ESCLUSIVA CS – Mattia Biso: “Spezia una garanzia con D’Angelo valore aggiunto, la Samp un’incognita”

Il doppio ex interviene in esclusiva ai nostri microfoni: "Pio Esposito giocatore di grandissimo livello: per me sarà il futuro centravanti della Nazionale. Spero che continuino il loro percorso di crescita Bertola e Candelari. La rottura mia e di Pecini con lo Spezia: facciamo chiarezza..."

Doppio ex di Spezia e Sampdoria Mattia Biso è cresciuto a livello giovanile nel club blucerchiato per arrivare poi ad allenarsi fino in Prima Squadra con grandi campioni. Nella sua carriera ha toccato più volte anche la Serie A per poi arrivare in Serie B a vestire la maglia dello Spezia, club della sua città. In seguito è stato prima allenatore nel Settore Giovanile e poi dirigente del Club di via Melara, braccio destro di Riccardo Pecini. Lo abbiamo contattato in ESCLUSIVA per un’intervista in vista del derby tra blucerchiati e Aquile al “Luigi Ferraris”.

Sabato al “Luigi Ferraris” si incontrano due tue ex squadre: cosa ti aspetti da Sampdoria-Spezia?

Per la Sampdoria è un periodo difficile, terzo cambio in panchina. Lo Spezia è squadra collaudata, forte e fisica. Il mister conosce la categoria ed è bravissimo, ha fatto un capolavoro la scorsa stagione. Le squadre che retrocedono dalla A fanno fatica, ogni anno ce ne è una che lo dimostra. Quest’estate sono stati bravi a costruire una squadra pratica per la Serie B che conosce la categoria con giocatori forti fisicamente, mentalmente e alcuni anche con un futuro importante davanti a sé. Hanno l’umiltà di portare dalla loro parte anche le partite sporche. La Sampdoria sarà incognita con cambio di allenatore: sicuramente ci sarà una scossa. Partita sentita da entrambe le tifoserie. Match intenso e una bella partita a livello fisico, non so a livello tecnico-tattico come ripartirà Semplici, mentre lo Spezia sappiamo ormai come gioca.”

Lo Spezia, dopo la scorsa stagione di difficoltà, sta stupendo per rendimento. Te lo aspettavi? Quali sono i segreti della squadra di mister Luca D’Angelo?

D’Angelo è un fattore importante e una garanzia per la Serie B. Melissano è stato bravo a fare una squadra seria con valori importanti, con giocatori che hanno anche appartenenza al territorio. Hristov è un giocatore che è un vero e proprio soldato. Bertola è cresciuto tanto e questo mi fa molto piacere come, del resto, la crescita di Candelari e Giorgeschi. Cassata è una presenza fondamentale all’interno dello spogliatoio. C’è un bello zoccolo duro e chi entra, entra sempre bene con il mister che non fa sconti a nessuno. C’è grande competizione negli allenamenti e gioca chi sta bene: tutti portano qualcosa alla causa. Ero anche sabato allo stadio e ho visto una grande gara. La squadra sa accettare anche la partita sporca, è forte sulle seconde palle, ma ha anche contenuti tecnici e tattici.

Ci sono dei giocatori che secondo te arriveranno al grande calcio?

Pio Esposito è un giocatore di altissimo livello. Giocatore forte che trovando minuti si sta completando e penso che tra qualche anno potrà essere il centravanti della Nazionale. Spero in Candelari che faccia una bella carriera visto che è un ragazzo che è cresciuto con noi. Bertola, anche lui è sulla rampa di lancio e mi auguro che continui nella crescita facendo stagioni importanti.

Nonostante un mercato importante la Sampdoria sta invece faticando. Secondo te a cosa è dovuto?

Non è facile anche prendendo giocatori forti, non è un’equazione o una formula matematica. Hanno cambiato già tre allenatori e sicuramente, a differenza dell’anno scorso, le aspettative erano alte. Hanno un andamento davvero molto altalenante fatto di tanti alti e bassi. Hanno perso gli equilibri e prendono veramente troppi gol. Non sono ancora squadra considerando che hanno cambiato tanti giocatori. Qest’estate però nessuno se li immaginava essere così lontani dalla vetta a questo punto della stagione.

Sulla panchina blucerchiata è appena arrivato l’ex aquilotto Semplici che nell’ultima stagione da dirigente nel Club di via Melara da parte tua sostituì Gotti e tutti poi sappiamo come andò a finire. Che ne pensi di questa scelta?

Il mister ha grande esperienza, ha vinto un campionato con la SPAL. Lo Spezia è retrocesso allo spareggio con il Verona, ma è comunque un allenatore che ha una storia importante che conosce bene la categoria e anche la Serie A. Fece una cavalcata meravigliosa a Ferrara. Ha grande esperienza, riuscirà a mettere a posto gli equilibri all’interno dello spogliatio e in campo.

Ma ora che è passata tanta acqua sotto i ponti: come andò la separazione tua e di Pecini dal Club di via Melara?

Diciamo che c’erano visioni un po’ diverse in ambito di mercato, cose che capitano nel calcio. Siamo andati via tra settembre, Riccardo, e io a ottobre. L’ho deciso per rispetto nei suoi confronti: Pecini devo solo ringraziarlo, come ringazio Guido Angelozzi e Pietro Fusco che mi hanno voluto a La Spezia. E’ ovvio che condividevo le scelte di Pecini e quindi siamo andati via, sono cose che succedono nel calcio, ma il rapporto con la Società resta ottimo, nel Settore Giovanile gioca anche mio figlio più piccolo. Ero al “Picco” anche domenica scorsa con il Cittadella, c’ero con il Cesena e con il Bari. Lo stadio è davvero molto bello: sono molto contento che lo Spezia stia andando bene!

Al “Luigi Ferraris” è stato fatto divieto di presenza ai tifosi spezzini. Come reputi questa decisione?

Dispiace perché è bello avere i tifosi al seguito. La piazza è calda, dopo la scorsa stagione difficile è giusto che i tifosi si levino soddisfazioni quest’anno ed è veramente un peccato l’assenza dei supporters aquilotti al Ferraris.

Un anedotto sul tuo passato in maglia bianca e uno con quella blucerchiata?

Nella Sampdoria ho fatto il Settore Giovanile, sono cresciuto a Bogliasco e arrivato in Prima Squadra, ma non ero pronto per giocare a quei livelli. Ci sono andato vicino, ma non ero pronto. Ho dei ricordi belli perché mi sono allenato con campioni come Mancini, Ortega, Veron, Montella e Karembeu, tanto per citarne qualcuno. Avevo bisogno di un percorso più lungo. Lo Spezia da giocatore è stato un periodo tosto a livello societario, ma ci eravamo compattati molto come spogliatoio nonostante la non presenza della Società dell’epoca. Ho avuto la fortuna di tornarci da allenatore e da dirigente ed è stato bello nella squadra della mia città provando emozioni che mi terrò dentro per tutta la vita. Lavorare per la squadra della tua città è diverso, è un’emozione. Quindi incrociamo le dita per lo Spezia senza dire altro…

Redazione

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1 anno fa

Buon lavoro mattia, ,, metti sempre la tua esperienza a servizio dei ragazzi,,,

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