Nell’edizione odierna di Tuttosport trova spazio l’intervista a Ferdinando Possi, ovvero il talent scout che portò i tre fratelli Esposito da Castellammare di Stabia a Brescia, dove mossero i primi passi su un campo da calcio.
“Ci balzarono subito allāocchio. Impossibile non notarli. Tre fratelli che giocano a calcio e bene per lāetĆ , come fai a non notarli?” ha dichiarato il dirigente sportivo.
A colpirlo fu, in particolar modo, il più piccolo d’etĆ , Francesco Pio: “Era il più piccolo, ma ti catturava lāocchio. Innanzitutto per la fisicitĆ giĆ superiore ai suoi coetanei, ma poi anche per come stoppava la palla, per come puntava la porta. Una vera e propria folgorazione. Prendiamo i tre Esposito, ma anche un certo Gianluigi Donnarumma. Solo che per lui ci volevano altri 30.000 euro, la societĆ fa altre scelte e dopo averlo portato a Brescia per un provino dobbiamo rimandarlo a Castellammare di Stabia”.
Gli Esposito iniziarono il loro cammino nella Voluntas per poi approdare all’Inter nel 2014. Tra le fila dei nerazzurri, nei giorni scorsi, ĆØ avvenuto l’esordio in Champions League proprio di Pio, avvenimento che a Possi ha rievocato piacevoli ricordi: “Mi sono tornati alla mente allāimprovviso quei mesi in terra partenopea dove avevamo un bresciano che si era trasferito al sud, Giovanni Giuberti, e ci segnalava continuamente giovani giocatori. Ah, se solo avessimo avuto quei 30.000 euro per prendere anche Donnarumma…”.
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