Doppio ex molto stimato da entrambe le piazze, Jacopo Sala ha raccontato le proprie sensazioni ai microfoni de Il Secolo XIX, rispondendo alle domande di Max Guerra. L’ex centrocampista, oggi collaboratore tecnico della Vis Pesaro in Serie C, ha chiarito sin da subito il suo punto di vista: «Spezia e Sampdoria? Due squadre che dovrebbero battersi per ben altri traguardi rispetto alla salvezza in Serie B».
Sala ha vissuto quasi quattro stagioni in blucerchiato nell’era Ferrero e gran parte dei tre anni dello Spezia in Serie A, un’esperienza sportiva che gli è rimasta fortemente impressa.
Il ricordo del Picco tra legami e rimpianti
Parlando del suo periodo in maglia bianca, Sala ha sottolineato quanto quella parentesi gli abbia lasciato: «Tanti amici ma altrettanto rammarico».
Il motivo principale, spiega l’ex calciatore, affonda le radici in una stagione che stava prendendo una piega positiva: «Avevamo 8 punti di vantaggio sulla terzultima prima che mister Gotti venisse esonerato da Macia. Ci saremmo meritati la salvezza». Poi la beffa: «Fummo costretti allo spareggio contro il Verona, unico anno in cui venne applicato: senza quello saremmo stati salvi per gli scontri diretti».
L’eredità blucerchiata: un pezzo di cuore
Del suo percorso alla Sampdoria conserva ricordi altrettanto intensi: «Un pezzo di cuore, sempre in Serie A con Giampaolo e Ferrero, che allora era criticato nonostante la società funzionasse».
E non mancano le memorie legate ai compagni di squadra: «Ho giocato con Skriniar, Muriel, Zapata, Quagliarella e altri giocatori incredibili». Un periodo sportivo che, per Sala, ha lasciato un marchio indelebile.
La sfida di domenica e le aspettative tradite
Sulla gara imminente tra Spezia e Sampdoria ha spiegato che non sarà al Picco, ma che continua a seguire entrambe: «Dovrebbero affrontarsi per obiettivi diversi e con una classifica migliore».
Quando gli viene chiesto chi lo abbia deluso di più, Sala mantiene l’equilibrio: «Le Aquile erano attese da una stagione importante, ma il calcio è imprevedibile: servono compattezza e unità, dal presidente al magazziniere».
Effetto dei nuovi tecnici e tema tifoseria
Non sfugge il tema dei cambi in panchina: «Dopo la vittoria a Marassi contro la Juve Stabia, la Samp arriverà con più entusiasmo. Lo Spezia dovrà tirar fuori l’orgoglio».
Sulla protesta dei tifosi blucerchiati contro la fidelizzazione, Sala aggiunge: «Conosco quanto entrambe le tifoserie tengano alla maglia. Avere dietro i ventimila della Sud o i quattromila della Ferrovia dà sempre brividi».
Donadoni e il valore del Gruppo
Interpellato su Donadoni, il parere è netto: «Il suo curriculum parla da solo, ha tutta l’esperienza per far uscire la squadra da questa situazione». Pur riconoscendo le partenze pesanti, Sala evidenzia un fattore decisivo: «I leader dello spogliatoio sono rimasti e possono aiutare i più giovani a integrarsi».
La retrocessione e le responsabilità
Tornando sull’ultima stagione in A dello Spezia, Sala non si nasconde: «Non è stata solo colpa del regolamento. Abbiamo perso punti importanti, come a Empoli dove vincevamo fino al 94’».
L’elemento di forza, però, non è mai mancato: «Il gruppo era solido, con Thiago Motta ci compattammo ancora di più nonostante il mercato bloccato, e le quattro vittorie consecutive tra gennaio e febbraio ci regalarono una salvezza inattesa».
Tre anni intensi e la speranza di rivedere lo Spezia in alto
Nonostante l’amarezza finale, Sala conserva un forte legame con la città: «Mi sento spesso con Ferretti, Bandinelli e Hristov. Sono stati tre anni davvero belli in A». Un augurio, infine, alle Aquile: «Spero possano risalire velocemente, non solo in B».



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Meritano di essere dice sono perché sono tutti mercenari. Punto
in serie D sicuramente