Alvini racconta la sua rinascita: “Spezia rimane una cicatrice che mi ha fortificato. A Frosinone…”

L'ex allenatore dello Spezia parla del suo percorso in Serie B, della fiducia ricevuta dalla società ciociara e delle esperienze che l’hanno reso un tecnico più forte.

Massimiliano Alvini, l’allenatore che sta guidando il Frosinone in testa alla Serie B, è tornato a parlare della sua carriera e delle esperienze che l’hanno portato alla ribalta. Dopo aver vissuto la retrocessione con il Cosenza la scorsa stagione e con il club ciociario che ha evitato i Plaoyout solo grazie al fallimento del Brescia mister e gialloazzurri sono ripartiti alla grande insieme e guardano tutti dall’alto in Serie B con pieno merito.

Dopo la sfida con il Modena lo Spezia di Roberto Donadoni farà proprio visita all’ex allenatore aquilotto che intanto, intervistato da La Gazzetta dello Sport,  ha confessato di non aver mai previsto una chiamata dal direttore sportivo, Stefano Castagnini. “La proposta di Castagnini mi ha sorpreso, devo ammetterlo,” ha dichiarato Alvini, sottolineando come il supporto di Massimo Stirpe e Gino Doronzo sia stato fondamentale per il suo successo a Frosinone. “Quando sono arrivato, ho trovato una società che mi ha dato tutta la fiducia di cui avevo bisogno, creando una base solida per lavorare nel migliore dei modi.

L’IMPORTANZA DELLA FIDUCIA

Quella che Alvini descrive come una “piramide vincente” è la metafora con cui l’allenatore sottolinea l’importanza del lavoro di squadra e della coesione tra club e tecnico. Il Frosinone, secondo lui, è la dimostrazione che quando si lavora in sintonia con la società, si possono ottenere risultati importanti, come dimostra il primato attuale in Serie B.

ESPERIENZE DIFFICILI VISSUTE COME MOMENTI DI CRESCITA

Alvini non ha dimenticato le difficoltà incontrate nel corso della sua carriera. Seppur con soddisfazioni importanti, come la promozione in Serie A con la Cremonese dopo 22 anni di carriera, l’ex tecnico dello Spezia e del Cosenza ha vissuto momenti complessi. “A La Spezia e a Cosenza non ho avuto esperienze positive,” ha riconosciuto, riferendosi a periodi in cui non è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati. “Tuttavia, queste esperienze, sebbene difficili, mi hanno lasciato delle cicatrici che mi hanno reso più forte e, soprattutto, un allenatore migliore.”

I GIUDIZI SUGLI ALLENATORI E IL RUOLO DEI DIRETTORI SPORTIVI

Infine, Alvini ha riflettuto sul ruolo degli allenatori nel calcio moderno, sottolineando come spesso siano giudicati esclusivamente dai risultati ottenuti. “Se gli allenatori venissero valutati solo per i risultati, allora sarebbe facile fare il direttore sportivo,” ha dichiarato, evidenziando l’importanza di andare oltre le statistiche per comprendere appieno il valore di un tecnico.

IDEE E LAVORO

Tutti sanno che mi piace lavorare, che voglio costruire un gruppo che si riconosce nella disciplina e nei principi. Il risultato non può essere tutto“.

DIFESA A QUATTRO

Mi sono adattato a come ha costruito la squadra Castagnini. La squadra si esprime meglio così, anche se possiamo giocare a tre e a volte in partita lo facciamo. L’importante è essere flessibili“.

Con il Frosinone che guida la classifica di Serie B, Alvini sembra aver trovato la sua dimensione, forte delle esperienze passate che lo hanno forgiato come professionista. Un ritorno alla vittoria, che ora lo porta ad affrontare nuove sfide, come quella contro l’allenatore Roberto Donadoni e le “sue” Aquile.

Redazione

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Eddy Okane
9 mesi fa

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