Salvatore Esposito, dopo la grande scorsa stagione, è il pezzo pregiato del mercato in uscita dello Spezia con la quotazione del suo cartellino che si aggira tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Il regista campano ha detto di preferire la Serie A alle altre richieste. In massima serie per lui finora hanno mostrato apprezzamento Bologna ed Hellas Verona, con questi ultimi che non hanno però intenzione di spendere quanto richiesto dal Club di via Melara e quindi la pista è subito sfumata.
Si è poi parlato di un interessamento del Parma, ma con l’arrivo di Cuesta in panchina i ducali dovranno prima consultarsi con l’ex vice di Arteta all’Arsenal per il piano di mercato. Potrebbe nascere interesse da parte della Cremonese qualora i grigiorossi chiudessero la trattativa con Daniele De Rossi, attualmente però ancora sotto contratto con la Roma a cifre importanti, come sostituto di Stroppa.
Al momento non ci sono rilanci da parte del Besiktas dopo il tentativo dello scorso gennaio. Rimaneva il Palermo in Serie B fortemente interessato al giocatore, ma con una prima offerta (4 milioni di ieri, Ndr) ben lontana da quanto richiesto dal Club di via Melara e comunque destinazione non gradita al maggiore dei fratelli Esposito che aspira a tornare in Serie A.
Il Palermo sembra quindi essersi tirato fuori dalla corsa al ragazzo virando su Palumbo, nome indicato da Filippo Inzaghi e sicuramente giocatore con doti maggiormente offensive essendo un trequartista, ma anche da una valutazione inferiore rispetto al N°5 dello Spezia.
Palumbo per Inzaghi sarebbe il giocatore perfetto per il suo classico 3-4-2-1 ad agire da raccordo tra centrocampo e attacco. Il Modena lo valuta almeno 2.5 milioni, ma i “canarini” sono interessati a Saric che rientrerà in rosanero dopo il mancato riscatto da parte del Cesena ed è destinato a partire nuovamente.



RESTA CON NOI CHE TI CI PORTIAMO❤️💋❤️
Bene, dipende dal prezzo…
Me lo terrei molto volentieri e magari in A ci va lo stesso🤞
E be giusto
Aumentare lo stipendio e tenerlo con noi
E noi rimaniamo con il cerino in mano