Andrea Gervasoni, ex arbitro, è arrivato nella mattina del 30 aprile presso la Caserma “Silvio Novembre” di Milano, accompagnato dal suo avvocato, per partecipare a un interrogatorio volto a chiarire la sua posizione in merito all’indagine in corso. Dopo un’intensa sessione durata quattro ore con il pubblico ministero Maurizio Ascione, Gervasoni ha affermato di aver risposto con tranquillità a tutte le domande, confermando la sua fiducia nella giustizia: «Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango in attesa. Ho fornito tutte le risposte necessarie e spiegato la mia posizione con serenità».
Le accuse su Salernitana-Modena
Le indagini si concentrano su un’intercettazione che suggerisce una possibile interferenza di Gervasoni nella sala Var durante la partita Salernitana-Modena del 2025. L’accusa implica che l’ex arbitro abbia cercato di influenzare la decisione di assegnare un rigore, successivamente annullato.
Gervasoni, tuttavia, ha fermamente negato ogni accusa, chiarendo di non aver avuto alcun ruolo nel modificare la decisione sull’episodio del rigore.
La difesa e il chiarimento sulla sala Var
Nel corso dell’interrogatorio, l’avvocato Michele Ducci ha confermato che Gervasoni non era presente nella sala Var della Serie B durante Salernitana-Modena. L’ex arbitro era infatti impegnato come VAR per la Serie A in un’altra sede. Ducci ha aggiunto: «Non c’è stato alcun intervento, nemmeno in occasione della partita Inter-Roma. La decisione su quella gara è stata presa in pochi secondi e non c’era tempo per alcuna pressione».
Il caso degli arbitri “graditi”
Un altro aspetto emerso durante le indagini riguarda le presunte riunioni a San Siro nel 2025, in cui si sarebbe discusso della selezione di arbitri “graditi“. Tuttavia, Gervasoni ha escluso il suo coinvolgimento in questa vicenda. Il suo legale ha sottolineato: «Non siamo Rocchi e non è questo il nostro caso. Non abbiamo mai discusso di queste riunioni durante l’interrogatorio».
Rocchi non si presenta all’interrogatorio
Un altro protagonista coinvolto nel caso è l’ex designatore degli arbitri, Rocchi. Nonostante le aspettative, Rocchi ha scelto di non presentarsi all’interrogatorio. Il PM Ascione ha spiegato che, su consiglio del suo avvocato, Rocchi ha ritenuto di non rispondere alle domande, poiché non aveva ancora accesso al fascicolo delle indagini preliminari. Questa scelta è stata giustificata con l’impossibilità di difendersi in modo adeguato. Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
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