Il 1° Luglio, data in cui prenderà il via la stagione 2026-27, in Serie C entrerà ufficialmente in vigore il Salary Cap.
La misura, fortemente voluta dal Presidente di lega Matteo Marani, avrà come obiettivo quello di impedire che i club spendano più di quanto guadagnato rischiando crack finanziari, come recentemente accaduto a Ternana, Rimini e Triestina.
LA REGOLA DEL 50%
Il principio del Salary Cap prevede che ogni società non possa spendere più del 50% di ciò che produce a livello economico. Esempio: se l’ultimo bilancio parla di incassi pari ad 1 Milione, potranno essere destinati agli ingaggi dei calciatori solamente 500mila euro.
Nel conteggio degli stipendi, è bene precisare, rientreranno la parte fissa del contratto, i bonus individuali e i diritti d’immagine. Non saranno invece conteggiati i premi legati a risultati sportivi, come per esempio la qualificazione al playout o il raggiungimento della salvezza.
Nella stagione 2027-28 con molta probabilità la percentuale scenderà al 45%.
GLI STIPENDI
La Salary Cap toccherà anche i calciatori. Il singolo tesserato non potrà percepire più di 9.500€ al mese, che possono raggiungere i 13.500€ con bonus e parte variabile del contratto. Il tetto annuo complessivo è fissato a 123.000 euro lordi.
LE SANZIONI
I club che non rispetteranno il Salary Cap non subiranno esclusioni o penalizzazioni, bensì solamente sanzioni economiche. Le società in difetto saranno chiamate a versare una multa proporzionale all’entità dello sforamento. Il ricavato delle ammende sarà destinato al finanziamento dei settori giovanili, nell’ambito della cosiddetta “Riforma Zola”.


