Federico Buffa elogia D’Angelo e lo Spezia: «Uno dei tecnici più sfortunati del calcio italiano»

Il giornalista e narratore sportivo, in un’intervista rilasciata al Secolo XIX da Madrid, parla dell’allenatore dello Spezia e riflette sul talento di Pio Esposito e sulla creatività perduta del calcio italiano.

Durante una conversazione concessa da Madrid al quotidiano Il Secolo XIX, Federico Buffa ha espresso grande stima per Luca D’Angelo, allenatore dello Spezia, definendolo «uno dei miei preferiti». Il noto giornalista e storyteller sportivo, atteso al Teatro Civico il 6 novembre, ha colto l’occasione per parlare non solo del suo spettacolo, ma anche del momento del club ligure e del panorama calcistico italiano.

Buffa ha sottolineato come D’Angelo rappresenti un profilo tecnico di alto livello, ma al tempo stesso uno dei più sfortunati tra gli allenatori italiani. «Perdere due finali play-off di fila è qualcosa che fa rabbia», ha dichiarato. Secondo Buffa, in Italia esistono allenatori con «molte meno capacità, ma con molta più fortuna». Un giudizio netto, che conferma quanto il narratore sportivo segua con attenzione il lavoro del tecnico aquilotto.

L’osservatore di Sky Sport ha poi ricordato di aver visto recentemente la sfida dello Spezia contro il Palermo, aggiungendo di nutrire «stima e simpatia» per l’allenatore pescarese. Le sue parole arrivano in un momento in cui il Club di via Melara cerca stabilità dopo un periodo complesso, e rappresentano un riconoscimento importante per D’Angelo, spesso elogiato per la sua preparazione tattica e la capacità di valorizzare i giovani.

Nel corso dell’intervista, Buffa si è soffermato anche su Pio Esposito, giovane attaccante passato proprio dallo Spezia. Lo ha definito un talento raro, figlio di un calcio «di strada», paragonandolo ai giocatori cresciuti nei “potreros” argentini, quei campi polverosi dove nascono i grandi fuoriclasse sudamericani. «Avete avuto una grande fortuna ad averlo lì per due anni», ha spiegato Buffa, evidenziando come la sua formazione “artigianale” rappresenti un valore aggiunto in un’epoca sempre più dominata dalla tecnologia e dai centri sportivi ultra moderni.

Il giornalista ha poi espresso un pensiero più ampio sul declino della fantasia nel calcio italiano, sottolineando che oggi i giocatori capaci di dribblare e inventare sono sempre meno. «Forse in Serie A è rimasto solo Orsolini a rappresentare quel tipo di calciatore creativo».

Le parole di Buffa, come spesso accade nei suoi interventi, combinano competenza tecnica e sensibilità culturale. La sua riflessione su D’Angelo e sul calcio nazionale invita a una considerazione più profonda: la fortuna può cambiare una carriera, ma il talento e la passione restano il segno distintivo dei veri protagonisti dello sport.

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5 mesi fa

D’Angelo ha giocato due finali playoff contro due corazzate,Monza e Cremonese,allenando due squadre con una rosa inferiore e nel caso dello Spezia arrivando stremati dopo un campionato dispendioso.

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