Sta sostituendo l’infortunato Salvatore Esposito, seppur con caratteristiche tecniche profondamente diverse, nel cuore del centrocampo aquilotto. La scorsa stagione era arrivato nel mercato di gennaio su indicazione del tecnico Luca D’Angelo che lo aveva già avuto a disposizione nella comune esperienza di Pisa, in estate il suo riscatto per 1.3 milioni di euro è stato l’investimento più oneroso effettuato dal Club di via Melara nella sessione di trasferimenti. Oggi, ospite dei colleghi de Il Secolo XIX, ha preso la parola il centrocampista nazionale dell’Ungheria Adam Nagy. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.
LE CONDIZIONI – «Senza Salvatore e Duccio resto l’unico play, ma farò di tutto per contribuire alla vittoria contro la Sampdoria. Sono pienamente recuperato, anche se l’infortunio alla caviglia può dare fastidio anche quando sembra tutto passato, ma adesso sto bene. Come play sono rimasto da solo, spero che i miei compagni rientrino prima possibile, nel frattempo darò il mio massimo. Vogliamo riprende con un trend di vittorie, anche due o tre di fila non sarebbe male.»
LE DIFFERENZE CON E SENZA SALVATORE ESPOSITO – «Con Salvatore cambia il tipo di gioco, lui gestisce più palloni in profondità, quando giochiamo insieme cerco di recuperare palla poi ci pensa lui, ora che non c’è devo cercare di dare più spinta senza trascurare la fase difensiva per leggere al meglio la situazione, anche contro Brescia ho cercato di mettere tante palle in attacco».
ANCORA A SECCO DI GOL – «Non sono mai stato goleador, ne ho fatti 2 in Inghilterra e 2 in Nazionale, spero di cambiare in queste ultime sette partite, farne almeno uno sarebbe bello. Manca un po’ di cattiveria, il mister ci sta spiegando che dobbiamo attaccare l’area avversaria con più cattiveria, poi nel mio ruolo mi affaccio di rado in zona gol, ma spero entro la fine arriverà una mia rete».
LA NAZIONALE – «Giocare in nazionale per un calciatore è il massimo. Anche giocare in Champions non è paragonabile. Ho 88 presenze e ogni volta che sento l’inno è sempre un’emozione incredibile».
IL TIFO UNGHERESE E QUELLO DEL ‘PICCO’ – «Sono due tifoserie caldissime: a Budapest hanno costruito solo per la Nazionale lo stadio “Puskas” da 66 mila tifosi, anche quando giochiamo in amichevole è sempre pieno. Con l’Ungheria, come con lo Spezia, abbiamo sbagliato due o tre prove ma siamo ripartiti alla grande anche grazie ai tifosi».
PRESSIONE – «Anche ora sentiamo un po’ di pressione, però non deve condizionarci. Dobbiamo liberare la testa, non esiste pensare ora al terzo posto, basta mollare un attimo e rischiamo di vederci addosso la Cremonese. Se facciamo il nostro massimo può darsi che il Pisa debba iniziare a preoccuparsi. Intanto vinciamo con la Samp…».
CAMBIO DI OBIETTIVI – «Dopo le prime partite non pensavamo di lottare per la A, ora, a sette dalla fine in questa posizione, ci crediamo.»
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Mettetevi d’accordo
1 giorno dite che rientra
1 che non è ancora pronto 🤯
Non si potrebbero far usare a Salvatore delle stampelle di gomma? …