Abodi: “Vogliamo garantire un numero maggiore di italiani in campo”

Il Ministro dello Sport si esprime sulla necessità di un cambiamento nel modello calcistico e propone misure per valorizzare i giovani italiani

Nel corso della trasmissione Cinque Minuti condotta da Bruno Vespa, il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha rilasciato dichiarazioni significative sul futuro del calcio italiano. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di ridurre la presenza di giocatori stranieri nelle squadre italiane, Abodi ha chiarito la sua posizione, facendo riferimento anche alla situazione del Como, citato direttamente dal conduttore.

La necessità di un cambio radicale

La risposta è semplice: è proprio quello che vogliamo fare“, ha affermato Abodi, sottolineando la volontà di promuovere un cambiamento sostanziale nel calcio italiano. Secondo il Ministro, non basta un semplice cambio ai vertici della FIGC: è necessario intervenire su un intero modello che, a suo avviso, ha fallito nel garantire qualificazioni alle competizioni internazionali e nell’esprimere adeguatamente il talento dei giocatori italiani, in particolare dei più giovani.

“Questo ‘modello’ non riesce più a far esprimere il talento italiano, soprattutto quello giovanile. Lo facciamo fino all’Under 19: già l’Under 21 non si qualifica alle Olimpiadi da 4 edizioni. La Primavera dovrebbe essere la fabbrica dei nostri talenti, invece c’è chi ha vinto il campionato senza neanche un italiano. Io credo che, con l’aiuto dell’Europa, il numero di italiani in campo possa essere garantito.”, ha ribadito Abodi.

I giovani e la Primavera: la priorità

Abodi ha evidenziato come il settore giovanile, in particolare la Primavera, dovrebbe essere il fulcro della formazione dei talenti italiani. Tuttavia, ha osservato con preoccupazione che alcune squadre hanno vinto il campionato senza avere nemmeno un giocatore italiano tra i protagonisti. “Questo è un problema che va affrontato“, ha dichiarato, ribadendo l’importanza di una riforma che possa garantire maggior spazio agli atleti nostrani.

Proposte e soluzioni per il futuro

Il Ministro ha poi parlato della necessità di coinvolgere l’Europa in questo processo di cambiamento, proponendo soluzioni che possano assicurare un numero minimo di italiani in campo. “L’auspicio è che si giunga presto a una decisione“, ha aggiunto, riferendosi al cambiamento ai vertici della FIGC. Inoltre, ha suggerito l’opportunità di ridurre il numero di squadre in Serie A per migliorare la qualità e la competitività del campionato, una proposta che potrebbe portare a un miglioramento complessivo del sistema calcistico nazionale.

Un periodo di riflessione e responsabilità

Abodi ha concluso con una riflessione sulla necessità di un periodo di “decantazione commissariale“, un passaggio che dovrà essere sancito dal CONI, senza interferenze politiche. Durante questa fase, il Ministro spera che le varie componenti del sistema calcistico possano collaborare per trovare soluzioni condivise e pragmatiche. “Il Consiglio federale dovrà fare un esame di coscienza perché il presidente ha preso il 98% dei consensi. L’assunzione di responsabilità è comune“, ha affermato, evidenziando come, nonostante il consenso praticamente unanime ricevuto dal presidente della FIGC, sia giunto il momento di assumersi responsabilità collettive per il bene del calcio italiano.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Il debutto in Champions regala una notte storica: i lombardi travolgono il Lipsia 4-1, i...
I bianchi hanno quasi sempre raccolto punti nelle gare interne con i labronici....
I sostenitori spezzini erano già stati fermati in occasione della prima di campionato con il...

Altre notizie