Il 24 febbraio 2022 Bohdan Popov aveva appena 15 anni quando la guerra in Ucraina stravolse la sua vita. Quel giorno si trovava in Polonia con l’Under 17 della Dinamo Kiev, lontano da Nizhyn, la sua città d’origine. Non poteva immaginare che quel viaggio si sarebbe trasformato in un esilio forzato, destinato a cambiarne il percorso umano e calcistico.
Costretto a restare all’estero, Popov si aggrega inizialmente al settore giovanile del Górnik Zabrze (stessa società dove sono cresciuti gli Aquilotti Zurkowski e Wisniewski, Ndr) in Polonia. Poi, grazie allo status di rifugiato, approda in Italia e trova ospitalità ad Arcola, in Liguria, accolto da una famiglia del posto. Un cambio radicale: nuova lingua, nuove abitudini, lontano dalla sua casa e dagli affetti. L’unico filo conduttore resta il calcio.
Lo Spezia lo inserisce subito nel proprio settore giovanile, impressionato dalle qualità fisiche e tecniche del ragazzo. Ma il club, allora sotto la gestione Platek, non può tesserarlo per via del “BAN” imposto dalla FIFA dopo le presunte irregolarità di tesseramento sui giovani nigeriani provenienti dall’Accademia di Abuja ai tempi della proprietà di Gabriele Volpi. Una limitazione che si rivelerà decisiva.
L’occasione la coglie l’Empoli, che brucia la concorrenza della Fiorentina e lo porta a Monteboro. Qui Popov cresce passo dopo passo: 8 gol in 14 partite con l’Under 17, poi 10 reti in 33 presenze con la Primavera, dimostrando progressione e continuità.
Il destino gli regala la grande opportunità all’inizio di questa stagione. Con Pellegri infortunato e Nasti squalificato, trova spazio in prima squadra. Shpendi segna, subito ma si ferma per un infortunio: la chance passa nelle mani di Popov, che risponde da predestinato. All’esordio firma una doppietta decisiva per la vittoria dei suoi, nella gara successiva a Reggio Emilia parte titolare e trova ancora il gol, anche se le espulsioni di Guarino e Obaretin agevolano il successo della Reggiana.
Tre reti nelle prime due presenze tra i professionisti: un impatto devastante per un ragazzo di appena 18 anni, alto 193 cm., ma dotato anche di buone qualità tecniche, che lasciano intravedere ampi margini di miglioramento. Ora sulla sua strada c’è lo Spezia, club che lo aveva accolto e fatto intravedere al grande calcio, ma che non aveva potuto tesserarlo causa FIFA. Una sfida dal sapore particolare, tra rimpianti e rivincite.
Popov è oggi il capocannoniere momentaneo della Serie B e rappresenta una delle sorprese più luminose dell’inizio stagione. La sua storia, partita da un Paese in guerra, ha trovato in Italia un nuovo punto di partenza e racconta il calcio come veicolo di rinascita e speranza.
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