Mentre lo Spezia vive un momento difficile sul piano sportivo — con l’ennesima sconfitta stagionale arrivata contro il Cesena nonostante il vantaggio iniziale firmato dal “solito” Lapadula — la giornata di ieri al “Picco” ha regalato un attimo di orgoglio e memoria ai tifosi bianchi. Durante l’intervallo del match, infatti, il club ha reso omaggio a Hugo Daniel Rubini, storico portiere italo-argentino, inserendolo ufficialmente nellaHall of Fame delle Aquile.
La cerimonia, semplice ma emozionante, ha visto il presidente Charlie Stillitano e il CEO Andrea Gazzoli consegnare a Rubini una maglia celebrativa per la sua carriera e per l’eredità sportiva lasciata in dote al Club di via Melara. L’ex estremo difensore, classe 1969, ha totalizzato 182 presenze con la maglia bianca, difendendo i pali spezzini in alcuni dei periodi più iconici della storia recente della società.
Rubini è stato uno dei protagonisti della celebre squadra degli “Invincibili” allenata da Andrea Mandorlini e promossa dalla Serie C2 alla Serie C1 da imbattuta, vincendo poi con lo Spezia il campionato di Serie C1 e la Supercoppa di Serie C nel 2006 e riportando le Aquile in Serie B dopo un’attesa di 55 anni in un bel dualismo tra i pali con Ivano Rotoli. Due momenti scolpiti nella memoria dei tifosi, che ancora oggi ricordano le sue parate decisive e il suo carisma dentro e fuori dal campo.
Durante l’incontro con la stampa, prima della partita, Rubini ha firmato una foto che lo ritrae in una delle sue più spettacolari parate in maglia bianca, immagine che da ieri sera trova posto accanto alle altre leggende nella Hall of Fame aquilotta. Le sue parole, cariche di emozione, hanno toccato il cuore dei presenti:
«Un riconoscimento bellissimo, la ciliegina sulla torta della mia carriera. Mi sento la persona più felice del mondo: entrare nell’élite dello Spezia è una sorpresa straordinaria. Ringrazio tutti di cuore».
Rubini ha poi espresso tutto il suo affetto per la città e per la società, sottolineando quanto sia rimasto colpito dal nuovo volto dello stadio:
«Qui mi sento a casa. Ho ritrovato un “Picco” che è diventato una villa, uno stadio da Serie A. La città e il club meritano un impianto così. Spero che si possa tornare presto a vincere, perché la stagione non è partita nel modo giusto, ma credo che la squadra abbia le qualità per risalire».
Infine, il portiere argentino ha ricordato il momento più intenso della sua carriera spezzina:
«Il ricordo più bello resta il rigore parato contro l’Alessandria e la promozione in Serie B del 2006. Emozioni che non si dimenticano».
La giornata al “Picco”, nonostante l’amarezza per il risultato, ha così assunto un significato profondo per tutto l’ambiente spezzino. La celebrazione di Rubini è stata un’occasione per ricordare i valori, la passione e la storia di un Club che, anche nei momenti difficili, non smette mai di onorare i suoi protagonisti più autentici.


