Da retroguardia meno perforata della scorsa stagione a peggior difesa di questo inizio di torneo in Serie B il passo è stato breve, per non dire brevissimo: esattamente 142 giorni fa uno Spezia veramente incerottato, e in cui molti giocatori giocarono quella gara da infortunati, perdeva al “Picco” per 2-3 la finale di ritorno dei Playoff con la Cremonese. Sarebbe bastato un pareggio per scrivere una storia diversa ed essere oggi in Serie A, magari ancora con Elia, Bertola, Reca e Pio Esposito giusto per citare qualche “pezzo pregiato” perso nel corso della scorsa estate.
Un’involuzione difficile da spiegare anche perché gli interpreti principali del pacchetto difensivo aquilotto sono rimasti gli stessi ossia Mateju, Wisniewski e Capitan Petko Hristov. In porta ha iniziato il giovane Mascardi con prove confortanti fino alla gara di Venezia in cui ha pagato qualcosa in termini d’esperienza, come normale che sia alla sua età e alle prime gare da professionista della carriera, e dalla successiva riecco Sarr che rientreva da un grave infortunio, ma si è ben comportato. Sulle corsie a sinistra è rimasto Aurelio, mentre a destra Candela è sicuramente un giocatore molto più difensivo di Elia. Nasce terzino, mentre l’attuale giocatore dell’Empoli era un esterno d’attacco, saltava l’uomo e creava superiorità numerica. Due stili di gioco diversi con il cambio che ha “un po’ spento” l’impredivibilità offensiva delle Aquile.
Quello che lascia perplessi è il “come” queste reti al passivo siano arrivate. Diciamolo chiaro: le palle inattive la scorsa stagione erano il punto di forza dello Spezia, ora sembrano esserne divetante un tallone d’Achille. Basti pensare all’ultima gara con il Cesena: sul primo gol di Frabotta è Kouda che perde completamente la marcatura dell’esterno sinistro su calcio d’angolo. Sul raddoppio, scaturito da una punizione di Castagnetti, lo stesso Kouda non è al limite dell’area per contrastare la conclusione e Wisniewski, Hristov e Mateju pur provando a precipitarsi dall’area di rigore al limite per cercare di respingere la sfera vedono la stessa passare tra una selva di gambe e insaccarsi all’angolino basso. Bisogna riflettere e, soprattutto, lavorare per cercare di porre rimedio a uno dei problemi più consistenti palesatisi in questo avvio di stagione per le Aquile. Anche da questo punto di vista al “Partenio” ci si aspetta una svolta.
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Il rimedio c’è fuori i 2 che stanno vagabondando il polacco e il bulgaro e dentro Cistana e Jack …
Kounda che non diventi il capro espiatorio, (leggesi significato) è tutto il reparto arrettrato che dorme e parte sempre in ritardo non è concentrato e lucido, se non bastano in 3 difensori allora mettete il quarto Cistana, di questi tempi è meglio un punto che niente e può fare morale, non cambiare mai nulla è un comportamento autolesionista.
Vi siete resi conto che, a parte la sciagurata interpretazione delle marcature a zona, lo Spezia sistematicamente prende gol dal limite dell’area su ribattute e rimpalli? Manca l’ ABC della difesa……