Il fortino “sintetico” della Virtus Entella

Nello stadio di Chiavari i "Diavoli Neri" hanno conquistato 13 dei loro attuali 15 punti in classifica. La particolarità è il terreno sintetico, proprio come il "Partenio" di Avellino

Focalizzandoci sulla trasferta di Chiavari di lunedì sera contro la Virtus Entella la cosa fondamentale da fare è levarsi dalla testa il fatto che la squadra di Chiappella sia una neo promossa.

MURA AMICHE COME UN FORTINO

I “Diavoli Neri” hanno dimostrato di essere squadra ostica per tutti, soprattutto tra le mura amiche. Infatti 13 dei 15 punti finora conquistati sono arrivati allo stadio “Enrico Sannazzari frutto di tre vittorie e quattro pareggi.

In casa dei biancocelesti, per esempio, è caduto l’Empoli e il Palermo non ha strappato più di un pareggio impattando l’iniziale vantaggio dei padroni di casa. Gli altri risultati sono una vittoria sul Mantova, il tris rifilato alla Sampdoria in un altro derby ligure e i pareggi con Bari e Pescara.

Il terreno di gioco è intitolato a Enrico Sannazzari, primo storico capitano dell’Entella, mentre il settore dei tifosi di casa, la gradinata sud, è intitolata a Ermes Nadalin, difensore primatista di presenze in biancoceleste scomparso all’età di 77 anni. Il terreno da gioco dello stadio misura 105 metri in lunghezza e 65 metri in larghezza e dal 2006 è in totalmente in erba sintetica con il manto che è stato rinnovato nel 2017. Una particolarità da tenere conto sia per quanto riguarda i problemi muscolari di cui soffrono molti aquilotti, sia per la velocità maggiore e i rimbalzi del pallone che differiscono da un terreno in erba naturale

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