Tra coloro che conoscono il fermento e l’adrenalina del popolo aquilotto in vista di un playoff vi ĆØ sicuramente Giuseppe Mastinu.
Il centrocampista sardo, ora in Serie C alla Torres, faceva parte della squadra guidata da Vincenzo Italiano che, nel 2020, vinse gli spareggi promozione di Serie B conquistando l’accesso alla massima serie.
Il classe ’91 ĆØ tornato a parlare del club di Via Melara, con cui ha collezionato 76 presenze, ai microfoni de La Nazione:
RITORNO AL PICCO – “Cercherò di venire a Spezia per seguire una gara dei play-off, aquilotti si ĆØ per sempre”.
ANALOGIE CON IL 2020 – “Quella attuale ĆØ, probabilmente, una formazione più giovane rispetto alla nostra, in comune entrambe le compagini hanno trovato due corazzate davanti: il Benevento e il Crotone nel 2020, il Sassuolo e il Pisa questāanno. Unāaltra analogia risiede nei due condottieri alla guida: noi avevamo un esordiente come Italiano, ora cāĆØ un tecnico navigato come Luca DāAngelo”.
DIFFERENZE TRA I TECNICI – “DāAngelo dĆ dei concetti ben definiti e tira fuori dal carattere di ogni calciatore il massimo, Italiano amava un gioco spumeggiante, verticale, con intensitĆ impressionante”.
CONDOTTIERI DI VALORE – “Italiano sta dimostrando il suo valore, quello che tocca diventa oro. Lo ha fatto anche con me, visto che venivo da due anni di fermo e con lui ho fatto la mia migliore stagione. DāAngelo, che ĆØ stato il mio allenatore a Pisa, ĆØ pronto per la Serie A, lo era giĆ quando perdemmo i play-off con i toscani. Ha fatto tanta gavetta, umanamente e tatticamente ha raggiunto un livello di eccellenza che andrebbe premiato con la Serie A. Se poi riuscisse a raggiungerla con lo Spezia sarebbe la cosa più bella”.
D’ANGELO – “Spezia lo adora perchĆ© ĆØ un grintoso e un uomo di cuore, gli spezzini hanno sempre amato le persone con questo genere di carattere. Se ai tifosi delle Aquile dimostri di tenere alla causa, loro ti danno tantissimo. Si stanno dando a vicenda”.
SULLO SPEZIA – “Si tratta di una squadra quadrata, con degli interpreti che hanno confermato lāottimo livello espresso nello scorso campionato quando raggiunsero la salvezza. CāĆØ tanto della mano di DāAngelo. Non ĆØ un caso che in mezzo alle difficoltĆ , con una rosa che sulle carta non tra le più forti, lo Spezia sia diventato un complesso difficilissimo da affrontare”.
ROSE A CONFRONTO – “Noi avevamo una rosa molto lunga, composta da 28 giocatori. Durante i play-off vennero fuori quei giocatori che per tutto lāanno avevano trovato poco spazio. La rosa attuale dello Spezia ĆØ un poā corta a seguito delle vicissitudini societarie che non hanno consentito di puntellarla. A questi gap si può sopperire con il contributo del mister, lui e il suo staff sono le persone giuste per aiutare la squadra in questo momento”.
VERSO I PLAYOFF – “Gli spareggi sono mentali, una questione di nervi. Lo Spezia ha la fortuna di avere il doppio risultato da gestire, anche se credo che, specie nella prima partita, i calcoli saranno a zero e si cercherĆ di approcciarla in modo entusiasmante”.
PICCO DETERMINANTE – “Decisamente sƬ perchĆ© quello stadio ĆØ diverso dagli altri, a detta di tutti emana unāenergia incredibile. Noi, addirittura, sentivamo i tifosi da fuori dei cancelli. Il āPiccoā ĆØ magico, quel muro ĆØ difficile da eguagliare, la struttura dello stadio e la passione che hanno gli spezzini saranno determinanti”.
IL MESSAGGIO A VIGNALI E FERRER – “Dico loro di provare a replicare quanto meno lo stato dāanimo che la squadra del 2020 ebbe nei play-off. Lo Spezia attuale ha dimostrato di poggiare su un gruppo forte, da lƬ si parte”.
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