Possanzini: «Incontrare Donadoni da allenatore mi emoziona!»

L'allenatore del Mantova racconta il suo legame con il mito dell’infanzia e analizza il momento della sua squadra in vista della sfida con lo Spezia.

Quasi sorpreso dall’emozione, Possanzini torna con la memoria ai giorni dei Mondiali durante la sua conferenza stampa pre Mantova-Spezia: «Da ragazzo osservavo Donadoni durante quelle partite e lo consideravo un campione straordinario, uno di quelli che ti restano impressi per eleganza e carattere. Ho in mente tanti momenti, dal Milan fino a Italia ’90, un Mondiale che per me ha rappresentato un pezzo importante della crescita. Anche se non riuscimmo a vincerlo, il mio cuore è rimasto lì». L’allenatore non nasconde la soddisfazione di ritrovarsi ora faccia a faccia con uno dei simboli della sua adolescenza: «È un vero piacere ritrovarlo da tecnico. Ha guidato squadre di alto livello e sarà bello confrontarsi con lui».

Una squadra che ha cambiato marcia

Possanzini, ora chiamato a sfidare chi per anni è stato il suo modello, prova a firmare un colpo con una squadra rivitalizzata dalle ultime due vittorie: «Chi vive il gruppo dall’interno percepisce dinamiche che dall’esterno non sempre emergono. Non c’è mai un abbattimento totale né un’euforia eccessiva per i risultati. È vero, mancava un po’ di sicurezza quando i punti non arrivavano, ma da qualche gara abbiamo modificato approccio». Poi aggiunge: «Abbiamo preso l’abitudine di interpretare ogni partita come se fosse l’ultima, e questo atteggiamento ci sta guidando».

Concentrazione sul proprio percorso

Pur evitando riferimenti diretti ai problemi dello Spezia, Possanzini non ignora il valore dell’avversario, pur diverso rispetto alla scorsa stagione. Il suo Mantova, un anno fa, aveva messo in difficoltà la squadra allora allenata da D’Angelo sia all’andata sia al ritorno. «Ciò che accade agli altri ci influenza relativamente anche se ovviamente studiamo a fondo gli avversari. Anche con qualche partenza importante, conosciamo bene la qualità di chi affronteremo. Ma la priorità resta il nostro cammino e ciò che dobbiamo consolidare».

La partita che può segnare la svolta

Arriva anche un’analisi sincera sull’avvio di stagione: «Non abbiamo cominciato nel modo migliore, questo è evidente. Poi ci siamo assestati e sappiamo che domenica troveremo una squadra scossa dal recente cambio in panchina, quindi con stimoli nuovi». Aggiunge però una nota di consapevolezza: «Dovremo essere lucidi e capire che molto dipenderà dal nostro atteggiamento, pur riconoscendo il valore dello Spezia. Stiamo lavorando su tanti dettagli e mi auguro che i primi risultati concreti possano già vedersi nella prossima gara».

La sosta e il recupero delle energie

Nel momento migliore, la pausa di campionato ha rischiato di frenare l’entusiasmo: «Sulla carta può sembrare che lo stop non ci abbia aiutati, considerando il periodo positivo, ma in realtà abbiamo sfruttato bene queste settimane». Una pausa utile anche a chi recupera dagli acciacchi: «Sono soddisfatto perché ritroviamo alcuni giocatori che avevano bisogno di tempo. Purtroppo Bragantini e Mantovani non saranno disponibili». Infine, una metafora che sintetizza lo stato attuale della squadra: «Ci stiamo curando, questo è certo, ma non possiamo dire di essere completamente guariti».

Redazione

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