite un po’ rallenti, ma mi sono allenato molto bene con il preparatore dei portieri Magni e posso dire di essere cresciuto molto.”

SPEZIA – “Arrivare allo Spezia e giocare dopo un anno mi ha dato i brividi: il calore dello stadio e della sfida ti viene a mancare se non giochi mai.”

OBIETTIVO – “E’ e rimane quello di diventare un “Top”. L’ho solo sfiorato l’anno scorso a Monza, ma senza un obiettivo del genere avrei già smesso.”

IL RAPPORTO CON D’ANGELO – “Non siamo due chiacchieroni, siamo due persone di campo a cui piace lavorare sodo. C’è massimo rispetto reciproco tra di noi.”

CARATTERISTICHE – “Sono sempre stato bravo a parare i rigori, ma non vorrei enfatizzare questo aspetto per scaramanzia continuando però a pararli. Mi ritengo un portiere esplosivo e tutto sommato completo pronto anche a giocare con i piedi per la costruzione dal basso se occorre.”

INSERIMENTO – “Non ho avuto difficoltà a inserirmi in Gruppo a campionato iniziato perché ho riprovato emozioni che avevo già vissuto a Pisa con D’Angelo. Un Gruppo che l’anno precedente si era trovato in difficoltà, ma bendisposto verso i nuovi arrivati, unito, affiatato, con la voglia di lavorare e di lottare quando si scende in campo.”

GLI ALTRI PORTIERI AQUILOTTI – “Con loro ci confrontiamo spesso sulle situazioni di campo e di gioco, ma quando capita usciamo anche a cena tutti insieme.”

GLI INFORTUNI – “Sarr si è fratturato l’omero, mentre io mi feci male all’articolazione della spalla a Pisa. Sono due tipologie di infortunio diverse. Sono imprevisti del mestiere e quello di Fallou poteva capitare a chiunque perché è caduto male sul braccio dopo un’uscita, mentre io mi feci male in allenamento in un intervento difensivo.”

IL PICCO – “Trasmette emozioni grandissime a partire dal gol di Bertola contro il Cesena. Ero appena arrivato, sedevo in panchina con Mascardi, ma al momento è l’emozione più grande provata.“

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