Alessi: “Spezia e Reggiana è la mia partita: una sfida da tripla! Nuovo Picco? Stessa bolgia!”

L'ex N°10 che ha legato la sua carriera a Spezia e Reggiana si prepara alla partita salvezza di sabato tra passato e presente

In un calcio che ha messo da parte i veri numeri dieci, quei trequartisti che giocavano dietro le due punte o in appoggio a un centravanti, quelli che da soli valevano spesso il prezzo del biglietto per le giocate che riuscivano a regalare al pubblico Giuseppe Alessi, nel calcio attuale, sarebbe stato una sorta di “mosca bianca” al pari di Kenan Yildiz e Nico Paz, gli ultimi due veri N°10 rimasti in Serie A.

Alessi è stato un grandissimo protagonista in maglia bianca per poi proseguire la sua carriera alla Reggiana. Cuore diviso a metà per lui nella sfida salvezza di sabato prossimo al ‘Picco‘ tra le Aquile e gli emiliani. In maglia bianca il classe ’77 di Torino arrivò dal Napoli nella stagione 2002/2003 e restò fino al 2006/2007. Fu uno dei giocatori che sotto la guida di Antonio Soda riportò il Club di via Melara in Serie B dopo un’astinenza di ben 55 anni e contribuì alla salvezza ai playout contro il Verona totalizzando complessivamente 127 presenze con 14 gol e 8 assist. Nel suo palmares la vittoria del campionato di Serie C e della Supercoppa di Serie C.

In seguito scese in Serie C2 per vestire la maglia della Reggiana ottenendo subito la promozione in Serie C1. In granata l’esperienza più lunga in carriera totalizzando 212 presenze con 49 gol e 31 assist a suo attivo.

UN CUORE DIVISO TRA DUE CITTA’ E UNA SFIDA DA TRIPLA

Oggi l’ex trequartista è intervenuto sulle pagine de Il Secolo XIX rispondendo alle domande del collega Max Guerra per Il Secolo XIX. E l’apertura della cacchierata dice molto sulla sua carriera: “Per me è davvero difficile tifare per lo Spezia o per la Reggiana, perché ho dato tanto per entrambe le maglie e ho lasciato una parte del mio cuore in entrambe le città.

Alessi ha poi analizzato il prossimo incontro, sottolineando l’importanza della gara per entrambe le squadre. “Sarà una partita che può concludersi in ogni modo. Mi aspetto un incontro molto combattuto, dove ogni punto sarà fondamentale, perché entrambe le squadre lottano per la salvezza“, ha affermato l’ex calciatore.

NUOVO PICCO, STESSA BOLGIA

Riguardo al ruolo del pubblico aquilotto, Alessi ha commentato il fattore ‘Picco. “Ho visto il nuovo stadio solo in televisione, ma posso confermare che l’atmosfera è rimasta la stessa di quando ci giocavo io: una vera e propria bolgia. Spezia e Reggiana sono entrambe piazze appassionate, che vivono intensamente il calcio.

PANCHINE BOLLENTI

Entrambe le formazioni durante la stagione hanno cambiato tecnico. In casa aquilotta Donadoni ha sostituito D’Angelo, mentre a Reggio Emilia è toccato a Rubinacci prendere il posto di Dionigi che la scorsa annata aveva sostituito in corso d’opera Viali.

Alessi ha osservato: “Nel calcio, gli allenatori sono sempre i primi a rispondere se i risultati non arrivano. Ho avuto modo di conoscere sia Viali che D’Angelo, due allenatori con idee ben chiare. Donadoni, invece, porta con sé una grande esperienza, anche se i risultati al momento non sono stati all’altezza delle aspettative.

PORTANOVA PERICOLO PRINCIPALE PER LE AQUILE

Parlando delle formazioni in campo, Alessi ha evidenziato la pericolosità di alcuni giocatori della Reggiana. “Portanova, Girma e Gondo sono tre attaccanti temibili, ma tra loro credo che Portanova sia il più insidioso per lo Spezia. È un giocatore capace di inserirsi con intelligenza, ha un buon tiro e sa farsi trovare smarcato. Per la Reggiana, lui è l’uomo in più.

IL N°10: COME E’ CAMBIATO NEL CORSO DELLE STAGIONI

Alessi ha riflettuto sul cambiamento del ruolo del trequartista nel calcio moderno. “Il ruolo del numero 10 è cambiato moltissimo. Non è più solo un creatore di assist per le punte, ma un uomo squadra, che deve anche contribuire in fase difensiva. Oggi, un numero 10 come quello che ho visto allo Spezia, Salvatore Esposito, è un playmaker, ma anche un ottimo incontrista.

SPEZIA Vs. REGGIANA: UNA RIVALITA’ STORICA

Un altro tema caldo della conversazione è stata la storica rivalità tra le due squadre, che risale alle accese sfide in Serie C. Alessi ha ricordato: “Nonostante non sia più un ragazzino, giocavo già al Mapei con la Reggiana. Al Mirabello, come al Picco, i tifosi erano molto vicini al campo e creavano un’atmosfera unica. Sono molto legato al Mirabello, tanto che lì c’è ancora una mia gigantografia, come uno dei giocatori più significativi nella storia del club.

IL VENTENNALE DEI RAGAZZI DEL 2006: TUTTO PRONTO PER RITROVARSI ALLA SPEZIA

Riguardo al suo possibile ritorno al Picco, Alessi ha detto: “Non mi perdo quasi mai una partita, sia dello Spezia che della Reggiana. Quest’anno si celebrano i 20 anni dalla promozione storica del 2006, e nel nostro gruppo su WhatsApp stiamo già organizzando i preparativi per ritrovarci a Spezia.

IL LAVORO CON I GIOVANI

Attualmente, Alessi non è più coinvolto nel calcio come allenatore, ma continua a lavorare con i giovani. “Ho aperto una scuola calcio individuale, dove alleno ragazzi nati tra il 2009 e il 2019. Insegno loro le basi del calcio e cerco di far emergere i loro talenti“, ha dichiarato.

IL TALENTO PIU’ SPLENDENTE DEGLI ULTIMI ANNI: PIO ESPOSITO

Infine, Alessi ha parlato di uno dei suoi ragazzi più promettenti. “Ho diversi giovani talenti, ma uno come Pio Esposito è davvero raro. È un giocatore che non capita tutti i giorni.

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