Calcio Spezia
Sito appartenente al Network
Cerca
Close this search box.

ESCLUSIVA CS, IL SINDACO PERACCHINI A TUTTO CAMPO SULLO STADIO: “VOGLIAMO LO SPEZIA ALLA SPEZIA E CON I TIFOSI”

Lunga intervista esclusiva concessa dal Primo Cittadino della Spezia a Calcio Spezia. “Una volta partiti i lavori a lotti verrà chiesta una nuova deroga per emergenza Covid. Per le aree di parcheggio la Marina Militare non aveva dato disponibilità delle sue aree. Aspettiamo di conoscere i Platek di persona e saremo facilitatori nel loro inserimento in città anche nel tessuto economico della nostra provincia. Anacronistico che in Serie A serva uno stadio da 16.000 posti e in Champions League uno da 8.000!”

Oltre alla salvezza, che lo Spezia Calcio deve conquistare sul campo per compiere il secondo incredibile miracolo consecutivo dopo quello dello scorso 20 di agosto, in città è ovviamente molto sentita la “questione stadio”.

L’Alberto Picco va infatti rimesso a norma, ampliato e ammodernato secondo le precise regole della Lega Serie A che gli impianti devono rispettare per poter essere utilizzati nel massimo campionato nazionale.

E’ cosa nota il progetto fatto realizzare dal Comune della Spezia allo studio “Don’t Stop”, poi il passaggio di proprietà da Volpi alla famiglia Platek della proprietà della Società di Via Melara ha, per forza di cose, un po’ rallentato il tutto scatenando anche un po’ comprensibile preoccupazione per i tifosi che non vedono l’ora di poter sostenere nuovamente i propri beniamini dai gradoni della “Curva Ferrovia“.

Per farci comprendere meglio la questione abbiamo contattato direttamente il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini che ci ha concesso una lunga intervista esclusiva su questi temi caldi.

Vorrei partire dal fatto che personalmente seguo come tifoso lo Spezia da 47 anni. Da Sindaco mi sono informato sulle normative per l’adeguamento dello stadio alla Serie A. Noi, come Amministrazione, abbiamo sempre collaborato con lo Spezia, ma nell’ultimo periodo dei Play-Off ancora maggiormente per poter vagliare tutti gli scenari e, nel caso di promozione, mi ero già fatto dare indicazione di massima da parte di un dirigente dello Spezia di uno studio che potesse fare un progetto di fattibilità per l’adeguamento del “Picco” alla Serie A. Eravamo consci di aver bisogno di una deroga per poter giocare al “Picco” fino al compimento lavori: il 20 agosto c’è stata la finale e il 21 abbiamo deliberato in Giunta Comunale il conferimento dell’incarico allo studio “Don’t Stop” che è lo studio di architettura di Milano che aveva già riqualificato “San Siro” per studiare il progetto di adeguamento. Questa la prima fase, nella seconda fase abbiamo colloquiato con lo Spezia per prevedere tutti i lavori di adeguamento e avere la deroga.

Con chi avete dialogato in questa fase iniziale?

E’ chiaro che tutto questo è stato fatto in assenza di una proprietà presente perchè se è vero che Volpi e Fiorani hanno fatto tantissimo per lo Spezia è anche chiaro che nell’ultimo anno in particolare, per motivi Covid e di altro tipo, non si sono fatti vedere in città. Nella telefonata del 20 notte dopo la conquista della Serie A mi disse “facciamo qualcosa modello Atalanta, ci vediamo per la festa promozione dei primi di settembre”. Poi è scoppiato di nuovo il Covid e non ci siamo potuti più vedere e ci siamo quindi rapportati quasi sempre con il presidente Chisoli e con chi aveva i poteri di dialogare. Questo ci ha portato ad avere la deroga per giocare al “Picco” per questa stagione, dall’altro ad avere lo studio di fattibilità alla Serie A nel mese di Dicembre.

Per quanto concerne i lavori di ammodernamento si è anche parlato di realizzare un centro commerciale per poter vivere il “nuovo stadio” 365 giorni all’anno…

Vorrei fosse chiaro come il Comune è proprietario dello stadio, ma in questo caso lo stadio non è di sua disponibilità, ma in concessione allo Spezia Calcio e quindi per fini istituzionali abbiamo dei compiti delimitati. Noi a esempio possiamo solo prevedere l’impianto sportivo e non l’impianto commerciale o di altro tipo. Questo, anche per le leggi nazionali, è fatto per favorire la riqualificazione e la sostenibilità economica degli stadi. Solitamente questo secondo passo viene fatto dal soggetto proponente che è la squadra sportiva che, magari, chiede di fare l’ammodernamento di uno stadio anche con parti commerciali per averne un ritorno economico. Noi, in buona sostanza, abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare in base alle leggi vigenti per un ente pubblico, poi c’è stato il cambio di proprietà.

Ecco, il cambio di proprietà e l’arrivo della famiglia Platek ha, per forza di cose, ha rallentato ulteriormente il “progetto stadio”. Come sono andati avanti i colloqui con la Società Spezia Calcio in questo periodo?

Il cambio di proprietà ha portato una difficoltà dei rapporti perché nell’unico incontro che ho potuto fare con la famiglia americana questa ha chiesto tempo per capire La Spezia, l’Italia, le regole italiane e capire quindi quello che si poteva fare. Siamo arrivati quindi ai dialoghi di questi giorni dove loro dovranno finalmente decidere cosa fare. L’idea dello Spezia che ad ora è la più concreta e seria per avere la deroga per il prossimo campionato, alla luce però di un progetto definitivo con l’inizio lavori, è chiedere l’utilizzo del nostro progetto di fattibilità con una realizzazione a lotti per poter giocare alla Spezia. Noi abbiamo dato la disponibilità a realizzare un primo lotto fino a un massimo di 2.700.000 euro che può coincidere con la parte della “Curva Piscina” per fare un esempio.

Come si potrebbero sviluppare queste realizzazioni a lotti?

Il problema sono le tempistiche. Noi come ente pubblico per arrivare a mettere in piedi un’opera di tale portata dobbiamo rispettare le normative pubbliche e quindi non so se sarà questo il percorso finale. Noi dobbiamo fare prima la progettazione esecutiva, la gara che deve stare fuori dei mesi con possibili ricorsi, poi demolizione, ricostruzione e direi che ci vorrebbe almeno un anno. Se lo Spezia, dopo che avrà fatto le verifiche con la Lega Serie A del caso, che può fare solo la società sportiva, pensa che questo possa essere il percorso da seguire, noi abbiamo dato massima disponibilità. Se il percorso deve essere diverso è chiaro che lo Spezia realizzerà magari le opere immediate e necessarie e noi parteciperemo alle opere del secondo lotto. Daremo sicuramente una mano vedendo quale forma giuridica ci consentirà di fare questo. Il progetto rimane comunque quello fatto dal Comune in tempi non sospetti, è chiaro che la realizzazione in fasi può permettere delle variazioni. Lo stadio è in concessione ancora per sei anni allo Spezia Calcio con la convenzione rinnovata lo scorso agosto, nessuno di noi può permettersi quindi di fare qualcosa in “casa di altri”.

I costi per la realizzazione complessiva da progetto si attestano intorno ai 26 milioni di euro. Vi è la possibilità di ammortizzare o abbassare queste spese?

Se un ente pubblico opera un intervento di quel tipo spende quella cifra perché cinque milioni sono di Iva e il resto sono formulati sulla base del prezziario regionale delle opere pubbliche che le pubbliche amministrazioni sono obbligate ad adottare. Se lo fa un privato spende almeno il 30% in meno. Quindi costerebbe tutto meno e si potrebbe realizzare tutto molto bene. Le regole pubbliche ti obbligano a seguire delle regole base, mentre i proprietari dello Spezia come privati avrebbero davanti a loro un percorso diciamo “più rapido” e potrebbero recuperare l’Iva, mentre la Pubblica Amministrazione no.

La famiglia Platek dovrebbe arrivare alla Spezia per le ultime due partite della stagione al “Picco” dove affronteremo Torino e Roma. C’è in programma un incontro di persona con il Comune della Spezia?

Per ora no, spero intanto che lo Spezia si salvi. Il nostro pensiero fisso è quello. Se vengono qua spero che si rendano conto della bellezza della nostra provincia e del nostro territorio, che qua si possono fare investimenti importanti oltre al calcio e che la qualità della vita è eccezionale. Abbiamo l’aeroporto a mezz’ora, abbiamo Lerici, le Cinque Terre, Portovenere a due passi. Siamo uno dei posti più belli al mondo e non siamo noi a dirlo…Dal punto di vista dell’innovazione tecnologica siamo all’ottavo posto in Italia, e in miglioramento, quindi possiamo offrire la possibilità di lavorare anche dalla Spezia. Per noi sarà quindi un incontro importante, noi vogliamo fare innamorare gli americani del nostro territorio e cercare di farli investire qua.

Avete quindi apertura verso la famiglia Platek anche per favorire investimenti americani al di fuori dello Spezia e dello stadio “Picco”, ma anche sull’economia della nostra provincia?

Gli investitori sono benvenuti alla Spezia da quando ci siamo noi, noi cerchiamo di essere dei “facilitatori”. Abbiamo le tasse più basse del nord Italia apposta, è una scelta politica e ho deciso di avere meno tasse e rendere più attrattiva la città. Abbiamo investito tantissimo in Polizia, sicurezza, ammodernamento e illuminazione. Stiamo cercando di rendere la città in condizioni migliori. E’ chiaro poi che nessuno regala nulla e quindi, chi vuole investire, vuole anche avere il suo ritorno economico e per far sì che questo avvenga un ente pubblico deve essere un facilitatore. Rispettando le norme quindi dobbiamo far perdere meno tempo possibile ai potenziali investitori.

Torniamo alla questione stadio. Vogliamo essere positivi: Spezia in Serie A e che gioca al “Picco” con il pubblico che torna allo stadio. Per l’area di parcheggio della zona ci sono dei progetti? Magari una collaborazione con la concessione durante le partite dell’area dell’Arsenale?

E’ opportuno che lo Spezia dialoghi con la Marina Militare, come noi come Comune della Spezia stiamo dialogando con la Marina Militare. Nel Comitato per la Sicurezza che era stato fatto a inizio stagione quando sembrava che i tifosi potessero entrare in numero di 1.000 allo stadio la Marina Militare non aveva dato la disponibilità nonostante vi siano 95 ettari scarsamente utilizzati e con un viale parallelo a Viale Amendola e Viale Fieschi che potrebbe essere utile almeno il giorno della partita. Ovviamente con tutta la sicurezza del mondo messa in campo dalle forze di Polizia locali. Penso che nell’era dei satelliti sia solo una questione di volontà, perché la sicurezza si crea immediatamente. Credo che lo Spezia Calcio possa chiedere anch’esso un permesso di questo tipo, sennò ci attrezzeremo con bus navetta e altri sistemi facendo parcheggiare le persone ai “parcheggi interscambio”, favorire la mobilità pedonale, con monopattini o motorini e con i bus per agevolare afflusso e deflusso. Tenendo presente che nel nostro stadio 10.000 persone le abbiamo avute spessissimo e quindi questa non sarebbe una novità per noi.

La capienza voluta dalla Lega Serie A è di 16.000 posti allo stadio. Prevede che dalle solite 10.000, a volte qualcosa meno, presenze allo stadio si arriverà al tutto esaurito e come verrà gestita la cosa?

Penso che mediamente ci saranno 10.000 persone, poi nelle partite clou arriveremo ai 16.000, ma queste gare si contano sulle dita di una mano. La cosa anomala è propriamente dell’Italia. Le regole UEFA permettono di giocare la Champions League con uno stadio da 8.000 posti, in Serie A ce ne vuole uno da 16.000. Quindi lo Spezia al “Picco” può al momento giocare la Coppa Campioni, ma non il campionato di Serie A. E’ un mondo che non c’è più e io auspico che la Lega Serie A si adegui alle regole UEFA. Buttare via decine di milioni non ha senso, lo spettacolo migliora con 2.000 o 2.500 persone in più? Io penso che bisognerebbe migliorare la struttura, renderla più confortevole per i fruitori adeguandoci alle regole europee.

Se i lavori partissero a lotti pensa che sarebbe possibile ottenere la deroga per far entrare i tifosi, magari in numero ridotto, al “Picco” nel prossimo campionato?

Io penso che sia possibile, mi auguro questo tenendo chiaramente presente che quest’anno la Lega Serie A ci ha concesso la deroga, ma chiaramente abbiamo avuto il Covid e quindi non l’abbiamo potuta utilizzare questa deroga. I nostri tifosi non sono potuti andare al “Picco” a vedere lo Spezia in Serie A. Io penso che lo Spezia in primis debba battere su questo punto, noi come Amministrazione Comunale saremo al suo fianco, ma penso anche i parlamentari e i ministri e sottosegretari del territorio. Dobbiamo far comprendere che è una questione di equità e giustizia avere la deroga e giocare al “Picco”. Non è un privilegio, e in più se vi è un progetto come quello di altre società che in passato hanno già fatto lo stadio, penso al Crotone, Frosinone e Benevento, hanno avuto deroghe in tempi normali, non darla in tempi di pandemia la vedrei come una cattiveria gratuita. Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza dei vertici nazionali e spero che capiscano anche il valore di avere un territorio stupendo come il nostro da far vedere in tutto il mondo e anche ai tifosi avversari.”

Se lo Spezia dovesse invece “giocare in trasferta” sono state fatte ipotesi anche fantasiose come la “Dacia Arena” di Udine o il più vicino “Franchi” di Firenze. Tramite le sue conoscenze con altri Primi Cittadini di città limitrofe che hanno stadi adeguati alla Serie A riuscirebbe a intercedere per cercare di portare lo Spezia a giocare il più vicino possibile alla sua gente?

Fosse per me indubbiamente, ma le regole ti obbligano a indicare al momento dell’iscrizione e quindi entro il prossimo 30 giugno uno stadio che abbia tutti i parametri che corrispondono ai requisiti della Lega Serie A. Quindi inizialmente sarà indicato un altro stadio, l’anno scorso è stato Cesena, quest’anno vedremo. Poi il tema principale è quali accordi lo Spezia Calcio può fare con le società che hanno in concessione gli stadi. In questa partita il Comune della Spezia è fuori, possiamo parlare solo con i Ministeri competenti per cercare di facilitare. Io penso quindi che lo Spezia troverà la soluzione migliore per tutti.

Passiamo, in conclusione, a parlare anche un po’ di campo e di calcio. Come ha visto lo Spezia finora e cosa si aspetta da queste ultime cinque giornate di campionato?

Seguo la squadra da sempre. Devo dire che da quando è arrivato mister Italiano abbiamo visto una grande espressione di gioco, un gioco spettacolare ed è chiaro che in Serie A quest’anno abbiamo visto anche chi sa contrastare questo tipo di gioco con il “non gioco”, con il chiudersi dietro la palla in undici e aspettare l’errore per poi andare in contropiede. Quello è l’anticalcio, noi giochiamo a calcio. Italiano in questo è stato bravissimo, i ragazzi sono stati eccezionali. E’ chiaro che è un tipo di gioco che stanca molto e al minimo errore si può pagare. Ora inizia un nuovo campionato con le ultime cinque giornate perché sta a noi salvarci. Non dobbiamo guardare gli altri, dobbiamo fare le nostre partite e dare più del massimo fino al secondo dopo del triplo fischio finale. Non essere troppo spavaldi, ma molto più cinici e mettere in campo i ragazzi che sono più in forma. Mi dispiace solo che gli infortuni ci abbiano un po’ penalizzato, altrimenti avremmo avuto qualche punto in più. Ora si può di nuovo scrivere la storia: una squadra che scende in campo con lo Scudetto tutte le domeniche è una squadra che richiama un periodo eroico della storia d’Italia e della Spezia e di quella maglia. Questi valori in queste cinque giornate devono essere messi al primo posto e dobbiamo coltivare e conquistare un’altra impresa: dopo la prima volta in Serie A la prima salvezza in Serie A sarebbe un’impresa eroica!

Tre giocatori spezzini cresciuti nello Spezia titolari in Serie A di cui uno anche capitano. Per il Sindaco di Spezia cosa significa questo forte senso di appartenenza al territorio da parte della squadra della città?

E’ un orgoglio e spero un esempio. E non solo Maggiore, Bastoni e Vignali perchè dal Settore Giovanile dello Spezia sono usciti altri calciatori spezzini. Ecco, però, averne tre nella nostra squadra e vederli giocare in Serie A contro Campioni d’Italia o campioni delle squadre più forti del mondo è una grande emozione e un grande orgoglio. E, soprattutto, vederli dare tutto è un esempio anche per i compagni di squadra. A loro si chiede sempre i miracoli tante volte non rendendosi conto che veramente sono tre ragazzi nostri, cresciuti con noi, dalle giovanili e arrivati quest’anno in Serie A. Tanto di cappello a loro tutta la nostra stima e riconoscenza!

 

Articolo realizzato con la collaborazione di Juri Lertora, si ringrazia la portavoce del Sindaco della Spezia Silvia Ferrari per la cortese collaborazione.

Subscribe
Notificami
guest

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

L'ex centravanti si è da poco ritirato, ma rimane molto legato alla due piazze: "Per...

Dal Network

L'allenatore del Parma in conferenza stampa: "Vittoria fondamentale contro una squadra di valori"...

Altre notizie

Calcio Spezia