Oggi compie gli anni Alessandro Cesarini. L’attaccante spegne 37 candeline.
Per l’occasione l’ex aquilotto, che solo pochi giorni fa ha conquistato l’accesso alla Serie D con la Fezzanese, ha concesso un’intervista a Il Secolo XIX.
LE ORIGINI
Il 37enne ha spiegato come si è avvicinato al calcio, che lo ha visto indossare anche la casacca dello Spezia per 46 volte dal 2009 al 2012: “La passione per il calcio nasce da piccolo, dal piazzale di Carnea dove giocavo tutto il giorno con mio nonno. Dalle videocassette di Baggio e Ronaldo. Dalle ore e ore di calcio in spiaggia a Marinella con mio zio e gli amici provando ad emulare i miei idoli e sognando di diventare un calciatore”.
SCELTA AZZECCATA
A Gennaio, complici alcuni acciacchi, Cesarini ha pensato al ritiro: “Non riuscivo a rientrare e ho pensato di smettere, poi la voglia del presidente dei dirigenti e del mister e il sogno dei miei figli di potermi rivedere in campo a esultare mi ha permesso di non mollare tornare ed essere decisivo con i miei gol: una delle più grandi vittorie della mia vita”.
LA SVOLTA
Il successo con il Pietra Ligure nei playoff regionali è stato indicato dal bomber come il momento della svolta per i ‘verdi’: “La vittoria in semifinale regionale con il Pietra Ligure, che è la squadra più forte qualitativamente affrontata quest’anno. Ci ha dato consapevolezza nei nostri mezzi, fiducia ed entusiasmo. Lì abbiamo capito di potercela fare”.
UNA CARRIERA DA SOGNO
Cesarini ha svelato il segreto della sua ottima carriera, nella quale ha messo a segno ben 149 reti: “Oltre alle qualità tecniche che ci vogliono per rimanere in alto, fondamentale è stata è la forza mentale che ho avuto anche nei momenti difficili della mia carriera, come quello dell’ultimo infortunio. La voglia di tornare in campo, di non mollare, di poter esultare ancora per un gol decisivo insieme ai miei bambini, alla mia famiglia e ai miei compagni, ha fatto sempre la differenza e adesso lavorerò per altri obiettivi come il gol numero 150 in carriera”.
IL MOMENTO PIU’ BELLO
Il momento più bello è stato però vissuto con la maglia bianca dello Spezia: “È stata la vittoria del playoff del 2010 con lo Spezia dove ho fatto 3 gol nella finale andata e ritorno con doppietta al Picco. La gioia di un ragazzo cresciuto in curva sognando un giorno di giocare su quel campo è un’emozione indelebile. Entrare poi nella storia della tua squadra del cuore ed essere decisivo partendo da quel settore giovanile penso sia davvero un sogno che ho realizzato”.
IL RIMPIANTO
Il calcio, si sa, porta anche rimpianti. Per Cesarini il più grande è quello di non esser riuscito a toccare la Serie B: “Forse avrei potuto farla, ma spesso per scelte mie, anche sbagliate, infortuni nei momenti decisivi e qualche decisione di mercato delle varie società di appartenenza hanno fatto sì che non ci sono riuscito. Il rammarico rimane ma è molto più grande l’orgoglio per la carriera che sono riuscito a fare”.
IL FUTURO
Nel futuro del bomber di Follo ci sarà ancora il calcio, anche quando gli scarpini verranno appesi al chiodo: “Da un lato mi piacerebbe fare il direttore sportivo perché è un ruolo importante in una squadra: conoscendo tante persone in questo ambiente le dinamiche del calcio da dentro penso possa essere una bella soluzione. Dall’altra, sono combattuto. Dando una mano ad alleanre i bambini del Follo, ho capito che anche stare sul campo e incidere da allenatore è molto emozionante. Vedremo quando sarà il momento spero tra qualche anno”.
DEDICA SPECIALE
Nessun dubbio, poi, sulle persone a cui dedicare il recente traguardo ottenuto con la Fezzanese: “Lo dedico ai miei bambini, Cristian e Santiago: mi hanno dato la forza di rialzarmi dal periodo più brutto della mia vita. Mi chiedevano di rivedermi in campo e io ogni giorno lavoravo e poi andavo a letto sognando di tornare a fare gol davanti a loro e avercela fatta è davvero bello e spero anche un insegnamento per loro”.
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