In un approfondimento pubblicato oggi sulle pagine de Il Secolo XIX, a firma di Armando Napoletano, emerge una curiosa e significativa analisi statistica riguardo a due allenatori dello Spezia: l’attuale tecnico Luca D’Angelo, appena rientrato sulla panchina aquilotta, e l’allenatore Vincenzo Italiano.
Quest’ultimo, che ha guidato la squadra alla promozione in Serie A, ha ora un solo punto di vantaggio sul tecnico abruzzese, che ha portato lo Spezia a una salvezza e una finale playoff. Nonostante le differenze nei traguardi, i numeri indicano una performance molto simile.
Le statistiche di Vincenzo Italiano
Vincenzo Italiano ha allenato lo Spezia dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2021 per 730 giorni, ottenendo 118 punti in 86 partite. La sua media punti è di 1,37 a partita, che rappresenta il valore più basso rispetto alle sue esperienze precedenti, nonostante la storica promozione in Serie A e una salvezza. In quelle 86 partite, Italiano ha collezionato 32 vittorie, 22 pareggi e altrettante sconfitte, una performance che si è conclusa con la partenza per Firenze.
D’Angelo: numeri simili, media più alta
Luca D’Angelo, che ha preso il timone dello Spezia nel novembre 2023, sta percorrendo un cammino altrettanto positivo, seppur con meno partite sulle spalle. Fino ad oggi, ha allenato i “bianchi” in 81 partite, raccogliendo 117 punti, con una media di 1,44 punti a partita, superiore a quella di Italiano. La sua squadra ha totalizzato 29 vittorie, 30 pareggi e 22 sconfitte, con un equilibrio tra successi e pareggi. Nonostante la sua esperienza più recente, D’Angelo si avvicina a un traguardo significativo, mancando solo un punto per superare il suo predecessore.
Il caso di Mandorlini e Soda: storie diverse, ma grandi numeri
I dati relativi a Andrea Mandorlini e Antonio Soda sono però influenzati dalle lunghe permanenze alla guida dello Spezia e dalla competizione in categorie inferiori. Mandorlini, attuale allenatore del Ravenna, ha guidato lo Spezia dal 1999 al 2002, ottenendo 202 punti in 106 partite, con una media di 1,90 punti a partita. La sua carriera con le Aquile è legata soprattutto alle stagioni in Serie C1 e Serie C2, dove ha raggiunto ottimi risultati, tra cui una stagione da imbattuto in C2 nel 1999-2000.
Antonio Soda, dal canto suo, ha allenato lo Spezia per oltre 1.000 giorni, dal 2004 al 2007, raccogliendo 149 punti in 125 partite, con una media di 1,1 punti a partita ottenendo una promozione in Serie B che in città si attendeva da ben 55 anni e successivamente l’incredibile permanenza nel torneo cadetto ottenuta con la vittoria ai Playout contro l’Hellas Verona.
Il confronto tra i tecnici: punti di forza e demeriti
La differenza tra i vari allenatori dello Spezia sta nella durata delle loro esperienze e nei campionati in cui hanno militato. Se da un lato D’Angelo e Italiano possono essere considerati i tecnici più produttivi, Mandorlini e Soda hanno avuto successi in categorie inferiori, ma con periodi più lunghi e una maggiore stabilità. Se D’Angelo avesse vinto la finale playoff, il suo confronto con Italiano sarebbe stato ancora più equilibrato. Resta comunque un dato evidente: il lavoro di tutti questi allenatori ha contribuito a costruire la storia recente dello Spezia.
Conclusioni: un altro capitolo della storia dello Spezia
In conclusione, il confronto tra i vari allenatori evidenzia come la storia dello Spezia sia segnata da figure che hanno portato il club a traguardi significativi, anche se con modalità diverse. Luca D’Angelo e Vincenzo Italiano, pur con storie differenti, sono vicini nelle statistiche, ma il loro impatto sulla squadra è stato altrettanto determinante. Il calcio, come si vede, è fatto di numeri, ma anche di passioni, risultati e sfide.
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Calabro a pasquetta ti farà vedere veramente come si gioca a calcio
Un po come Gori e chicizola uno gioca in C e l’altro lotta x andare in A
la piccola differenza è che uno la serie A l’ha conquistata l’altro gettata nel cesso!