Fedeltà allo Spezia: Giorgina e Giovanni, due tifosi simbolo di passione senza età

Tra delusioni e speranze, il cuore dei tifosi batte sempre per le Aquile. La storica tifosa ha rinnovato l'abbonamento a 91 anni, Giovanni l'ha fatto direttamente dall'Isola di Maddalena

Lo Spezia Calcio può contare su una base di tifosi irriducibili, tra cui spiccano due figure emblematiche: Giorgina Vincenzi, 91 anni, e Giovanni Maggio, ex ufficiale della Marina Militare. La loro fedeltà, testimoniata dal rinnovo degli abbonamenti nonostante le recenti delusioni sportive, racconta di un legame che va oltre il semplice tifo, incarnando l’essenza della passione sportiva e del radicamento territoriale.

Giorgina, classe 1934, è tra le abbonate più longeve e affezionate dello stadio Alberto Picco. Da giovane ha iniziato a seguire le Aquile influenzata da un amico di famiglia, Enzo Benedetti, ex giocatore passato dal Canaletto allo Spezia prima di approdare al Palermo. Nonostante la delusione per la mancata promozione in Serie A, che ai colleghi de Il Secolo XIX ha definito “troppo grande da sopportare“, ha riconfermato il suo abbonamento in gradinata, settore che preferisce alla tribuna perché le consente di esprimersi liberamente.

La sua routine è un inno alla vitalità: si sposta in scooter con il nipote Giancarlo per raggiungere lo stadio, guida ancora l’auto per andare a giocare a Burraco a Pontremoli e si prende cura, quasi ogni giorno, del suo terreno a Pagliari con 300 ulivi. Una vita attiva, scandita dalla passione per il calcio, ma anche da una visione lucida del futuro della squadra: «Senza investimenti è difficile salire, ma la rosa sembra più competitiva».

Altro esempio di attaccamento alla maglia arriva dalla Sardegna, dove Giovanni Maggio ha confermato il suo abbonamento dalla lontana isola della Maddalena. Nato alla Spezia, ha prestato servizio in Marina e da anni vive lontano dalla Liguria. Tuttavia, il legame con le Aquile resta fortissimo: «È un modo per mantenere vivo il rapporto con la mia città e trasmetterlo ai miei tre figli». Il più giovane, Pietro, pur essendo nato alla Maddalena, ha ereditato la passione per lo Spezia e ha una predilezione per il giocatore Candelari.

Giovanni segue il club dalla Curva Ferrovia, settore che non ha mai abbandonato e dove è tesserato con il gruppo dei Belini Frizzanti”. Sempre ai microfoni dei colleghi de Il Secolo XIX ricorda i suoi esordi da spettatore con affetto: «Avevo sei anni, mi accompagnava mio fratello Antonio, poi sono entrato grazie al mitico Manila». Anche lui valuta positivamente il lavoro della dirigenza: «Con l’arrivo di Artistico e Vlahovic e la conferma dell’ossatura, il mercato sembra ben condotto».

Entrambi i tifosi condividono un senso di amarezza per alcune partenze dolorose, come quella di Bertola, e lodano la professionalità di chi, come Nzola, ha lasciato con stile. Tuttavia, puntano il dito contro alcuni procuratori, indicati come responsabili di trattative complesse e decisioni controverse, come nel caso di Cittadini.

La loro voce rappresenta la parte più autentica del tifo spezzino, quella che va oltre i risultati e resta fedele ai colori anche nei momenti più difficili. Un patrimonio umano e culturale che lo Spezia Calcio custodisce con orgoglio.

Redazione

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2 Commenti
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Faseo
1 anno fa

Lo Spezia e AMORE tutto il resto e noia

Commento da Facebook
1 anno fa

Questa e’ la pura dimostrazione che quando una persona si innamora dello Spezia,questo amore resterà saldato nel nostro cuore in eterno

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