Un altro grande doppio ex, oltre a Mirko Bruccini, di Mantova-Spezia è sicuramente Domenico “Mimmo” Di Carlo. L’ex allenatore aquilotto è intervenuto ai microfoni del collega Armando Napoletano sulle pagine odierne de Il Secolo XIX in vista della sfida del “Martelli” di domenica prossima e non può davvero mancare un ricordo di entrambe le esperienze: “A Mantova sfiorai la promozione in Serie A, mentre alla Spezia ho trovato tanti amici e riuscimmo anche a mantenere la categoria dopo una partenza davvero brutta, insomma un po’ quello che sta succedendo adesso.”
I RICORDI
Di Carlo arrivò a stagione in corso sulla panchina dello Spezia sostituendo Nenad Bjelica: “La squadra era forte, andava solamente nuovamente motivata.” A Mantova invece due promozione consecutive dalla Serie C2 alla Serie B fino ad arrivare a un passo dalla Serie A.
Sulle esperienze passate Di Carlo ricorda soprattutto gli episodi arbitrali che costarono al suo Mantova la promozione in Serie A ai Playoff favorendo il Torino: “«In entrambe le esperienze sono andato a un passo dal sogno, che si chiamava A per i virgiliani e B per le Aquile: in B perdemmo contro il Torino, ho rabbia ancora adesso per come vennero gestite dagli arbitri le sfide di andata e ritorno, una vergogna, ma al tempo non c’era Var e furono commessi errori che gridano ancora vendetta!“
Anche con lo Spezia l’attuale tecnico del Gubbio recrimina per alcuni errori arbitrali: “Al Picco invece sfumò la promozione contro il Trapani, anche in quel caso la direzione arbitrale giocò un peso decisivo.“
L’ATTUALITA’
Passando al campionato attuale sullo Spezia dice che: “Alla fine siamo sempre noi allenatori a pagare per la manca di risultati ed è quello che è successo alle Aquile. D’Angelo? Davvero un ottimo tecnico, ma la Serie B è strana: vince due gare e sei nei Playoff, ne perdi due e rischi di retrocedere.“
Quando gli si parla di problemi in spogliatoio per l’ex allenatore aquilotto Di Carlo è fermo e deciso nella sua valutazione: “Lo escludo, lo conosco e mi pare una cosa impossibile. Credo sia stato un problema di aspettative troppo alte dopo la scorsa staigone. Successe anche al Bari quando perse la finale Playoff contro il Cagliari: l’anno dopo si salvò ai Playout, spero che succeda la stessa cosa anche allo Spezia.“
A Mantova invece è stato esonerato il D.s. Botturi e confermato in panchina Possanzini: «Il Mantova ha rinnovato nove undicesimi, molto bravo Possanzini a dargli una precisa organizzazione di gioco, per combinazione con le dimissioni a fine ottobre di Christian Botturi sono arrivate due vittorie consecutive».
DONADONI
“Ci vorrà tempo per capire se Roberto sia la scelta giusta per le Aquile, ma di sicuro lo Spezia della ripresa giocata in inferiorità numerica contro il Bari mi ha impressionato in positivo” – afferma Di Carlo sul nuovo allenatore aquilotto – “Ogni mister deve lavorare a modo suo, deve essere bravo a risvegliare entusiasmo, orgoglio e attaccamento, anche perché il Picco chiede quello: sudore e impegno per la maglia, il resto viene dopo. La squadra deve tirare fuori una sua identità di gioco e ritrovare il coraggio e lo spirito di squadra che aveva l’anno scorso.“
I GIOVANI
Sulla rosa e sulla valorizzazione dei giovani mister Di Carlo ha una sua idea ben precisa: “Nel complesso la rosa è all’80% quella della scorsa stagione, certo manca un giocatore straordinario come Pio Esposito, ma lo Spezia si è sempre dimostrato abile a far crescere in casa i propri giovani.“
Su chi puntare allora? Di Carlo anche qui non ha peli sulla linga: “Su Vanja Vlahovic. Mi piaceva già tantissimo la scorsa stagione con l’Under23 dell’Atalanta. Possiede velocità e tecnica, ma ora allo Spezia deve prendere piena consapevolezza dei propri mezzi. E’ uno difficile da marcare: se prende fiducia può essere determinante.” – ma non è il solo giovane delle Aquile che piace a Di Carlo – “Ci sono anche Kouda, Candelari, Comotto e Fellipe Jack che mi sembrano ottimi prospetti. Sono giovani, hanno bisogno anche di sbagliare, vanno aspettati, ma sono sicuro che possano dare soddisfazione.“
Seguici su
Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Ma in campo passeggiavano, tutti andavano a velocità doppia della nostra, espulsioni da polli tipiche di chi è allenato male, e gol presi con giocatori posizionati anche bene ma fermi sulle gambe e non reattivi, il mister doveva andare prima per non complicarci di più
una situazione già molto difficile, comunque è stato il più amato di tutti, un giorno capiremo meglio cosa si è rotto.
La colpa secondo me è di un direttore sportivo e di una società che non hanno rimpiazzato degnamente i giocatori ceduti con altri che non hanno le stesse caratteristiche adatte al tipo di gioco di D’Angelo che sempre secondo me è un ottimo allenatore e lo ha dimostrato! Comunque sempre forza aquile 🦅🤍🖤
se non sai cambiare modulo e sai fare solo quello di chi sono le colpe