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Meluso: “Offerta presentata per Ferrer non era congrua”

“Non ci ho mai pensato a Llorente. Mai affrontato l’argomento come si dovrebbe”.

Il direttore sportivo dello Spezia Mauro Meluso è intervenuto ai microfoni di TuttoMercatoWeb e, tra le altre cose, ha parlato del mercato svolto dalle Aquile nell’ultima sessione.

Ecco le sue parole: “La squadra – dice il dirigente calabrese – aveva bisogno di essere rinforzata e così in accordo con il mister e la proprietà abbiamo portato a termine delle operazioni di mercato”.

Avete fatto un mercato scoppiettante.
“Abbiamo pensato di avere una rosa ampia anche in virtù della situazione relativa al Coronavirus. Abbiamo calciatori in prestito come Pobega, Marchizza, Dell’Orco oppure Chabot e Piccoli e anche di proprietà come Erlic che hanno talento. E poi il Coronavirus è l’incubo di tanti, il mio perché già l’anno scorso ha condizionato il cammino del Lecce. Questa volta non ci condizionerà”.

La sessione di mercato allo Sheraton è stata particolare: tutti in mascherina e distanti.
“La nostra vita da otto mesi è fortemente condizionata dal COVID-19. E così anche la professione. Abbiamo cambiato abitudini. Dobbiamo aspettare il vaccino. E pensare di combattere questo nemico”.

Salva Ferrer alla fine è rimasto. C’era la Samp.
“C’è stata un’offerta che non abbiamo ritenuto congrua”.

Parlerete del rinnovo?
“Ha un contratto pluriennale, vedremo”.

A proposito di rinnovi: Galabinov?
“Dovremo programmare delle cose con alcuni ragazzi. Finito il mercato, che è stato di una lunghezza disarmante, ci metteremo a lavoro”.

Tra i tanti acquisti su chi punta?
“Dobbiamo ragionare con il noi e non con l’io. Conterà il gruppo, che dovrà essere sempre compatto e solido. Su ognuno di chi è arrivato è stato fatto un ragionamento”.

Davvero era su Llorente?
“Non ci ho mai pensato. Mai affrontato l’argomento come si dovrebbe”.

Farete ancora altro?
“Ho la lista piena, dopo Nzola non arriverà nessuno. Da uomo di calcio mi dispiace, però abbiamo sfruttato l’occasione”.

Torniamo indietro di un anno: il suo addio al Lecce?
“Ho passato quattro anni fantastici, fatti di grandi risultati. Al di là della retrocessione a mio avviso la stagione migliore è stata quella passata. Mi rimane il ricordo di una tifoseria fantastica, non averla con noi ci ha condizionato per la parte finale. Sarà una parte della mia vita incancellabile, per il rapporto umano con gran parte delle persone che hanno lavorato con me, in particolar modo il presidente, il direttore generale e il team manager”.

Che peccato la retrocessione dell’anno scorso…
“Per il Lecce il COVID l’anno scorso è stata una sciagura, ci ha condizionato l’annata. Siamo stati costretti a fermarci e ripartire con una rosa non adeguata alla situazione. Senza questa situazione il Lecce si sarebbe salvato con grande facilità. C’erano tutti i presupposti”.

 

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