Perinetti: «La Serie B non perdona chi si adagia sui risultati. Si Rinuado…»

L’ex dirigente di club come Juventus, Roma e Napoli svela segreti e riflessioni sulla Serie B e sulla carriera

Giorgio Perinetti, ex dirigente di club di primo piano come Juventus, Roma, Napoli e Palermo, ha condiviso le sue considerazioni con il collega Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX. «La Serie B richiede realismo costante, non puoi dormire sugli allori se vuoi salvarsi», ha spiegato l’esperto, sottolineando quanto la cadetteria sia un campionato che ricomincia sempre, senza eccezioni per spiegare il drammatico fallimento dello Spezia nella stagione appena conclusa con la retrocessione e il ritorno in Serie C dopo 14 anni di assenza a solo un’annata di distanza dalla finale persa nei Playoff per accedere alla Serie A contro la Cremonese.

Una filosofia per costruire nuovi ricordi

Perinetti ha sempre vissuto il calcio come una vera passione artistica. «Non si tratta di restare intrappolati nel passato, ma di creare sempre nuove esperienze», ha affermato, ricordando l’influenza di Diego Armando Maradona, incontrato personalmente a Napoli. «Diego incarnava il calcio nella sua forma più pura – spiegava in passato – Trascinava il pubblico, amava la sua città e viveva con intensità ogni momento. Oggi, anche i grandi come Messi, pur straordinari, non trasmettono quella stessa energia e vicinanza alle persone».

Il mistero dello Spezia

Ieri Perinetti ha commentato il caso dello Spezia, capace di passare in pochi mesi dalla promozione possibile alla Serie C, nonostante infrastrutture moderne, proprietà americana e un tecnico valido. «Non è un fenomeno nuovo – ha detto – in B succede spesso: bisogna restare con i piedi per terra e non illudersi dei risultati recenti. Il campionato cadetto è una ruota che gira e non perdona gli errori. Recuperare in corsa diventa complicato».

Speranza di risalita

Nonostante le difficoltà, Perinetti crede nel potenziale dello Spezia. «La squadra ha le caratteristiche giuste e gioca in una piazza importante», ha aggiunto, lasciando aperta la possibilità di una ripresa nel prossimo futuro.

Leandro Rinaudo e il percorso dirigenziale

Sull’ipotesi dell’arrivo di Leandro Rinaudo allo Spezia, Perinetti si è mostrato prudente. «Ha fatto bene anche la scorsa stagione a Mantova. Con me al Palermo era un mio giocatore e poi ha intrapreso la carriera da dirigente, arrivando anche alla Cremonese», ha spiegato, senza sbilanciarsi troppo sulla trattativa.

Quasi dirigente dello Spezia

Perinetti ha raccontato come, nell’estate del 2017, fosse vicino a entrare nello Spezia. «Ero a Venezia, con Rinaudo al mio fianco – ricorda – un dirigente ligure, Luigi Micheli, venne a Milano per convincermi a trasferirmi a La Spezia. Tentativo riuscito, ma ero ancora sotto contratto con Venezia. Chiesi un incontro con Tacopina, allora presidente, ma non venne rilasciato il mio contratto e la trattativa si fermò».

L’eredità lasciata a Rinaudo

Conclude raccontando il passaggio di testimone a Rinaudo: «Quando lasciai Venezia, Rinaudo avrebbe comunque preso il mio posto se fossi riuscito ad andare allo Spezia. Parlai anche con Volpi, ma l’operazione si spense velocemente».

Redazione

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