Colombo: «Il mio cuore batterà per le Aquile, sempre»

Corrado Colombo, doppio ex del derby ligure, analizza la sfida del Picco e le difficoltà dello Spezia alla vigilia di una gara decisiva.

Con una carriera segnata da una promozione in A con la Sampdoria, una salvezza memorabile in Serie B con lo Spezia e la fascia da capitano delle Aquile in Serie C, Corrado Colombo conosce bene le emozioni dei due club liguri.

Ai microfoni de La Nazione, rispondendo alle domande del collega Fabio Bernardini, l’ex centravanti non ha dubbi: «Per chi batterà il mio cuore nel derby del ‘Picco’ di domenica? Ovviamente batterà per le Aquile, e lo farà sempre!». Un legame profondo che rende questo derby particolarmente significativo per lui.

Ultima chiamata per lo Spezia

Colombo vede la sfida come un crocevia: «Sì, senza dubbio, i giocatori ne devono prendere atto. La Sampdoria ha vinto contro la Juve Stabia, ma ha comunque limiti evidenti, per cui lo Spezia dovrà cercare assolutamente il successo».

Sottolinea l’importanza del pubblico: «Le Aquile non hanno mai vinto al Picco, sicuramente il pubblico farà la sua parte… Bisogna portare a casa i tre punti, senza se e senza ma».

Le assenze e le opportunità

Lo Spezia arriva alla gara con diverse defezioni, ma Colombo non vede solo ostacoli: «Sarà la grande occasione per qualcuno di fare bene. Vlahovic, ad esempio, ha fatto un sacco di gol l’anno scorso, anche se per gli attaccanti non è mai facile quando le cose non vanno bene». Un invito ai giovani e alle seconde linee a cogliere il momento.

Il problema principale dei bianchi

Secondo Colombo, le difficoltà dello Spezia sono chiare: «Sicuramente la squadra ha criticità negli approcci mentali alle partite, ma vista la classifica evidentemente ci sono problemi anche di qualità».

Paragona il percorso dei bianchi a quello del Bari: «Gli Aquilotti sono ripartiti con il tarlo di aver perso la massima serie e non si sono più ripresi… Con il senno del poi la società avrebbe dovuto avere più coraggio cambiando l’allenatore e i giocatori». Aggiunge, poi, che alcuni limiti erano stati nascosti dall’entusiasmo nelle stagioni precedenti.

Ritmi troppo bassi

Sui problemi fisici, Colombo è diretto: «Se nel calcio attuale non c’è intensità è un problema. Conosco l’attuale preparatore atletico, è molto bravo, ma ci vuole tempo». Un monito legato alla modernità del gioco, che richiede velocità e aggressività.

Il giudizio su Donadoni

L’ex attaccante aquilotto parla del neo tecnico dello Spezia con grande stima: «Non è un tecnico che si rassegna, è un bergamasco, è diretto, sincero, con tanta voglia di lavorare. Sono certo che si sarà messo sotto per curare lo Spezia».

Ricorda la sua esperienza personale con Donadoni: «Io l’ho avuto a Livorno nel 2005, era un valore aggiunto… Donadoni è un allenatore molto equilibrato, non fa sceneggiate, è schietto e trasparente».

Sul fatto che Donadoni sia l’uomo giusto per risollevare lo Spezia in classifica Colombo mantiene cautela, pur nutrendo fiducia: «Ci sono troppe variabili in gioco per affermarlo con certezza. Me lo auguro per lo Spezia e per lui, i bianchi all’ultimo posto in Serie B non si possono proprio vedere».

Affida ai senatori un ruolo fondamentale: «Mi auguro che i veterani facciano capire la via per uscire da questa situazione. Donadoni è uomo di calcio, ha personalità e tanta esperienza da trasmettere. I ragazzi devono essere disposti ad ascoltarlo».

Redazione

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