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Muhl: “Contro la Sampdoria incontro difficile in cui ci sarà da combattere”

Il centrale difensivo tedesco è intervenuto in intervista: "Con D'Angelo abbiamo cambiato modo di difendere, si difende più di squadra. In Italia un calcio con molta tattica. L'atmosfera dello stadio "Picco" è meravigliosa."

Arrivato questa estate allo Spezia in regime di svincolo il centrale difensivo Lukas Muhl si è raccontato ai microfoni dei colleghi de Il Secolo XIX in vista del derby di domani sera in casa della Sampdoria. Ecco le sue dichiarazioni più significative in vista della sfida con i blucerchiati.

IL NUOVO ALLENATORE –  «Stiamo conoscendo la sua idea di calcio. Il tecnico ha cercato di trasmettere fiducia e voglia di fare bene. Perciò, l’impressione non può che essere positiva».

IL LAVORO CON LA DIFESA –  «Abbiamo cambiato modo di difendere. Tutta la squadra si occupa della fase difensiva, non solo il pacchetto arretrato. Immagazzinarlo è stato semplice. Ci siamo trovati subito a nostro agio. E tutti stiamo dando il massimo per seguire i principi del neoallenatore».

LE DIFFERENZE CON ALVINI –  «Ogni allenatore ha un suo modo di lavorare. Non è bello cercare differenze. Di certo ora abbiamo cambiato impostazione di gioco, sia in fase difensiva sia di costruzione».

DIFESA A TRE O A QUATTRO –  «Non c’è grossa differenza. L’importante è avere chiari i principi di gioco».

LAVORO PER USCIRE DALLA CRISI – «Credo anch’io che lavoro sia la parola chiave. Per riuscire a superare questa fase dobbiamo rimanere uniti come squadra, lavorare duro in ogni allenamento e capire che non sempre si vince con il bel calcio. A volte si può essere anche meno belli. L’importante è raggiungere il risultato e portare a casa i tre punti. La squadra parla la stessa lingua: tutti siamo determinati a dare il massimo per risollevarci in classifica».

LE CARATTERISTICHE DEL CALCIO ITALIANO – «È diverso rispetto a ciò a cui ero abituato. In Serie B ci sono ottimi giocatori, molto abili con la palla tra i piedi. Devi essere sempre concentrato. Sarò banale, ma in Austria e Germania il calcio è molto più fisico e verticale. In Italia, poi, c’è grande attenzione sulla tattica: tutte le squadre dimostrano organizzazione. Nessuna partita è scontata».

IL SI’ ALLO SPEZIA – «Venire in Italia è stata una sfida. Non è mai semplice quando arrivi da un’altra cultura, da un altro calcio. So, però, che qui posso crescere tanto. Anche dal punto di vista della personalità. Lo Spezia mi ha dimostrato interesse. Si è presentato con un progetto ambizioso e io mi sono convinto subito. Ho colto l’occasione per fare un passo importante nella mia carriera».

LO STADIO PICCO – «Lo stadio è bellissimo, l’atmosfera meravigliosa e stimolante. È come se i tifosi fossero in campo con noi. Giocare davanti a loro è sempre bello. Spero di riuscire a vincere la prossima partita casalinga, in modo da regalare loro una grande gioia visto che finora non siamo riusciti a farlo».

LA SFIDA ALLA SAMPDORIA – «Parliamo di una gara speciale. Un incontro difficile, in cui ci sarà da combattere, correre e giocare con intensità. Dovremo dare tutto come squadra. E lo faremo per provare a strappare tre punti in una partita dalla doppia valenza».

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