Pregnolato tra Mantova e Spezia: «È la mia partita del cuore»

L’ex centrocampista, protagonista negli anni ’80 e ’90 con entrambe le maglie, analizza il momento delle due squadre e il valore della sfida del “Martelli”.

L’attesa per Mantova–Spezia si colora di nostalgia e appartenenza grazie alle parole di Giuseppe Pregnolato, classe 1965, passato illustre di entrambe le società negli anni Ottanta e Novanta. Intervenuto ai microfoni di Fabio Bernardini su La Nazione, l’ex centrocampista ha raccontato il suo legame profondo con le due piazze, definendo la sfida di domenica una vera e propria “partita del cuore”.

Pregnolato non ha nascosto le sue emozioni, ammettendo che il suo affetto pende leggermente verso i colori spezzini: «Spero in un pareggio, ma l’ago dei sentimenti va un po’ più allo Spezia», ha confidato, aggiungendo il desiderio di tornare a vedere una gara al Picco, definito «uno spettacolo» per calore e atmosfera.

Il suo racconto sulla parentesi spezzina è impregnato di ricordi speciali. «Arrivai a Spezia a 23 anni, trovai un ambiente incredibile, con tifosi entusiasmanti fin dal ritiro di Comano», ha spiegato. Tra il 1988 e il 1991 collezionò 111 presenze in Serie C1, rimanendo legato soprattutto alla stagione 1988-89, che vide le Aquile a un passo dalla Serie B: «Era un gruppo fortissimo, con Tacchi, Spalletti, Ceccaroni, Mariano, e con Carpanesi in panchina. Ho vinto quattro campionati, ma quella stagione resta nella storia». Anche gli anni successivi, pur meno esaltanti, sono rimasti vivi nella sua memoria per il calore di un Picco costantemente gremito.

Terminata l’esperienza ligure, per Pregnolato si aprì un nuovo capitolo a Mantova, dove totalizzò 66 presenze e visse un’altra fase esaltante della carriera: «Anche lì anni bellissimi: stravincemmo la C2 e poi sfiorammo la Serie B».

Passando all’attualità, l’ex centrocampista ha dipinto un quadro lucido sul momento delle Aquile: «Lo Spezia sta ancora pagando lo stop ai play-off con la Cremonese. Le aspettative erano alte, le prime sconfitte hanno tolto entusiasmo. E l’addio di Pio Esposito si è sentito». Secondo Pregnolato, l’arrivo di Roberto Donadoni può rappresentare una svolta, a patto che la squadra ritrovi serenità e spinta: «Il Picco dovrà essere il dodicesimo uomo. Lo ha sempre fatto, soprattutto nelle difficoltà».

Sull’altra sponda, il Mantova sembra aver trovato nuovo slancio: «Vengono da due vittorie e hanno avuto il merito di confermare il tecnico nel momento delicato. Sono più abituati a lottare nelle zone basse, sanno che servono agonismo e attenzione».

Analizzando la sfida, Pregnolato invita alla prudenza: «La Serie B è lunga, parlare già di salvezza è presto. Servono punti per entrambe. Un successo darebbe fiducia al Mantova, mentre allo Spezia potrebbe bastare anche un pareggio, anche se tre punti peserebbero tantissimo». Ha poi sottolineato un aspetto determinante: «Il Mantova sta meglio psicologicamente, ma la sosta ha aiutato Donadoni a lavorare e dare fiducia al gruppo».

Secondo l’ex centrocampista, il match potrebbe offrire ritmi aperti: «Il Mantova gioca bene, ma concede. Lo Spezia andrà a giocarsela come contro l’Avellino», ricordando inoltre la massiccia presenza annunciata dei tifosi liguri: «Nei momenti difficili ci sono sempre».

Sul fronte individuale, Pregnolato si è espresso senza esitazioni: «Lapadula è l’uomo chiave dello Spezia, Mancuso quello del Mantova. Ma nelle squadre che lottano per salvarsi è il gruppo che deve fare la differenza».

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