Ancora i colleghi de Il Secolo XIX hanno ricostruito l’evoluzione finanziaria dello Spezia Calcio per comprendere come si sia formato il passivo di 26,1 milioni di euro registrato al 30 giugno 2026. Un confronto tra gli ultimi bilanci evidenzia una storia economica altalenante, con fasi di crescita e bruschi ribassi legati a cambi di proprietà, scelte di mercato e variazioni strutturali nei ricavi del club.
Dai tempi di Volpi agli anni d’oro
Nel 2018, sotto la gestione Volpi, lo Spezia chiudeva il bilancio con una perdita contenuta di 2,2 milioni di euro, cifra sostenibile per una società di Serie B. Due anni più tardi, nel 2020, il club mostrava addirittura un attivo di 3,1 milioni di euro, con un milione destinato all’Arzachena: un segnale di solidità e oculata gestione economica.
Quell’equilibrio, però, si è interrotto con l’avvento della nuova proprietà. Il 30 giugno 2021, primo bilancio dell’era Platek, segna un disavanzo di 16,9 milioni, aprendo una fase di forte esposizione finanziaria.
L’era Platek e la spirale delle perdite
Nel periodo di controllo della Famiglia Platek, lo Spezia ha accumulato perdite complessive stimate in circa 67 milioni di euro, comprendendo anche gli investimenti per la ristrutturazione dello stadio Picco. L’ambizione di consolidarsi in Serie A e il peso di contratti onerosi hanno contribuito a gonfiare i costi, in parte compensati solo da plusvalenze occasionali.
Nonostante alcuni risultati sportivi positivi, la gestione economica non ha retto alla prova della sostenibilità. L’uscita dei Platek ha lasciato una situazione complessa, con il club affidato a nuove mani ma con un’eredità pesante da gestire.
L’intermezzo FC32 e l’arrivo di Roberts
Nel breve interregno gestito da Paul Francis e FC32 Group, durato circa due mesi, lo Spezia ha registrato un’ulteriore perdita di 4,2 milioni di euro, nonostante l’acquisizione simbolica delle quote a un euro. Una fase transitoria che ha anticipato l’arrivo di Tom Roberts, attuale proprietario attraverso la Ram Spezia Holdings LP, che finora ha investito oltre 30 milioni di euro per garantire la continuità aziendale e sostenere il club in una delle fasi più difficili della sua storia recente.
Oggi, mentre la squadra si trova nelle posizioni basse della classifica, la nuova gestione lavora per stabilizzare i conti e impostare una strategia di risanamento graduale.
Bilanci a confronto: dai -1,9 ai -26,1 milioni
L’ultimo bilancio approvato nel 2024 mostrava una perdita di 1,9 milioni e un patrimonio netto positivo di 5,6 milioni, un netto miglioramento rispetto ai -6,9 milioni dell’anno precedente, frutto del lavoro dell’allora D.t. Riccardo Pecini e delle plusvalenze realizzate nel mercato estivo.
Tuttavia, nel giro di un anno, il club ha visto il rosso lievitare fino a 26,1 milioni, un salto dovuto alla mancata promozione in Serie A, al calo dei diritti televisivi e all’aumento delle spese operative e delle commissioni ai procuratori. Una somma di fattori che ha riportato lo Spezia in un terreno finanziario difficile, nonostante le ricapitalizzazioni della nuova proprietà americana.
Le prospettive al 2026
Guardando al futuro, gli analisti prevedono un fisiologico alleggerimento del bilancio entro giugno 2026, grazie a possibili entrate straordinarie legate a plusvalenze su giocatori come Wisniewski e Mascardi. Resta tuttavia la necessità di riequilibrare il rapporto tra costi e ricavi, obiettivo imprescindibile per un club che ambisce a risalire la classifica e riconquistare stabilità sportiva ed economica.
Il quadro attuale non desta allarme immediato, ma impone una riflessione sul modello di gestione del calcio nel torneo di Serie B: un sistema in cui solo proprietà solide e lungimiranti possono garantire continuità, soprattutto in assenza di entrate garantite come quelle della Serie A.
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Ma si, diciamo le cose a caso. Tutti esperti di finanza
Ma come? ci dicevano che dovevamo ringraziare i Platek e mi sembra che ancora in tanti la lezione non l’abbiano imparata…
Sì inculano i soldi facile