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Quando l’allievo non supera il maestro

Il primo incrocio da allenatori tra Prandelli e Italiano è andato al primo “maestro” del tecnico dello Spezia. Aquile che ora devono cambiare passo negli scontri diretti

Lo ha lanciato agli inizi della sua carriera da giocatore dandogli per primo fiducia e posizionandolo in quel ruolo davanti alla difesa di cui sarà grande interprete da calciatore.

I risultati di quel connubio perfetto si sono visti con gli interessi in quell’Hellas Verona: Prandelli sedeva in panchina e Vincenzo Italiano guidava i compagni dal cuore della mediana come un vero “allenatore in campo“. E così sono arrivati una vittoria trionfale del campionato di Serie B e un’ancor più grande susseguente torneo di Serie A concluso con un ottimo nono posto finale quando in molti a inizio stagione preannunciavano una retrocessione senza molte speranze.

Lo stesso Italiano lo aveva detto prima del match del Franchi che avrebbe salutato calorosamente l’allenatore dei “viola” senza, nel farlo, nascondere una certa emozione che ovviamente sarebbe scomparsa non appena l’arbitro avesse fischiato il calcio d’avvio della partita.

Il tecnico dello Spezia lo ha raccontato più volte di aver imparato qualcosa di importante anche dall’ex C.t. della Nazionale Italiana tra gestione dei calciatori, strategie, organizzazione e tecniche di motivazione.

Italiano arrivava alla partita forte del doppio successo contro Sassuolo e Milan e sulle ali dei tantissimi complimenti piovuti da più e più parti su di lui e sulla sua squadra.

Situazione opposta per Prandelli uscito sconfitto dalla scontro di Marassi contro la Sampdoria. Tornato dopo dieci anni sulla panchina della Fiorentina si era espresso senza mezze misure in conferenza stampa affermando che la sua squadra doveva iniziare a parlare di salvezza perchè, al momento, era quello che raccontava la classifica dei “viola”.

Ecco, nonostante ci fossero tutti i presupposti del caso, per una volta l’allievo non ha superato il maestro sul campo, anzi, le sostituzioni del più esperto Prandelli hanno cambiato volto alla partita.

Castrovilli al posto dell’infortunato Bonaventura e, sopratutto, Eysseric in vece di uno spentissimo Kouamè hanno sparigliato le carte nella seconda frazione.

Buono il primo tempo da parte dello Spezia: pur non riuscendo a farsi pericolose le Aquile non avevano sofferto la Fiorentina impegnata più a non prenderle che a offendere e al limitarsi a lunghi lanci che saltavano il centrocampo alla ricerca degli attaccanti. Allo Spezia è mancato il suo classico furore agonistico e quella voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo che l’ha caratterizza praticamente sempre in questa stagione.

Ora è importante davvero resettare e ripartire subito. Lo Spezia è atteso da uno scontro decisivo in zona salvezza ospitando il Parma al “Picco” sabato prossimo alle 15:00. Negli scontri con le dirette concorrenti alla salvezza le Aquile hanno vinto solo al “Vigorito” con il Benevento: è in quello che deve cambiare la squadra di Italiano. Può sicuramente farlo ritrovando lo spirito che l’ha sempre contraddistinta e anche recuperando quei calciatori importanti che erano assenti a Firenze.

Quello di venerdì è stato il primo “incrocio” nella carriera da allenatori tra Italiano e Prandelli: se lo è aggiudicato il “maestro” sull’allievo, ma ora quello che conta è tornare a macinare chilometri e mettere punti in cascina per conquistare l’agognato traguardo…

 

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