Arrivato come trequartista dopo una stagione a metà tra Venezia e Chieti, trasformato da Antonio Soda in un regista di qualità Davide Saverino ha legato la sua carriera a due imprese storiche con la maglia dello Spezia. Prima ha contribuito a riportare in Serie B la squadra aquilotta dopo 55 anni vincendo il campionato di Serie C1 davanti al Genoa (e anche una Supercoppa di Serie C1) ed è poi è stato fondamentale con 35 presenze e 7 gol nel successivo torneo cadetto per ottenere la salvezza al Play-Out contro il Verona. Complessivamente 81 presenze con 12 gol a suo attivo e svariati assist con la maglia bianca indosso. Oggi è fuori dal mondo del calcio che segue assiduamente come spettatore e, soprattutto, tifoso dello Spezia. Lavora a San Benedetto del Tronto dove gestisce insieme ad altri amici il locale “Il Boka“. Lo abbiamo contattato per un’intervista esclusiva per parlare dell’attuale stagione dello Spezia.
Come vede finora la stagione dei ragazzi di mister Luca D’Angelo?
“Direi che per ora ne posso parlare solo bene. Seguo maggiormente la Serie B rispetto alla Serie A perché è il campionato che mi appassiona maggiormente. Posso dire che fino a ora le Aquile stanno facendo veramente bene, sono davvero molto contento. D’Angelo è un allenatore molto preparato per la categoria: lavora bene sul campo e con i giocatori. Ottimo anche per la piazza spezzina con cui il feeling è nato naturalmente.”
Venerdì prossimo arriva il Brescia: che partita si aspetta?
“Sono partite in cui la classifica non conta, sono le più pericolose per lo Spezia. Sicuramente un impegno da non prendere sottogamba. Bisogna avere maggiore attenzione, anche se sulla carte lo Spezia è superiore.”
Cosa temere maggiormente delle Rondinelle?
“Hanno qualche giocatore veramente buono come Borrelli e Moncini davanti, Bjarnason e Bisoli in mezzo che sono giocatori di categoria e Cistana in difesa. Penso che occupino una posizione di classifica che non rispecchia i reali valori della rosa. La Serie B è però un campionato imprevedibile: le favorite possono deludere e poi ci possono essere sorprese in positivo come lo Spezia di quest’anno. Le Aquile sono partite per una tranquilla salvezza e si ritrovano com merito a lottare per la Serie A.”
Lei sinistro, Salvatore Esposito destro, ma entrambi in carriera avete arretrato il vostro raggio d’azione diventando registi. Cosa ne pensa del N°5 delle Aquile?
“Posso essere sincero? Mi rivedo un po’ in Salvatore. E’ un grandissimo giocatore che ha un gran piede, visione di gioco, cresciuto in fase di non possesso palla, dà l’anima per la squadra e per i tifosi proprio come facevo io. Spero per lui che sia l’ultimo anno in Serie B sperando che il salto di categoria sia con la maglia dello Spezia indosso. Complimenti anche giocatori come Bandinelli, Vignali, Nagy che gli danno una grossa mano per renderlo più libero. E’ un centrocampo organizzato quello dello Spezia.”
Proprio Salvatore Esposito potrebbe non recuperare per la gara con il Brescia: al suo posto come vede Degli Innocenti?
“L’assenza di Salvatore Esposito si è già notata parecchio nel pareggio in casa del Cesena. Degli Innocenti? E’ un giovane sicuramente di prospettiva con caratteristiche diverse, ha più gamba di Salvatore, ma può fare quel ruolo anche se in maniera diversa da Espo. La voglia ce l’ha: tutti vogliono giocare e nessuno vuole stare in panchina. Deve sfruttare nel migliore dei modi le possibilità che D’Angelo gli concede. Anche io all’inizio giocavo poco allo Spezia, poi con l’infortunio di Vito (Grieco, Ndr) mi è stata data fiducia, mi sono fatto trovare pronto e non sono più uscito di squadra.”
La coppia attuale formata da Pio Esposito e Lapadula può ricordare un po’ quella dei suoi tempi con Varricchio e Guidetti?
“Possono ricordarli veramente: si assomigliano come caratteristiche. Esposito fa a sportellate da solo contro l’intera difesa avversaria, è cresciuto tantissimo, merita la Serie A. Lapadula si deve ancora un po’ ambientare al ritorno in Serie B. Ha sempre grande voglia fa un grande lavoro per la squadra, tiene palla, prende falli e fa respirare la squadra. Ha un carisma eccezionale e fa la guerra con tutti: deve solo sbloccarsi. Credo siano una grande coppia.”
Da qui al termine del campionato come vede il confronto con il Pisa che dista cinque punti in classifica?
“Ci sono 24 punti in ballo e uno ci deve credere fino alla fine. La lotta ovviamente è da fare sui nero azzurri, perché al Sassuolo manca solo la matematica per essere promosso e Grosso ha ai suoi ordini una squadra quasi già pronta per il massimo campionato. Lo Spezia ora ovviamente non può fare altro che vincere più partite possibili e sperare in alcuni passi falsi del Pisa. Anche Inzaghi, a essere sincero, ha fatto un gran lavoro a Pisa, ma la squadra partiva inizialmente con obiettivi di alta classifica rispetto allo Spezia. Lo scontro diretto vinto in rimonta in casa deve dare la spinta giusta ed è anche un’arma importante in caso di arrivo a pari punti.”
Nessuno se lo augura, ma se invece fossero Play-Off?
“Sono un terno al lotto, bruttissimi. Tante volte è salita la squadra sfavorita e pensare che lo Spezia ha già 15 punti di vantaggio sul Bari che attualmente farebbe i Play-Off deve far riflettere. Delle squadre che potrebbero parteciparvi considero il Cesena la squadra rivelazione del campionato, anche il Catanzaro ha fatto finora un’ottima stagione. Il Palermo? A gennaio si è rinforzato tantissimo e alla fine una posizione Play-Off potrebbe anche strapparla, a quel punto insieme alla Cremonese sarebbero la mina vagante degli spareggi. Per questo per lo Spezia preferirei la promozione diretta:, si levano un peso in più e vanno in vacanza prima.”
Lei aveva carisma da vendere: è diventato un idolo del “Picco”. Che ricordi ha dei tifosi bianchi?
“Sono stati fantastici con me, fin dal momento che giocavo di meno mi sono stati sempre vicini. Quando ho iniziato a giocare con continuità credo di aver ripagato tutto questo affetto nei miei confronti. Alla Spezia sono stato benissimo sia come calciatore sia con il rapporto con i tifosi al di fuori del campo.”
Il “Picco”, completamente rinnovato, può essere l’arma in più?
“Sicuramente, il tifo è sempre l’arma in più, soprattutto alla Spezia. La squadra, da sempre, è seguita da pubblico caloroso che ama questa maglia in maniera viscerale. Tutti ora devono sostenere questa squadra sia nel bene che nel male, anche se arriva qualche risultato negativo perché i ragazzi stanno andando oltre ogni più rosea aspettativa. Da ex giocatore vi svelo un segreto: noi giocatori in campo abbiamo bisogno di sentire il calore dei tifosi. Ci spingono con il loro sostegno a ottenere risultati impensabili.”
Quando la rivedremo ad assistere a una partita nell’impianto spezzino?
“Il mio pensiero è quello di venire a vedere lo Spezia entro la fine di questo campionato. Sto cercando di organizzarmi con il lavoro. Spero di farcela. Nel caso ci guarderemo la partita assieme!“



Già ma per la promozione diretta l’impegno di 2/3 non basta, bisogna dare il 100% in ogni reparto da ora in poi…….🦅🦅🦅