Stillitano potrebbe restare in Italia: possibile presenza a Ravenna. Roberts: «Orgoglioso di essere custode del Picco»

Il presidente aquilotto valuta di rinviare alcuni impegni a New York per seguire da vicino la squadra. Intanto il proprietario celebra i 120 anni del club con un messaggio ricco di emozione e legato alla storia dello stadio Alberto Picco.

Il Presidente dello Spezia, Charlie Stillitano, potrebbe non rientrare immediatamente negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato oggi dal collega Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX, il massimo dirigente aquilotto sta valutando la possibilità di rinviare alcuni appuntamenti in agenda a New York per restare ancora qualche giorno in Italia.

Dopo essere stato ieri in Toscana, Stillitano sarà oggi nuovamente a Milano, suo quartier generale italiano. Se riuscirà a riorganizzare i propri impegni, potrebbe raggiungere Ravenna domenica prossima per seguire da vicino la squadra. Prima, non è esclusa una tappa allo stadio Olimpico per Roma-Real Madrid, in programma mercoledì 14 ottobre in Champions League. Si tratta, tuttavia, di un programma ancora provvisorio, suscettibile di cambiamenti anche nelle prossime ore.

Una settimana importante per il club

Quella appena trascorsa è stata una settimana significativa per lo Spezia, organizzata nei dettagli e accolta con grande apprezzamento dal Presidente Stillitano e dal Patron Tom Roberts. Tra gli appuntamenti, anche il tour che ha consentito a oltre 200 persone di visitare lo stadio Alberto Picco, l’area museale e le altre strutture dell’impianto. Roberts non ha potuto partecipare personalmente alle commemorazioni per i 120 anni del club, ma ha voluto far arrivare un messaggio di auguri e vicinanza alla società e alla tifoseria.

Roberts: «Lo Spezia non è solo una squadra, ma una città intera»

Nel suo messaggio, il proprietario aquilotto ha ricordato con emozione la prima visita allo stadio: «Ricordo benissimo la mia prima volta alla Spezia e allo stadio Alberto Picco. Che atmosfera fantastica».

Roberts ha poi sottolineato il legame profondo tra la squadra e il territorio: «Chiunque viene da fuori, come me, riconosce immediatamente come lo Spezia non sia solo una squadra, ma una città intera, il suo golfo, il porto, l’arsenale e migliaia di famiglie che lavorano duro durante la settimana e poi entrano allo stadio per sostenere la loro squadra nel fine settimana».

Sei generazioni nel segno del Picco

Il proprietario ha infine rimarcato il valore storico dello stadio, tra i più antichi del calcio italiano, e il significato della continuità tra le generazioni.

«Per 120 anni i nonni hanno portato i loro nipoti all’Alberto Picco e poi quei bambini, diventati nonni, hanno a loro volta portato i loro nipoti. Sei generazioni si sono susseguite e non potrei essere più orgoglioso di farne parte». Il messaggio si è chiuso con gli auguri per l’anniversario e un saluto alla tifoseria: «Congratulazioni per questi 120 anni e go Eagles».

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