Lucioni, cuore diviso tra Spezia e Palermo: “Una sfida speciale, ma tifo top secret”

L'ex difensore racconta i suoi anni con Aquile e rosanero, il ritiro forzato e il sogno da dirigente

Fabio Lucioni, doppio ex della sfida tra Spezia e Palermo, ha parlato ai microfoni dei colleghi de Il Secolo XIX alla vigilia del match in programma allo stadio Picco, offrendo uno sguardo sincero sulla propria carriera, tra ricordi indelebili e nuovi obiettivi. A 38 anni, dopo aver scritto pagine importanti con entrambe le maglie, l’ex difensore ha lasciato il calcio giocato a causa di problemi all’anca, ma non ha abbandonato l’ambiente: è infatti abilitato come direttore sportivo e pronto per iniziare una nuova avventura dietro la scrivania.

“Domani, se manca un difensore, vengo io”, scherza Lucioni, ma con un pizzico di nostalgia per quel campo che gli ha dato tanto. Protagonista assoluto nella stagione 2011-2012 con lo Spezia di Serena, conquistò campionato, Coppa Italia e Supercoppa di Lega Pro (nella foto il suo gol in maglia bianca alla Ternana, Ndr), ma rimase solo una stagione: “Ero gestito da persone che non volevano il mio bene”, ammette senza giri di parole.

Il Palermo, invece, è stato il suo ultimo club, con una promozione sfiorata l’anno scorso e un ritiro accolto a malincuore: “L’anca peggiora e non riuscivo più a essere competitivo”, ha spiegato. Ma la sua visione del calcio si è già spostata verso il futuro: “Vorrei affiancare un direttore sportivo per imparare davvero cosa significa guidare un club. Da calciatore certi aspetti ti sfuggono”.

Sul Palermo di oggi, Lucioni è convinto: “È una squadra costruita per vincere”, forte di un progetto solido e ambizioso. “Quando arrivai in Sicilia, due anni fa, il club era al secondo anno di B. Ora i tempi sono maturi, la pressione del tifo è alta, ma la squadra è attrezzata”. La presenza di Filippo Inzaghi, definito “un martello in campo e fuori”, secondo Lucioni potrebbe fare la differenza: “Il destino è nelle loro mani, hanno pochi rivali”.

Lo Spezia, invece, vive un momento più delicato: una partenza complicata e aspettative pesanti, figlie della Serie A sfiorata e mai dimenticata. “In B, quando sei tra i favoriti, ogni partita diventa una trappola”, sottolinea Lucioni. Ma resta ottimista: “Melissano ha rinforzato la rosa, pur perdendo un giocatore importante come Pio Esposito. Bisogna alleggerire la squadra dall’obbligo di vincere a tutti i costi, con l’unità si può ancora fare un bel campionato”.

In attacco, i problemi sono evidenti, ma per Lucioni si tratta solo di un periodo di transizione: “I nuovi vanno accompagnati, l’esperienza di Lapadula sarà preziosa, Vlahovic ha talento ma serve pazienza”. L’aspetto mentale conta quanto quello tattico: “In alcune gare erano troppo nervosi, e questo toglie lucidità”.

Infine, sulle assenze pesanti per la sfida di domani, l’ex centrale non ha dubbi: “Hristov è fondamentale per lo Spezia, mentre il Palermo ha più alternative per sostituire Ceccaroni”. E sul tifo, diplomatico ma sincero: “Top secret, ma mi auguro sia una grande partita: entrambe le squadre le porto nel cuore”.

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