L’ex arbitro Scatena: “Sul contatto su Cangiano non vedo gli estremi per il rigore”

L’ex Direttore di Gara analizza gli episodi chiave di Spezia-Pescara: dal contatto in area al presunto tocco di mano nel finale, ecco la sua lettura tecnica

La vittoria dello Spezia per 2-1 contro il Pescara, maturata allo stadio “Alberto Picco”, ha acceso il dibattito su due episodi arbitrali fortemente contestati dalla formazione abruzzese avvenuti nell’area di rigore aquilotta. Le decisioni prese durante il match sono finite sotto la lente d’ingrandimento nel corso della trasmissione televisiva “Dentro la Decisione”, in onda il lunedì sera su SportAbruzzo.

L’analisi di Gabriele Scatena

A intervenire è stato Gabriele Scatena, ex arbitro di Serie A (nella foto, Ndr) e Serie B, che ha fornito una valutazione tecnica sui momenti più discussi della gara.

Secondo l’ex direttore di gara, le scelte arbitrali adottate sul terreno di gioco risultano coerenti con il regolamento e con l’interpretazione attuale delle situazioni di gioco.

Il contatto su Cangiano

Uno degli episodi più contestati riguarda il contatto in area che ha visto protagonista Cangiano. Su questo punto, Scatena è stato chiarissimo: a suo giudizio non sussistono le condizioni per concedere il calcio di rigore.

Non ravviso né una spinta evidente né un intervento da sgambetto – ha spiegato –. A mio avviso, la decisione assunta sul campo, ovvero quella di lasciar proseguire l’azione con il ‘play on’, è corretta”.

Secondo l’ex arbitro, Wisniewski non compie un’azione irregolare: il contatto c’è, ma non è tale da giustificare una caduta così evidente né tantomeno l’assegnazione di un penalty.

Il presunto tocco di mano di Comotto

Altro episodio finito al centro delle polemiche è quello avvenuto nei minuti di recupero, quando Comotto è stato coinvolto in un presunto tocco di mano all’interno dell’area di rigore. Anche in questo caso, Scatena ha escluso l’irregolarità.

“Il movimento del braccio del difendente è assolutamente naturale – ha sottolineato –. Prima ancora dell’impatto con il pallone, il calciatore dello Spezia ha già il braccio in una posizione larga, ma non innaturale”.

Un aspetto determinante, secondo l’ex fischietto, è la distanza molto ridotta tra l’attaccante del Pescara e il difensore, elemento che rende inevitabile il contatto con il pallone. Per questo motivo, la soluzione più appropriata resta ancora una volta il “play on.

Una direzione di gara coerente

Nel complesso, l’analisi di Scatena porta a una conclusione netta: le decisioni arbitrali contestate rientrano in una gestione coerente della gara, senza errori evidenti tali da condizionare il risultato finale. Un punto di vista tecnico che, pur non placando le polemiche, offre una chiave di lettura basata sul regolamento e sulla corretta interpretazione arbitrale come già rilevato dalla Redazione di CalcioSpezia con la consueta moviola sulla direzione dell’arbitro Zanotti.

Redazione

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2 Commenti
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Fabrizio
8 mesi fa

Il giocatore FRANATO su Caligara che cos’è? Siate professionali nelle valutazioni, cortesemente…

Commento da Facebook
8 mesi fa

Wisniewski è davanti al giocatore del Pescara non può essere fallo

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