Dopo mister Luca D’Angelo anche il direttore sportivo Stefano Melissano va verso la rescissione del contratto che lo legava ancora per una stagione al Club di via Melara.
LA CARRIERA NELLO SPEZIA
Arrivò allo Spezia in Serie A come collaboratore di Meluso direttamente dal Lecce. Dopo la salvezza partì alla volta di Firenze con Vincenzo Italiano per poi tornare, come vi anticipammo con una nostra esclusiva il 7 luglio del 2022, con Riccardo Pecini nel ruolo di direttore sportivo dopo che i Platek bocciarono al D.t. l’arrivo di Carlo Osti, oggi al Palermo, come diesse.
All’inizio era il braccio “sinistro” di Pecini (il destro era Mattia Biso, Ndr), poi il “destro” di Macìa. Al licenziamento del dirigente spagnolo, che ha fatto più disastri che qualunque altro dirigente si ricordi in seno al sodalizio di via Melara, divenne il Direttore Sportivo a tutti gli effetti dello Spezia.
I TENTATIVI DI COPRIRE LE FALLE
Con i buchi a bilancio creati da Macìa, con le sue operazioni assurde e i suoi ingaggi “monstre” ai giocatori, si batte nel tentativo di non fare affondare la barca che va verso il fallimento societario. Opera in situazioni difficilissime con i Platek che vogliono cedere e chiudono tutti i cordoni della borsa puntando solo su cessioni con cui fare cassa, l’arrivo di Francis che molla dopo due mesi per motivi di salute, fino all’arrivo di Roberts con un buco a bilancio di oltre 40 milioni di euro.
A lui si deve l’arrivo di Kouda dall’AZ Picerno per 350.000 € e poi rivenduto al Parma per poco più di 4 milioni. Una cessione che permette allo Spezia di restare a galla nell’anno che avrebbe potuto riconsegnare la Serie A alle Aquile. Importante anche l’operazione Nikolaou al Palermo per soldi più Soleri e Aurelio. Insomma cerca di ingegnarsi con quello che (non) gli mettono a disposizione e all’inizio va anche molto bene.
Certo sono stati fatti anche errori di valutazione importanti all’inizio di questa stagione, e va a pagare i risultati di un anno veramente disastroso. Molti tifosi che lo inneggiavano nell’anno della quasi Serie A ora non lo vorrebbero vedere neanche più in cartolina, ma ogni giudizio va sempre dato di testa e non “di pancia“. Ogni giudizio deve essere dato sull’operato complessivo e sulle condizioni in cui quell’operato è stato dovuto mettere in atto.
LO SCONTRO
Come ricorda il collega Armando Napoletano su Il Secolo XIX in questa stagione provò, al cambio di D’Angelo, a portare prima Pagliuca e poi Modesto (poi salvatosi brillantemente sulla panchina del Mantova, Ndr) a Spezia. Stillitano scelse l’amico Donadoni. Tra il D.s. e il tecnico di Bergamo ci furono anche scontri come il confronto durissimo post trasferta in casa della Juve Stabia con Donadoni che impose il divieto di farlo salire sull’autobus con il resto della squadra.
Per chi lo conosce personalmente come chi scrive sa che per lo Spezia e la situazione di questa stagione non dormiva la notte e ha provato in tutti i modi a invertire la rotta per quelle che erano le sue possibilità. Non ci è riuscito ed è giusto che paghi di sua tasca, ma sicuramente l’ultima stagione non cancella quanto di buono fatto in precedenza. In bocca al lupo per il futuro Stefano.
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Era…ora!
Poverino, non dormiva alla notte, sto cesso a pedali, via da Spezia, sparisci, raus
Non andare via…vhiama.donadoni ecc..
Era l’ora con 68 milioni di euro investiti se ero il presidente gli chiedevo i danni ma stiamo scherzando davvero ha fatto bene volpi a scappare gli hanno fatto anche le orecchie🤐
Dopo quello che ha fatto a gennaio siamo ancora qui a parlarne?
Dai su .. fuori dalle balle ,via
💪🏻💪🏻🦅🦅❤️❤️
Si facciamolo anche santo, questa sciagura di DS. Vorra’ anche dei soldi per rescindere..
un incapace! primo responsabile di due retrocessioni
Lui e il direttore delle giovanili sono complici della rovina devono pulire tutto del vecchio e peggio di melisano Spezia Calcio
Si, teniamolo ancora un anno che così ci porta un D
A casa