Il processo per l’aggressione alla polizia avvenuta il 6 aprile scorso, dopo il derby di Carrara, sta prendendo una piega decisiva. Tre ultras dello Spezia, Alessandro Sciamanna, Gianmarco Plicanti e Thomas Ryan Comiti, rispettivamente di 25, 23 e 26 anni, sono stati sottoposti a giudizio immediato, come deciso dalla Procura e dalla giudice Tiziana Lottini. A riportare la notizia oggi è il collega Gian Paolo Battini sulle colonne de Il Secolo XIX.
I tre, attualmente agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, sono accusati di aver partecipato attivamente all’aggressione nei confronti delle forze dell’ordine presso il Centro Sportivo “Bruno Ferdeghini“, subito dopo la sconfitta della squadra spezzina nel derby di Carrara. La P. M. Maria Pia Simonetti aveva richiesto e ottenuto il giudizio immediato, che salta l’udienza preliminare, fissando il processo per il 15 luglio prossimo.
Il violento attacco alla Polizia
Secondo le indagini condotte dalla Digos sotto la guida del commissario capo Edoardo Bruno, i tre ultras sarebbero stati i protagonisti di un’aggressione violenta nei confronti della polizia. Il fatto è avvenuto quando il pullman dello Spezia è arrivato al centro sportivo Ferdeghini. Durante l’attacco, ben dieci poliziotti sono rimasti feriti, tra cui nove agenti del VI reparto mobile di Genova e un sostituto commissario della Digos spezzina, che ha riportato la frattura di un ginocchio. I tre ultras avrebbero lanciato contro le forze dell’ordine una vasta gamma di oggetti, tra cui pietre, bottiglie di vetro, spranghe di ferro, bastoni di legno, sostegni di ponteggi edili, bulloni e perfino materiale esplosivo come fumogeni.
Accuse e Motivi dell’Attacco
Le accuse contro i tre ultras sono gravi. Oltre a resistenza a pubblico ufficiale aggravata, i tre sono accusati di lesioni aggravate, utilizzo di oggetti pericolosi in occasione di manifestazioni sportive, e travisamento. L’ultimo reato non riguarda Sciamanna, che ha agito a volto scoperto, mentre Plicanti e Comiti sono accusati di aver agito travisati. Secondo gli investigatori, i tre ultras sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno documentato in modo chiaro la loro partecipazione all’aggressione.
Tentativi di arresto e nuovi sviluppi
Nonostante i tentativi di arresto immediato, i tre accusati non furono arrestati il 8 aprile, quando la Polizia aveva cercato di eseguire gli arresti differiti. A causa dell’assenza dei sospettati nelle loro abitazioni, solo Maurizio Benedetti e Filippo Repetto, altri due ultras, furono posti agli arresti domiciliari per aver partecipato all’incitamento, ma non come esecutori materiali. Benedetti e Repetto, infatti, non sono accusati di aver aggredito i poliziotti, ma di aver incitato gli altri tifosi.
I tre ultras coinvolti nel processo attualmente sono assistiti da avvocati di diverse città: Sciamanna è difeso da Cesare Bruzzi Alieti, mentre Plicanti e Comiti sono rappresentati dagli avvocati Fabio Sommovigo e Lorenzo Contucci.
Con il processo fissato per il 15 luglio, si spera che il caso porti a una conclusione giuridica che contribuisca a contrastare la violenza nel calcio e a garantire la sicurezza delle forze dell’ordine durante gli eventi sportivi. Il caso ha avuto una risonanza non solo alla Spezia, ma in tutta Italia, come un segnale che le istituzioni.
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I nomi potevate evitare di farli !!!
Che schifo di articolo. Poteva pure scrivere il numero di scarpe sto imbecille
E i nomi rigorosamente in grassetto …sia mai qualcuno non avesse letto bene😡….
Missà che dobbiamo cambiare slogan, da “estate 2026 caccia ai giocatori” a “estate 2026 caccia a determinati giornalisti”
🤮 📰
Cosa ti aspetti da un giornalista dc
Nulla resterà impunito
Sei veramente…da sempre…il piu scemo di Spezia
Finisci le frasi cervellone che capire quello che scrivi è dura che se era altro stampo di gente non ti esprimevi
Che schifo di giornalismo