Leonardo Semplici e il bivio Spezia: ultima chance per salvare la Samp

Dopo un cammino segnato da rimpianti e difficoltà, il tecnico blucerchiato si gioca tutto nel simbolico incrocio con il suo recente passato

Non è semplice essere oggi Leonardo Semplici. Sulla panchina della Sampdoria, il tecnico toscano vive un equilibrio precario che, paradossalmente, passerà ancora una volta dallo Spezia. Proprio quel club che segnò la sua prima retrocessione in carriera nel giugno 2023, oggi rappresenta lo spartiacque decisivo per il prosieguo della sua avventura blucerchiata.

Spezia-Sampdoria, in programma domenica al Picco, è ben più di uno scontro diretto tra squadre che non stanno vivendo il loro miglior momento stagionale…anche se a dire la verità i blucerchiati è tutto l’anno che stentano nonostante una campagna acquisti estiva estremamente dispendiosa per inseguire il sogno Serie A e un’altrettanto campagna acquisti invernale per evitare lo spauracchio della prima retrocessione in Serie C della storia del club di Genova.

È un gioco del destino beffardo, che ripropone allo stesso bivio l’uomo che, meno di un anno fa, sedeva sulla panchina avversaria. Nel maggio 2023, infatti, Semplici visse proprio allo stadio Picco una delle serate più amare della sua carriera: un 0-4 contro il Torino che anticipò lo spareggio perso contro il Verona. Un’epilogo che portò alla caduta in Serie B, scatenando la rabbia dei tifosi aquilotti.

«I primi mesi dopo la retrocessione facevo fatica anche a uscire di casa» confessò proprio Semplici al suo arrivo a Genova, dove fu chiamato per risollevare una Samp già travagliata, diventando il terzo tecnico stagionale dopo Pirlo e Sottil. Ha raccolto la sfida in un momento critico: difesa in emergenza, squadra in crisi, spogliatoio fragile. All’inizio ha puntato sul dialogo con i giocatori, cercando di ricostruire l’identità della squadra partendo da pareggi incoraggianti, tra cui quello a reti bianche proprio con lo Spezia lo scorso dicembre, nel suo debutto sulla panchina blucerchiata quando la sua squadra fu salvata dalle grandissime parate di Ghidotti.

Ma i numeri non sorridono. In 15 partite di campionato alla guida del Doria, Semplici ha raccolto 15 punti: appena due vittorie, nove pareggi e cinque sconfitte. La squadra ha dimostrato incapacità nel gestire i vantaggi e ha sprecato occasioni cruciali, come il rigore fallito col Frosinone o le numerose rimonte subite contro Cremonese, Bari, Cesena e Palermo. Anche quando gli avversari commettevano errori evidenti, la Samp non riusciva a capitalizzare.

Il problema, tuttavia, va oltre la panchina. Dei 25 giocatori arrivati dal mercato estivo, quasi nessuno ha rispettato le attese. La società ha investito, ma male. Il clima a Bogliasco è diventato tossico, e Semplici si è ritrovato spesso solo a fronteggiare i problemi di una squadra costruita senza un’identità chiara. La dirigenza ha confermato la fiducia nel tecnico, almeno a parole, per bocca del DS Pietro Accardi (LEGGI QUI). Ma è una fiducia a tempo, a scadenza ravvicinata: una sconfitta contro lo Spezia potrebbe significare l’addio definitivo.

La carriera di Semplici racconta anche di imprese: dalla storica promozione in Serie A con la SPAL dopo 49 anni, alle salvezze conquistate sul filo con i ferraresi e con il Cagliari. Ora, però, in Liguria, il suo cammino ha assunto un sapore amaro. Un contesto dove le sue doti di motivatore sembrano non aver attecchito. E domenica, ancora una volta, sarà lo Spezia a giudicare.

Redazione

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