Confalone racconta Spezia-Cesena: “Una sfida tra due squadre in cerca di ritmo”

L’ex centrocampista, oggi allenatore dell’Under 12 romagnola, rivive i suoi anni in campo e commenta la sfida da doppio ex: “Bella gara, con tanti significati”

Con 117 presenze nel Cesena e 28 nello Spezia, Simone Confalone è un doppio ex autentico della sfida in programma sabato al Picco, e non nasconde il legame profondo con entrambe le piazze. Oggi, a 50 anni e con le scarpe da calcio appese al chiodo da tempo, Confalone si dedica ai più piccoli: da otto anni allena l’Under 12 del Cesena, con cui cerca di trasmettere passione e valori prima ancora che schemi di gioco.

In un’intervista concessa a Il Secolo XIX, l’ex mediano ha raccontato il suo presente sul campo – ma stavolta come istruttore – e il suo passato, fatto di battaglie a centrocampo, emozioni indelebili e una carriera vissuta fino all’età di 40 anni, chiusa con l’esperienza a La Fiorita in San Marino, impreziosita da una storica qualificazione ai preliminari di Champions League.

“Ho voluto restituire qualcosa alla società che mi ha cresciuto”, spiega Confalone parlando del suo ruolo nel settore giovanile del Cesena. “I ragazzi oggi sono diversi: quando ero piccolo tutti sapevano fare una capriola, ora solo un paio. Ma a me interessa la passione, non il risultato”.

Il calcio vero, quello vissuto in piazze calde e combattive, non lo ha dimenticato. Lo Spezia resta un capitolo speciale: “Un’annata bellissima, una piazza importante. Fui costretto ad andarmene per andare a Bologna, ma non sarei mai voluto partire”. E i ricordi non mancano: su tutti, quel gol segnato alla Juventus nel gennaio 2007. “Segni a Buffon, miglior portiere del Mondiale, e non ci credi. Poi pensi di raccontarlo ai nipoti, ma al 92’ arriva Nedved e pareggia. Emozioni forti, comunque”.

Tra i momenti più intensi della sua carriera Confalone cita anche lo spareggio contro il Verona, vinto dal suo Spezia al termine di una doppia sfida tirata e sofferta. “La foto più sacra è il fischio finale e lo spicchio di stadio con i nostri tifosi. Eravamo tutti liberati da un peso enorme”.

Oggi il suo calcio è quello dei bambini, ma lo sguardo rimane lucido su un movimento italiano che – a suo dire – dovrebbe riscoprire la strada, il gioco libero e spontaneo, lontano da tablet e smartphone. “Spero davvero che la cultura calcistica cambi. I bambini devono tornare a giocare per strada”.

Sul presente di Spezia e Cesena, Confalone è lucido e schietto.Lo Spezia era cresciuto tanto durante la scorsa stagione, peccato per la promozione sfumata il primo giugno. Ora è fisiologico attraversare qualche difficoltà, ma sono convinto che si rialzerà”. Anche il Cesena, partito forte, sta conoscendo una fase di rallentamento. “È una squadra giovane, con un buon organico. Berti è andato in nazionale Under 21, Shpendi è sotto osservazione dopo le belle prestazioni iniziali. Può lottare per i playoff”.

E sabato al Picco sarà partita vera:Due squadre sul chi va là. Lo Spezia non ha ancora preso il ritmo, il Cesena ha rallentato. Ma sarà una bella sfida, con tanti motivi di interesse. Due formazioni che cercano conferme”.

Redazione

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